Fisco per le piccole imprese, richieste da Confartigianato
16 settembre 2016
Cuneo
Cuneo - Nell’incontro di giovedì 15 del Comitato nazionale ristretto tributario di Confartigianato, presieduto dal presidente di Confartigianato Cuneo Domenico Massimino (componente di giunta con delega alle politiche fiscali; a destra nella foto con il viceministro) è emersa, ancora una volta, la necessità di semplificare il fisco e ridurre le tasse sulle piccole imprese: e questo, è stato ribadito dal viceministro dell’Economia e delle finanze Luigi Casero, è l’obiettivo che guida l’azione del governo per la prossima legge di bilancio. Al confronto con il rappresentante del governo hanno partecipato anche Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali, Enrico Quintavalle, responsabile dell’ufficio studi dell’organizzazione, e un gruppo di responsabili del settore fiscale delle associazioni territoriali. “Oggi il problema da superare è la differenza di tassazione tra le piccole e le grandi imprese”, ha detto Casero. Per eliminare questo gap, il viceministro si è detto disponibile a lavorare sulle proposte di Confartigianato sollecitate da Massimino. A cominciare dall’introduzione dell’Iri (imposta sul reddito delle imprese), che estenderebbe alle imprese personali i benefici attribuiti dall’Ires alle società di capitali e consentirebbe alle piccole imprese di reinvestire gli utili in azienda. Massimino ha anche insistito sulle necessità di tassare i redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza, per poter pagare le tasse dopo l’incasso delle fatture. La lista di Confartigianato continua con la richiesta di deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali, l’unificazione di Imu e Tasi in un’imposta unica sui servizi, l’innalzamento della franchigia Irap, la neutralità fiscale per le cessioni d’azienda a titolo oneroso. “Nel pacchetto di interventi sollecitati da Confartigianato - afferma Domenico Massimino - spicca la riforma degli studi di settore sulla quale, il 7 settembre scorso, la Commissione di esperti di Sose ha recepito le nostre richieste per semplificare gli studi e trasformarli da ‘armi’ di accertamento a strumento di compliance con l’amministrazione finanziaria, corredandoli di criteri di premialità”.E proprio su questa “rivoluzione” il viceministro Casero ha sottolineato gli obiettivi di semplificazione e comprensibilità e l’addio alla valenza di accertamento a vantaggio degli imprenditori. Casero ha sollecitato a Confartigianato ulteriori contributi di proposte per dare gambe a quella che considera “una ridefinizione totale” degli studi di settore.