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Domenica 18 i tajarin protagonisti a Roaschia (1)

10 settembre 2016

Cuneo

Roaschia - Domenica 18 settembre Roaschia dedica una giornata ai piatti della propria cucina tradizionale e, in particolare, ai celebri “tajarin”. La festa, organizzata dalla Pro Loco, si aprirà alle 8 con il mercatino dell’artigianato e l’esposizione di utensili e attrezzature per la produzione della pasta. Per tutta la giornata nei locali della Pro Loco sarà allestita una tipica cucina roaschiese dei primi del ‘900, mentre il “Mago dei palloncini” intratterrà i più piccoli con i suoi giochi e le donne del paese produrranno i “tajarin” secondo l’antica ricetta roaschiese. A partire dalle 12 pranzo a base di “tajarin” con un menù che prevede la torta di riso, altra ricetta tipica roaschiese, i “tajarin” ai funghi e al ragù di cinghiale, formaggio e le tradizionali pesche ripiene, anch’esse una tipicità della cucina roaschiese. Il prezzo del pranzo, per il quale è gradita la prenotazione ai numeri 333-7052328, 331-9889005 o 339-1100976, è di 12 euro, bevande incluse. Dalle 14 pomeriggio in musica con il gruppo locale di Roaschia. Protagonisti della giornata di festa, i “tajarin” sono da sempre uno dei piatti che hanno reso celebre il nome di Roaschia e dei suoi ristoranti. Nei locali e nelle case di Roaschia è, da sempre, facile trovare in tavola lyghetes, la minestra tipica dei pastori nei mesi invernali, la turta d’ris, pesche e cipolle ripiene ma, soprattutto i “tajarin” preparati secondo un ricetta tramandata di madre in figlia o, nel caso dei locali, di gestione in gestione. Proprio come accaduto nel caso del ristorante Spada Reale, aperto nel centro del paese sin dal 1860. Ancora oggi si ricorda come i “tajarin” venivano preparati con la farina del mulino locale e utilizzando uova dei contadini roaschiesi e, in particolare, quelle dal tuorlo più giallo per dare alla pasta la sua colorazione naturale. Ancora oggi nel preparare i “tajarin” si utilizzano per quanto possibile prodotti della zona per non perdere quelle caratteristiche che li rendono unici.Ma il grande segreto dei “tajarin” è l’acqua della sorgente “Dragonera” utilizzata per la cottura. “In qualsiasi parte - dice il sindaco di Roaschia, Bruno Viale - si potrebbe fare un buon impasto con i giusti ingredienti e seguendo la tradizione, ma se non vengono cotti con l’acqua della Dragonera allora non sono i veri tajarin di Roaschia. L’acqua, con le sue caratteristiche oligominerali, la sua bassa quantità di minerali (la Dragonera ha una bassa quantità di sodio, magnesio, potassio, solfati e cloruri) e con un giusto equilibrio di calcio e bicarbonato, fa sì che i tajarin prendano un gusto unico e speciale”.