Cuneo darà avvio a una richiesta risarcitoria per chiedere i danni a seguito dell’incidente che ha rovinato l’area che ospita il cippo dedicato all’eroe della Resistenza Duccio Galimberti, nel luogo dove fu trovato morto all’alba del 3 dicembre 1944, trucidato dai fascisti. Il monumento, sulla strada provinciale tra Cuneo e Centallo, è stato rovinato a inizio luglio seguito di un incidente stradale: un automobilista è uscito dalla carreggiata, danneggiando parte della cancellata e ribaltando il blocco commemorativo dedicato all’avvocato-partigiano.
La decisione di procedere per vie legali, maturata nelle scorse settimane, è stata determinata dal comportamento dell’automobilista, il quale non ha segnalato la propria condotta alle autorità competenti. L’individuazione del responsabile è avvenuta solamente a seguito di un’indagine.
Il danno, stimato da una restauratrice, ammonta a 1.400 euro più Iva. I lavori prevedono il ripristino del selciato, il sollevamento e il riposizionamento del cippo, la pulitura e stuccatura della lapide danneggiata, la ricollocazione della croce metallica e il ripristino della recinzione. Dopo l'incidente, il Comune aveva assicurato un pronto ripristino: in attesa dell’intervento definitivo, nella mattinata di ieri, lunedì 31 agosto, sono stati effettuati i lavori di pulizia propedeutici agli interventi di restauro.
“Nelle scorse settimane, molti cittadini hanno segnalato la situazione di degrado dell’area dimostrando la loro affezione alla figura di Duccio Galimberti – spiegano la sindaca, Patrizia Manassero, e l’assessora alla Cultura, Cristina Clerico –, ma gli uffici non hanno mai smesso di lavorare per arrivare al ripristino in tempi brevi. Le tempistiche si sono dilatate per ragioni burocratiche, legate anche alla pratica di richiesta danni e al reperimento dei fondi, ma il percorso è avviato e l’area sarà riportata all’originario decoro”.
Tra le richieste, anche l'interpellanza del consigliere Paolo Armellini, presentata proprio nella giornata di ieri per denunciare la situazione di degrado e abbandono in cui era stata lasciata l'area, e inviata per conoscenza anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.