Parte la Class Action di Svegliamoci Bene?
04 luglio 2016
Cuneo
Bene Vagienna – Potrebbe partire nei prossimi l’azione di classe, promessa e promossa dal comitato “Svegliamoci Bene”. Resta ancora un ultimo dubbio sullo strumento giuridico da utilizzare: Class Action ossia l’azione mirata a tutelare un’intera classe di individui o l’Azione Collettiva un’iniziativa giuridica posta in essere da una moltitudine di soggetti contemporaneamente. L’iniziativa, nata per tutelare gli interessi dei soci di Bene Banca è stata studiata per dare ristoro dei danni patiti nel periodo del commissariamento (26 aprile 2013 - e 18 maggio 2014). Mesi e mesi di lavoro in collaborazione con l’Adusbef, il senatore Elio Lannutti, i parlamentari Daniele Pesco e Alessio Villarosa firmatari di ben 7 interrogazioni parlamentari indirizzate al Governo ed al Mef sul “caso” Bene Banca tutt’ora in attesa di risposta, hanno portato all’imminente presentazione pubblica prevista a cavallo tra la fine di agosto e settembre. Il Comitato chiede conto della particolare gestione di Bene Banca tradotta nel commissariamento più veloce della storia bancaria italiana. Un’azione giudiziaria seguita dagli avvocati del Comitato, che vantano una delle prime Class Action ammesse in Italia contro Intesa San Paolo dove in questi giorni la Corte di Appello di Torino, ha stabilito il risarcimento dei clienti a cui sono state applicate le commissioni con i conti in rosso nel periodo 2009-2012 (sito Altroconsumo). I professionisti hanno predisposto una bozza di memoria dove si chiedono danni pari a circa 2,5 milioni di euro all’anno con effetti protratti nel tempo per 5 anni, con conseguenti minori utili per mancata corresponsione dei dividenti. Le ragioni delle pretese risarcitorie milionarie sono sostenute in 5 punti: mancata assistenza al territorio (impieghi crollati di 71mln nel periodo commissariale (26 aprile 2013 al 31 maggio 2014) ed in particolare calo dei crediti erogati ai soci (dal 66,67% al 59,14%); raccolta onerosa non necessaria, estinzione anticipata di 47 mln di finanziamenti Bce al tasso irrisorio dello 0,005%, contro pari raccolta al 4%; mantenimento di gran parte della liquidità a vista (oltre 91 mln di euro su 109 complessivi; 38 milioni di liquidità spostati a 370 km alla BPVicenza in situazione particolare di “rapporti anche stretti di conoscenza con i vertici Bpvi (vista la carica del commissario Duso presso Marzotto Sim, partecipata dalla vicentina) e comunque non in linea con quanto notoriamente offerto in quel periodo dalla Popolare di Zonin.