Tre fermati per il pestaggio
04 aprile 2016
Cuneo
Castiglione Tinella - Si registra una svolta nelle indagini legate all’aggressione avvenuta il 28 marzo a Castiglione Tinella, nell’albese, ai danni di due operai macedoni, di cui uno in pericolo di vita. Il pubblico ministero astigiano Luciano Tarditi, dopo aver esaminato i gravi indizi raccolti dai Carabinieri di Alba e Santo Stefano Belbo che indagano sull’episodio, ha emesso un decreto di fermo per tre fratelli romeni (tra 27 e 32 anni), che vivono a Castiglione Tinella e Canelli e che lavorano in aziende vinicole della zona. Il provvedimento è stato eseguito alle prime luci dell’alba dai militari che conducono le indagini. I tre sono gravemente indiziati di essere gli autori del violento pestaggio a colpi di mazze e bastoni che ha praticamente ridotto in fin di vita un macedone e provocato numerose fratture a un altro, al culmine di una lite per futili motivi avvenuta la sera di Pasquetta.Su motivi e dinamica potranno riferire i fermati, se decideranno di collaborare: gli indizi a loro carico sono molto pesanti, numerose le testimonianze e gli elementi di prova raccolti dagli inquirenti nelle ore successive. I rilievi tecnici effettuati nel garage del pestaggio (nella foto) hanno evidenziato la ferocia degli aggressori. Al momento, l’accusa per tutti e tre è di tentato omicidio aggravato e rissa; la loro posizione potrebbe aggravarsi ulteriormente se uno dei due macedoni, come si teme, dovesse morire per le gravissime lesioni riportate, soprattutto alla testa. Proprio il drammatico quadro clinico, insieme al pericolo di fuga degli indiziati, ha convinto il magistrato a emettere il provvedimento restrittivo, per impedire che i tre possano rientrare nel Paese d’origine e rendersi irreperibili. Nei prossimi giorni i fermati, che sono rinchiusi nel carcere di Asti, saranno interrogati.