7.000 avannotti di trota marmorata liberati nello Stura
07 luglio 2016
Cuneo
Cuneo. Oltre 7.000 pesciolini, avannotti di Trota Marmorata, sono stati rilasciati mercoledì mattina nel corso del Fiume Stura, nel tratto tra il Ponte Vecchio e Roccasparvera. Un migliaio solo nella zona sotto il Ponte Nuovo, nei pressi della Pedancola Vassallo, nella cosiddetta zona di pesca “No-Kill”, nel Parco fluviale Gesso e Stura. L’operazione è stata realizzata grazie alla collaborazione tra l’Associazione Pescambiente e Comune di Cuneo, Parco fluviale Gesso e Stura, Provincia di Cuneo – Settore Tutela Flora e Fauna, Caccia e Pesca e Corpo Forestale dello Stato: gli avannotti provengono infatti direttamente dagli incubatoi ittici dell’associazione e permetteranno il ripopolamento di questo tratto di fiume, favorendo un incremento della biodiversità e soprattutto ripopolando il fiume di una specie autoctona importante come quella della Trota Marmorata, specie protetta che vive solo nell’area della Pianura Padana. La reintroduzione, così come l’istituzione dell’area di pesca “No-kill”, è stata fortemente voluta dall’associazione Pescambiente, con lo scopo dichiarato di salvaguardare la biodiversità dell’area e nello specifico dell’habitat fluviale dello Stura di Demonte, evitando l’uccisione dei pesci pescati e consentendo nel medesimo tempo la creazione di una sorta di polmone di sopravvivenza e riproduzione della Trota Marmorata. Inoltre l’area è molto importante perché volta a garantire la presenza del limite minimo di acqua in una zona come quella del Fiume Stura, che in quel tratto è spesso povero di acqua per via delle prese dei canali irrigui. In questo senso un’importante attività di sensibilizzazione e vigilanza è portata avanti dalla Provincia di Cuneo e le sue guardie faunistico-ambientali, insieme ai volontari di Pescambiente. “Un’operazione importante quella di oggi – spiega Valter Paoletti, presidente di Pescambiente – anche e soprattutto per la salvaguardia dell’habitat del Fiume. Abbiamo lavorato tanto in questi anni, con lo scopo di salvaguardare le acque del fiume ed evitare che le prese dei canali irrigui facciano diminuire troppo il livello dell’acqua, danneggiandone la biodiversità e l’habitat. Si tratta di un problema evidente, che si ripete spesso in questa zona, speriamo di riuscire a contrastarlo anche con questa iniziativa”. L’area di pesca “No-Kill” era stata istituita lo scorso anno dalla Provincia di Cuneo - Settore Tutela Flora e Fauna, Caccia e Pesca, in collaborazione con il Comune di Cuneo e il Parco fluviale Gesso e Stura, su espressa richiesta dell’Associazione Pescambiente. Il tratto individuato per l’istituzione dell’area si è rivelato luogo favorevole per la sua collocazione strategica e in grado di soddisfare la necessità di creare un polmone di sopravvivenza, di riqualificazione e di riproduzione della Trota Marmorata e di componenti ittiche sia salmonidi che ciprinidi, garantendo così tutte le forme di biodiversità. Si tratta di un’area di circa 1,1 km di estensione, istituita secondo quanto previsto dalla normativa vigente (legge regionale n. 37/2006 e s.m.i.), che prevede l’obbligo di rilascio immediato del pescato e in cui si può praticare soltanto pesca comunemente conosciuta come “a mosca”. Nelle zone “No-Kill”, infatti, la pesca può essere praticata solo con mosca artificiale (sistema Inglese e Valsesiano) e la lenza deve essere munita di una sola mosca artificiale montata su amo privo di ardiglione (o con lo stesso adeguatamente schiacciato prima dell'utilizzo). Per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa da 50 a 300 euro. “Abbiamo voluto che questa zona ‘No-Kill’ fosse un’area di pesca libera, non all’interno di una riserva – conclude Valter Paoletti -, anche come modo per diffondere una nuova concezione di pesca. E crediamo di esserci riusciti, dato che altre zone come questa stanno nascendo altrove”.Nell’ambito della riqualificazione e ripopolamento del fiume Stura, anche in seguito allo svaso del lago di Roccasparvera che aveva pesantemente impoverito l’area, il Settore Tutela Flora e Fauna, Caccia e Pesca della Provincia di Cuneo, sempre con la collaborazione di Pescambiente e dei suoi volontari, ha liberato un totale di oltre 7.000 avannotti di Trota Marmorata all’interno del Parco, nel tratto di fiume tra il Ponte Vecchio e Roccasparvera.