"Quando andai a giocare in Italia ebbi molta fortuna, perché arrivai in una squadra incredibile: Leandro Vissotto, Gigi Mastrangelo, Nikola Grbić, una squadra di star che mi accolse come un figlio. Un ambiente perfetto come prima volta all'estero, mi volevano bene. E' stato tutto molto più facile, anche grazie agli allenatori, Gulinelli e Placì: sua moglie veniva a casa a cucinarmi le lasagne. Per come sono fatto io, ho bisogno di sentirmi a casa per essere me stesso ed esprimermi al meglio. E' stato quasi meglio dell'esperienza in Francia, dove ero figlio dell'allenatore. Tutto è stato molto più facile".
Queste le parole dello schiacciatore francese Earvin Ngapeth sulla sua esperienza biennale a Cuneo, tra il 2011 e il 2013, nell'intervista con il suo ex compagno di squadra a Modena, Bruninho, su Volleyball World.
In quei due anni divenne noto al pubblico italiano per la sua grande potenza (428 punti nella prima stagione), per le sue giocate no-look e per le sue capigliature particolarmente originali.
Poi "l'arrivederci" prima di trasferirsi in Russia, ma l'anno seguente, nonostante la nuova offerta di Cuneo, il giocatore decise di spostarsi a Modena.
A rilanciare la sua dichiarazione sui social è il gruppo del "Salottino" dei Blu Brothers, che commenta: "Un pezzo di storia. A distanza di anni sentire Earvin Ngapeth parlare così di Cuneo fa capire come negli anni quel sentirsi a "casa" ha fatto la differenza ed è stata forse l'arma in più della nostra realtà. Ah, se non conoscete questi due...ci dispiace tantissimo perché vi siete persi l'occasione di vedere giocare due fenomeni".
