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“La Fondazione Crc difenda i dipendenti Ubi”

13 settembre 2019

Cuneo

Cuneo - Una sala gremita poi il presidio in via Roma davanti agli uffici della Fondazione Crc. I lavoratori dell'Ubi riuniti dalle sigle sindacali fanno sentire a Cuneo la loro voce contro le esternalizzazioni e contro la riduzione della presenza sul territorio della banca. E protestano non a caso davanti alla Fondazione che è socio importante del Gruppo bancario. "La Fondazione è socio fondamentale e storico - dicono i sindacati - e deve fare la sua parte per la difesa del territorio. Non basta elargire finanziamenti per dirsi a favore della provincia di Cuneo ma serve che prenda posizione per difendere i posti di lavoro di Cuneo e i lavoratori di Cuneo, le eccellenze professionali che abbiamo anche in ambito bancario". La protesta contro la scelta del 26 luglio di Ubi Banca di esternalizzare i servizi di Ubi Sistemi e Servizi all’Accenture Services Technology Srl e alla BCube Spa, si accompagna a quella di altre nove piazze in tutto il Paese. Quasi duecento i lavoratori coinvolti e 40 i dipendenti cuneesi che passeranno ad altre imprese. "Si è parlato di successo in questi anni - continuano i sindacati - per l'arrivo della direzione del Gruppo da Torino a Cuneo e intanto abbiamo perso le singole banche e le singole direzione con tante funzioni andate a Bergamo e Brescia. Parliamo di quache decina di persone a Cuneo e ora rischiamo di perdere i 40 esternalizzati. Ma che politica è? E quale risparmio è? Le persone del territorio spariscono e soci storici e amministratori da questi nominati nel Consiglio di amministrazione Ubi non si esprimono, neppure una voce contraria se non il sindacato". La trattativa di contrattazione tra sindacati e il Gruppo Ubi inizia il 19 settembre e si parlerà di esternalizzazione ma anche di contratto collettivo nazionale, di garanzie e tutele dei lavoratori che i sindacati sperano di ampliare anche ai dipendenti che passerranno ad Accenture. E l'altra battaglia sarà mantenere il posto di lavoro a Cuneo e non magari di nuovo emigrare a Torino o Milano, dove Accenture ha due sedi nevralgiche della sua organizzazione. "La nostra preoccupazione - chiudono i sindacati - che deve diventare la preoccupazione di tutti i 20 mila dipendenti della Ubi e di tutti i territori è che questa esternalizzazione sia solo l'antipasto di un piatto futuro ben più pesante in termini di numeri e impatto"

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