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sport

“Chisio”, semplicemente un numero 1

21 maggio 2016

Cuneo

A 55 anni se ne è andato all’Hospice di Busca Dario Marchisio, per gli amici “Chisio”, un personaggio straordinario che è stato un pezzo di storia del volley in provincia di Cuneo.   Con lui, alla fine degli anni ottanta, insieme a Marco Gallo, Massimo Lamberti, Alberto Aimar, Alberto Garnero, Diego Bressi, Maria Chiara e Simona Giusiano, Valeria Allio e tanti altri giovani poco più che ventenni, abbiamo percorso un bel pezzo di strada scrivendo belle pagine della Pallavolo Busca, piantando le radici di un albero che ancora oggi porta frutti. “Chisio” l’avevamo conosciuto 27 anni fa. E’ stato lui che ci fece compiere il salto di qualità nella gestione della società nel 1991 portandoci in C2 acquisendo i diritti sportivi del Delta Mondovì e facendoci crescere e consolidandoci come società.  Lui è stato il nostro primo allenatore, ma anche giocatore e  team manager, grazie alla sua esperienza acquisita nei suoi trascorsi monregalesi nei campionati nazionali alla corte del mitico Mario Sasso dove fu i protagonisti della promozione in A2 nel 1983/84. Con lui, nel 1989 non ingaggiammo solo un coach ma anche il direttore sportivo, l’esperto di marketing. O forse semplicemente trovammo un Amico.  Fu lui nel 1991 alla Casa Alpina a profetizzare il sogno, poi avverato, che il Busca poteva arrivare in serie B in cinque anni. Nel 1993 le strade si divisero. Lui sempre più impegnato con il lavoro dove raggiunse importanti successi in un importante istituto di credito, noi dediti ad inseguire il nostro sogno di portare il Busca nella terza serie nazionale. Lui però continuò sempre a seguirci ogni sabato sera al Palazzetto come tifoso.  Da grande conoscitore del volley ci dispensava anche qualche utilissimo consiglio, sempre in compagnia di Manuela e dell’adorato figlio Andrea che abbiamo visto nascere e crescere a “pane e volley” . Non era secondo a nessuno. Era semplicemente un numero 1. A volte poteva sembrare un pò sbruffone, duro, sempre controcorrente, ma il suo carisma, la sua sicurezza. Il suo sguardo penetrante, la sua schiettezza erano doti da leader in campo e fuori. Ci scorrono nella mente, come in un film, decine di aneddoti prima alla Palestra delle scuole Medie, poi al Palazzetto di via monte Ollero teatro di epiche partite. La sua cattiveria sportiva sottorete che faceva andare “fuori di testa” gli avversari e sua intelligente lettura tattica degli avversari erano le armi più di quel Busca.  La sua grinta e la sua personalità straordinaria trascinavano la squadra anche in imprese impossibili come la salvezza ottenuta nella stagione 92/93 con un sestetto made in Busca.    Lui allenatore, ma anche atleta di un volley vecchia maniera, senza la specializzazione moderna, dove lui, molto tecnico, poteva giocare in ogni ruolo. Il palleggiatore, lo schiacciatore, il centrale e qualche volta anche l’opposto. Vogliamo ricordarlo soprattutto ai giovani ed alla rinnovata Volley Busca che oggi, continua dopo quasi trent’anni, il suo impegno nella promozione di questo sport. I tanti ragazzi buschesi che hanno giocato, stanno giocando, giocheranno a pallavolo  devono ringraziarlo perché  senza  l’intuizione di “Chisio”, oggi non ci sarebbe questa bella realtà sportiva.   Il destino ha voluto che tornasse gli ultimi giorni della sua vita proprio a Busca città che aveva nel cuore come Mondovì dove era nato e Cuneo dove abitava. La Busca sportiva piange un uomo che ha dato tantissimo al volley ed alla maglia biancoverde.  Noi semplicemente siamo in lacrime perché abbiamo perso un Amico!Luca Gosso