Piano Cave: “Nessuna gruviera ma luoghi di rinaturazione che tutelino l’ambiente”
15 luglio 2023
Cuneo
Il nuovo Piano Cave regionale che detta le regole delle attività estrattive sul territorio, ovvero dove e quanto si può scavare sta trascinando in queste settimane problemi e polemiche. Subito dopo l’estate infatti andrà in discussione e in votazione in consiglio regionale. Proprio dal consiglio, da Daniele Valle, vice presidente del consiglio regionale del Piemonte e Maurizio Marello, consigliere regionale Pd, arrivano le critiche maggiori di un “Piano cave” che, secondo i dati da loro forniti, amplia a dismisura tutti i poli estrattivi in particolare sul territorio i casi di Caraglio, Bernezzo, Roccavione, Roaschia, Robilante, Valdieri e Vernante. Ai loro dubbi, pubblicati su La Guida della corsa settimana 6 luglio, risponde ora l’assessore della Regione Piemonte alle attività estrattive, Andrea Tronzano. Il Piano regionale delle attività estrattive (più conosciuto come PRAE) è uno strumento che serve al territorio, perché regola, tutela e salvaguarda sia l’ambiente che ci circonda, sia le aziende estrattive che operano al suo interno. Il tema è semplice: il Piano consente di monitorare, tutelare i corsi d’acqua, prestare attenzione ad interventi estrattivi in prossimità dei fiumi che costituiscono opportunità di rinaturazione e di miglioramento del deflusso delle piene, e di fare in modo che le cave, da strumento operativo aziendale, diventino luoghi di rinaturazione. Basta vedere lungo l’Asse del Po quello che è stato realizzato con cave che sono diventate delle oasi naturalistiche. Eppure a leggere le critiche dei consiglieri di opposizione sembra che noi vogliamo trasformare il Piemonte in una gruviera infischiandocene della natura e della salute dei cittadini Niente di più falso, ma è la politica di chi non ha argomenti. Il Prae è uno strumento di programmazione territoriale introdotto dalla Legge Regionale 26 del 2016, voluta dall’allora Giunta Chiamparino, che però poi, stranamente, vista la sua importanza, non vi diede corso. In questi mesi abbiamo condiviso il lavoro con associazioni, istituzioni, comuni, imprese proprio per realizzare uno strumento che tuteli l’ambiente, salvaguardandolo, e le aziende che operano in questo comparto affinché abbiano regole certe e difendano posti di lavoro Peraltro, anche nelle fasi preparatorie, gli enti locali sono stati coinvolti, tanto che numerose aree estrattive, incluse nella proposta di piano, sono state inserite proprio su richiesta delle amministrazioni locali. Nello specifico: Polo di Caraglio C01040: sono pervenute osservazioni dal Comune di Caraglio e dalla Soprintendenza il polo è formato da quattro subaree. Per la subarea a Sud Ovest, come richiesto dal comune, si tratta di area di pertinenza ove si trova impianto di lavorazione di un minerale estratto e già a segnalata come tale nel PRGC; per la subarea successiva si tratta di area autorizzata senza ampliamenti; per le altre due invece, con ampliamenti, si aggiungeranno ulteriori specifiche come richiesto da Comune e Soprintendenza che tenga conto dell’interesse agronomico. Bernezzo C03052: qui è stata presentata solo un’osservazione Soprintendenza; i dati riportati non sono corretti quelli giusti sono: superficie della cava attiva 293.191 m2, superficie di ampliamento 88.709 m2, totale del polo 381.900m2. Roccavione C01043: qui vi è solo un’osservazione della Soprintendenza che segnala eventuali siti archeologici da valutare. Roaschia C03054; su questa tipologia di aree si sta concertando con la Soprintendenza una prescrizione specifica che preveda che le autorizzazioni successive a quella vigente possano essere un massimo di due per 5 anni ciascuna e con superfici non superiori a 1-1,5 volte l’estensione di quella attiva. Inoltre l’estensione della cava attiva è da correggere perché è stata già rilasciata un’autorizzazione in ampliamento. Robilante - Snive Colla Bassa C03053: verranno inserite limitazioni alle superfici autorizzabili per 5 + 5 anni (sempre comunque quando restano solo + 2 anni di volumi da estrarre dalla cava già autorizzata). Robilante - Gavota Noisa C03064, solo da specificare meglio l’area impianti; Valdieri San Lorenzo C03055: osservazione Soprintendenza su dichiarazione di interesse pubblico e quindi limitazioni agli ampliamenti successivi, e prescrizioni sui rischi archeologici e paleontologici. Tutte situazioni sotto controllo e comunque monitorate. Completiamo pertanto l’iter di approvazione del Prae e dotiamoci di questo strumento: sarà un vantaggio per tutti i piemontesi e per un settore nel quale la nostra regione è uno dei territori leader in Italia.