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cronaca

A Cuneo la manifestazione dei braccianti agricoli

20 luglio 2018

Cuneo

Cuneo - È indetta per domani, sabato 21 luglio alle 10, la grande manifestazione che vedrà riunirsi in piazza Galimberti a Cuneo i braccianti del settore agricolo cuneese che chiedono il pieno rispetto delle norme contrattuali vigenti e sistemazioni abitative dignitose. L’iniziativa è promossa dal Coordinamento lavoratori agricoli Usb Piemonte, dal Comitato Antirazzista Saluzzese, dall’Ari (Associazione rurale italiana), da Carovane migranti, dalla Cispm (Coalizione internazionale sans-papiers, migranti, rifugiati e richiedenti asilo), dal Movimento Migranti e Rifugiati, dall’Usb (Unione sindacale di base) Torino e da Emmaus. “Il profitto che genera la filiera agricola - spiegano i promotori dell’iniziativa - non trova riscontro nella condizione degli operai agricoli in termini di riconoscimento a pieno dei diritti sindacali e sociali, perché il settore continua a subire le imposizioni della Grande distribuzione organizzata. A fronte di questi evidenti problemi, abbiamo deciso di manifestare per rivendicare quanto ci spetta in termini sia di salario sia di diritti sindacali e sociali, a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle: sistemazioni dignitose, il miglioramento delle condizioni abitative per le persone ospitate all’interno dell’ex caserma Filippi a Saluzzo (servizi adeguati al numero di persone, acqua calda…) ed il pieno rispetto delle norme contrattuali”. Tutt’oggi sarebbero oltre duecento i lavoratori stagionali impiegati nelle aziende agricole del Saluzzese costretti a dormire all’addiaccio al Foro Boario di Saluzzo, senz’acqua, né bagni né elettricità, “ a fronte - concludono gli organizzatori - di una dotazione finanziaria comunitaria di cui è titolare la Regione Piemonte pari a oltre 1 miliardo di euro per il Piano di Sviluppo Rurale Piemonte 2014 - 2020. Risorse che dovrebbero servire anche all'inclusione sociale, alla riduzione delle povertà e allo sviluppo economico delle aree rurali,  e che noi riteniamo debbano essere erogate solo a chi realmente rispetta le norme contrattuali”.  

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