Dopo la denuncia da parte della compagna e della figlia per una lunga serie di maltrattamenti avvenuti in ambito familiare, e dopo ripetute violazioni del divieto di avvicinamento e di contatto con le due donne, a dicembre 2025 G. L. è stato tratto in arresto dalla Polizia e ora è a giudizio con l’accusa di stalking e lesioni aggravate. In aula hanno deposto gli agenti che in più occasioni, a partire dalla prima denuncia a febbraio 2023, erano intervenuti presso il nucleo familiare composto dalla coppia e dalla figlia ventenne, madre di una bambina piccola. In quel primo intervento l’agente chiamato a deporre ha riferito alla giudice di aver notato l’abitazione completamente a soqquadro, oggetti rotti, la porta del frigorifero divelta. “Ci aveva chiamati la figlia che in quel momento non era in casa perché il padre aveva picchiato la madre nel corso di un litigio. Mentre lo portavamo via dall’appartamento disse davanti a tutti noi a voce alta, perché sentissimo, che questa cosa lei l’avrebbe pagata e uscendo di casa in un gesto di stizza colpì con un pugno una cornice sul muro”. Un nuovo intervento della Polizia venne richiesto a ottobre 2025 quando l’uomo si introdusse nell’appartamento della donna che nel frattempo lo aveva lasciato e distrusse praticamente tutto, a eccezione della cameretta della nipotina. La donna malmenata venne accompagnata in pronto soccorso: “Quando arrivammo - ha riferito al processo uno degli agenti delle Volanti intervenuti nella casa alle porte di Cuneo - c’era ancora l’uomo con una delle figlie avute da una precedente relazione; lui fu molto violento verbalmente nei confronti della sua ex compagna”. Altri interventi vennero effettuati a inizio e fine novembre; in quelle circostanze l’imputato aveva bussato ripetutamente alla porta di casa della donna che aveva chiamato la Polizia in preda al terrore. A fine novembre era riuscito a salire sul balcone dell’alloggio al primo piano e aveva cercato di forzare la serranda per entrare in casa. Anche in quell’occasione G. L. si era poi allontanato prima che arrivassero gli agenti ma venne rintracciato e fermato mentre girava ancora in auto alle prime ore del mattino del primo dicembre: “Quando lo fermammo alla guida della sua auto inveì contro la sua ex, dicendo che prima o poi l’avrebbe incontrata per strada e allora l’avrebbe investita, riducendola sulla sedia a rotelle. Quando lo fermammo era a circa quattro chilometri dalla casa della donna”, ha raccontato l’agente che lo aveva fermato. Ascoltati i testimoni dell’accusa, l’udienza è stata rinviata al 16 novembre per il completamento dell’istruttoria.