Lavori e traslochi all’ospedale Carle di Confreria
10 settembre 2023
Cuneo
Cuneo - Da ottobre partiranno i primi traslochi dal Carle di Confreria al Santa Croce di Cuneo per consentire l’inizio dei lavori di ristrutturazione della parte più vecchia dell’ospedale ex sanatorio. Saranno due anni di cantiere per l’antisismica. È un anticipo del grande progetto di nuovo ospedale? O soltanto una manutenzione necessaria e rapida per metter al sicuro il vecchio nosocomio degli anni Trenta e usare i fondi del Pnrr che andrebbero persi? Non è dato sapere la risposta, almeno per ora. O meglio sicuramente gli interventi previsti al Carle sono necessari per la sicurezza dei luoghi di cura, e fanno parte dei lavori finanziati dal Pnrr sull’edilizia sanitaria esistente e devono essere spesi e rendicontati entro giugno del 2026. Si tratta di più di 5,5 milioni di euro destinati al Carle e che sono fondi ulteriori a quelli nazionali già destinati all’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle proprio per l’antisismica e l’antincendio. Sono fondi diversi da quelli non ancora utilizzati, che sono oltre 33,5 milioni di euro per tutto il Santa Croce che erano già stati destinati dai fondi nazionali passando per la Regione. Fondi che lo stesso assessore Icardi aveva annunciato che erano stati destinati ma che non erano ancora “a disposizione dell’amministrazione e dunque non potevano essere usati almeno fino al 2027”. A che punto è il progetto del nuovo ospedale di Cuneo? In ogni caso i lavori serviranno sia in caso, se il nuovo ospedale sarà al Carle, sia nell’altro. In questo momento il commissario direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, Livio Tranchida si è preso il termine di metà settembre per formulare una risposta definitiva sul progetto del Ppp, il Partenariato Pubblico Privato. Tranchida infatti in queste settimane è al lavoro con il privato, la torinese Inc. Spa della famiglia Dogliani di Narzole, che deve dare risposte alle osservazioni sul progetto ipotizzato del nuovo ospedale di Cuneo. Risposte, non solo di progetto ma anche funzionali ed economiche per capire se il partenariato, il Ppp, potrà andare avanti con la firma da parte di Tranchida della dichiarazione di pubblico interesse o meno. Solo da quel momento in poi potrebbero partire le procedure di bandi e affidamenti, ma per arrivarci sono necessarie anche le coperture finanziarie pubbliche. E a conferme che tutto l’iter è in corso ed è nelle mani di Tranchida, è anche la Regione Piemonte con l’assessore Luigi Genesio Icardi: “Abbiamo incontrato il commissario Tranchida che sta trattando col proponente del Ppp le modifiche del progetto secondo le esigenze dell’Azienda Santa Croce e Carle. A conclusione entro i primi quindici giorni di settembre, ci dirà come intende procedere”. I tempi si allungano e le certezze sul futuro del nuovo ospedale di Cuneo sono sempre di meno. Ma intanto al Carle iniziano i lavori e anche al Santa Croce sul lato corso Monviso un “pezzo” di nuovo cantiere è stato recintato. Il cantiere per la risonanza al Santa Croce di Cuneo All’ospedale Santa Croce da alcune settimana è stata recintata a “cantiere” l’area in cui dovrà sorgere la nuova struttura per ospitare la nuova Risonanza Magnetica da 3 Tesla. Si tratta di uno spazio nella zona dove già sono attive le altre due risonanze di cui l’azienda è dotata: un locale tecnico in muratura al piano terra dalla parte di corso Monviso, nella zona a fianco del Pronto Soccorso, dove erano state piazzate le strutture mobili ai tempi della “chiusura” dell’ospedale per la pandemia da Covid. Una struttura costruita ad hoc con caratteristiche tecniche precise per ospitare un macchinario importante, formata dalla sala di risonanza, un locale per il comando della macchina e la lettura del referto e uno spogliatoio. Ottenute le autorizzazioni in tempo record, grazie agli uffici del Comune di Cuneo, unico problema ancora da risolvere prima di iniziare lo scavo del cantiere rimane il by-pass della fogna principale del Santa Croce che passa proprio sotto l’area dove dovrebbe sorgere la struttura. Si prepara il grande cantiere al Carle di Confreria Al Carle di Confreria intanto si prepara il grande cantiere per l’antisismica. La progettazione esecutiva è pronta e ora la fase è quella di progettazione tecnica e degli aspetti logistici ovvero da una parte lo spostamento dei servizi che ora hanno casa al Carle e dall’altra la valutazione di quanto e quando il vecchio edificio sarà vuoto o meno. Da quello dipendono l’occupazione fisica del cantiere e la durata dei lavori. I lavori non inizieranno subito ma presumibilmente a gennaio del 2024 ma quello che inizierà subito sarà il trasloco di reparti e servizi. I lavori prevedono circa due anni di cantiere, devono necessariamente finire entro metà 2026, nella parte storica degli anni Trenta del vecchio “sanatorio” Carle, quella che viene indicata nel presidio sanitario come “blocco A” e ha come colore il rosa. Nel vecchio edificio si interverrà in modo definitivo con un progetto per l’antisismica e per la sicurezza che potrebbe servire sia nel caso in cui il progetto nuovo ospedale vada avanti sia nel caso in cui il Carle rimanga così come è. I lavori infatti sono finanziati da fondi del Pnrr che necessitano di essere utilizzati subito perché altrimenti vanno persi e vengono realizzati nella parte storica, quella vincolata dalla Soprintendenza e che non può essere demolita, che, in ogni caso, deve essere conservata e adeguata agli standard di sicurezza antisismica e antincendio. Sono lavori impattanti che hanno bisogno di avere liberi i locali dal seminterrato al sottotetto con relativi cambiamenti per gli accessi a tutto l’ospedale, perché in ogni caso il resto dell’edificio rimarrà attivo e funzionante e dunque si dovranno creare accessi laterali in sicurezza. Dovranno dunque trovare spazio diversi servizi e reparti e i cuneesi sperano sia spostamenti al Santa Croce di Cuneo, dove molti spazi sono stati rimessi a nuovo e non utilizzati, e non chiusure o spostamenti ad altri ospedali del territorio, come da più parti si ventilava. Devono trovare spazio la radiologia, che dovrebbe tornare in massa tutta sull’altipiano al Santa Croce, che si trova ora nel seminterrato del Carle, poi i servizi del piano terra, che sono gli uffici dell’accettazione che però troveranno spazio sempre al piano terra del Carle ma negli edifici retrostanti l’attuale ingresso principale (nel blocco C azzurro o nel blocco D giallo), e il Cas, il Centro Accoglienza e Servizi che fa parte dei servizi per i malati oncologici. E poi sempre al pian terreno l’emodinamica. Devono trovare posto tutti gli ambulatori del primo piano che sono occupati dalla neuropsichiatria infantile e quelli occupati dalla reumatologia. E poi ambulatori e studi della libera professione del secondo piano. Un trasloco importante nei prossimi tre mesi.