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I consiglieri di minoranza sull’Ospedale di Saluzzo

25 maggio 2017

Cuneo

Saluzzo - I consiglieri comunali di minoranza Carlo Savio, Domenico Andreis, Stefano Quaglia e Danilo Rinaudo, con una lettera inviata al direttore generale dell’Asl CN1, Francesco Magni, commentano i contenuti emersi nella riunione della Conferenza dei sindaci del saluzzese sul tema dell’ipotesi di chiusura estiva della sala gessi di Saluzzo. La minoranza di Saluzzo aveva richiesto al sindaco Mauro Calderoni che il tema, allargandolo alle problematiche generali della sanità ospedaliera e del territorio, fosse trattato direttamente all’interno della Conferenza che raggruppa tutti i Sindaci dell’area saluzzese.Gli amministratori scrivono: “Abbiamo ben compreso come la carenza di organico nel reparto di chirurgia ortopedica crei una situazione congiunturale molto precaria, tenendo conto del carico di lavoro sin qui sopportato dal personale medico e infermieristico. Altrettanto, abbiamo apprezzato l’intenzione di percorrere ogni strada possibile per consentire la continuità delle attività estive anche su Saluzzo e, in prospettiva di arrivare ad un completamento dell’organico. Tuttavia, non potevamo esimerci da altre due considerazioni che partono dallo stesso presupposto: una specie di trama oscura da parte di ‘qualcuno che avrebbe interesse a far chiudere l’Ospedale di Saluzzo’ (il virgolettato è la trascrizione quasi autentica di dichiarazioni rilasciate durante l’incontro). I primi da accusare sarebbero i fautori di ‘un nuovo ospedale da costruire in mezzo alla campagna’, una specie di potentato carbonaro di cospiratori, di cui, purtroppo, ‘non si conoscono nomi e cognomi’. I secondi, e più semplici da individuare, sono i giornali locali. Prendiamo le distanze da un attacco così diretto e del tutto fuori luogo”. E chiariscono meglio il loro pensiero: “Nella sede istituzionale in cui ci trovavamo sono apparse stridenti le affermazioni del direttore Magni, corredate da tanto di dossier da rassegna stampa, quasi per dimostrare l’esistenza di  una lobby giornalistica trasversale, artefice di una campagna stampa di disinformazione per alimentare tensioni e sfiducia nella popolazione. Quando poi si arriva ad accuse personali la questione diventa inaccettabile. Andava subito interrotta con sdegno. Invece di cercare gli introvabili sobillatori, possiamo solamente consigliare alla Direzione dell’Asl di ascoltare le ragionevoli, pacate ma ferme, osservazioni espresse dai sindaci presenti e di trarne le dovute conseguenze”.