La Cgil cuneese chiede un protocollo sugli appalti con Comuni e Consorzi
29 giugno 2016
Cuneo
Nel mese di aprile è stato licenziato dal Governo il nuovo codice degli appalti che sembra privilegiare interessi lobbistici di parte, trascurando le esigenze e gli interessi generali. Un codice in cui si è rinunciato a determinare un contesto legislativo che esaltasse i livelli di salvaguardia dei diritti dei lavoratori, della legalità e della trasparenza. Con la Regione Piemonte si è invece sottoscritto un protocollo che ha dato una nuova regolamentazione per gli appalti gestiti dalla Regione, nonché dagli enti strumentali, dalle società, dalle agenzie e dalle aziende sanitarie, comprese tutte le “partecipate”. Particolarmente significativi alcuni punti che rappresentano un grande avanzamento rispetto al codice degli appalti nazionale: - informazione e confronto preventivo a tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti negli appalti; - applicazione del Contratto di lavoro di miglior favore; - l'assunzione, come criterio esclusivo, dell'offerta economicamente più vantaggiosa; - l'introduzione dell'obbligo per l'azienda subentrante di assumere il personale precedentemente impiegato, nel pieno rispetto delle condizioni normative e retributive, ivi compreso quanto previsto dall'art. 18 prima del jobs act; - la risoluzione del contratto in caso di mancata comunicazione dell'appaltatore alla stazione appaltante di tentativi di pressione criminale. La Cgil di Cuneo chiede che si apra finalmente un confronto, anche nella nostra provincia, con gli Enti locali, con i consorzi e ASL per giungere alla sottoscrizione di un analogo protocollo che garantisca sul nostro territorio il rispetto dei diritti dei lavoratori, l'occupazione, la difesa della legalità e il miglioramento dei servizi pubblici. Pertanto chiediamo al Presidente della Provincia e al Presidente dell'Anci provinciale di attivarsi urgentemente per l'apertura di un tavolo di confronto. La Segreteria provinciale Cgil