“Quando lo contattavo su Whatsapp per comprare la cocaina mi chiedeva quante birre volevo”: è questa l’espressione riferita alla giudice del tribunale di Cuneo da uno dei testimoni chiamati a deporre nel processo per detenzione di droga a fini di spaccio a carico di A. M., cittadino albanese residente nel saviglianese e che proprio in questa zona aveva la sua area di spaccio e i suoi clienti più o meno abituali. In cinque hanno deposto al processo riferendo di aver acquistato da lui cocaina nel periodo compreso tra maggio 2022 e gennaio 2023 con cadenza settimanale. “Non sapevo se avesse un lavoro, so che non ha mai ostentato soldi o ricchezza”, ha riferito una persona, che come le altre pagava tra 50 e 70 euro per un grammo di cocaina. “Ricordo di aver acquistato da lui per alcuni mesi per un totale di circa 200 o 300 euro”, ha dichiarato un altro testimone che ha riconosciuto l’imputato nelle foto che gli vennero mostrate dagli inquirenti a conclusione dell’indagine sull’attività di spaccio dell’imputato da parte dei Carabinieri, che grazie ai suoi contatti telefonici ricostruirono la rete di clienti che l’uomo aveva nella zona di Savigliano. A conclusione dell’istruttoria la giudice ha accolto la richiesta di condanna avanzata dall’accusa di un anno di reclusione con multa di 1.400 euro.
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Spaccio di droga, condannato a un anno di reclusione
Un uomo aveva creato una vasta rete nel saviglianese, spesso con contatti via Whatsapp e i messaggi "quante birre vuoi?"
Camilla Pallavicino 03 settembre 2026