La terza Commissione del Consiglio regionale, presieduta dal cuneese Claudio Sacchetto, ha espresso a maggioranza parere favorevole al riparto del Fondo regionale per la montagna 2026, un provvedimento che mette a disposizione complessivamente 9 milioni e 300 mila euro per sostenere le Unioni montane, garantire i servizi nei territori alpini e finanziare interventi dedicati alla valorizzazione e allo sviluppo delle aree montane.
La somma, come ha spiegato l’assessore Marco Gallo, sarà resa disponibile in due momenti: attualmente risultano già assegnabili 5,2 milioni di euro, mentre la restante quota di circa 4,14 milioni di euro potrà essere utilizzata soltanto dopo l’effettiva disponibilità delle risorse sul bilancio regionale.
Critiche dalle opposizioni
«Dopo le polemiche sulla riforma Calderoli, - dichiara la consigliera regionale Monica Canalis - ora arrivano anche i tagli della Giunta Cirio. Infatti, non solo alcuni comuni piemontesi hanno perso lo status di montanità e permangono incertezze sul FOSMIT (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, di provenienza nazionale), ma in terza Commissione consiliare l’assessore Gallo ha confermato un taglio del Fondo regionale per la montagna, istituito nel 2019 e stabilizzato su una spesa storica di 10,5 milioni di euro, che dal 2026 saranno solo più 9,3 milioni. Un milione in meno che l’assessore Gallo intende compensare con 2 milioni una tantum in più nel 2027, tratti dalle residualità del bando residenzialità. Nel 2026 le unioni montane riceverebbero 9 milioni e nel 2027 11 milioni, fermo restando che la spesa storica sul fondo regionale montagna si abbasserebbe da 10 a 9 milioni. Un’altra scelta della destra che penalizza le terre alte. Per questo il PD in commissione ha votato contro il parere preventivo sulla delibera di Giunta riguardante il riparto 2026. La montagna non può pagare i disastri della gestione della sanità che stanno scuotendo il bilancio regionale".
La destinazione dei fondi
La parte immediatamente finanziabile sarà destinata soprattutto al funzionamento delle Unioni montane e al personale impegnato nelle funzioni delegate dalla Regione. In particolare, 2,8 milioni di euro andranno a coprire una parte delle spese per il personale dipendente, mentre 2,3 milioni di euro saranno destinati alle spese di funzionamento degli enti montani. Sono previsti inoltre 50 mila euro per le attività concordate con il Club Alpino Italiano, riguardanti il rilievo, l’accatastamento e la manutenzione della rete escursionistica e delle strutture alpine, e 15 mila euro per il sostegno al tradizionale Concerto di Ferragosto, evento considerato strategico per la promozione della montagna piemontese.
Le ulteriori risorse, come spiegato, una volta disponibili, saranno utilizzate secondo un ordine di priorità: prima il completamento del finanziamento delle spese di funzionamento delle Unioni montane, poi il sostegno ai progetti presentati dagli stessi enti nell’ambito del Programma annuale della montagna e infine gli interventi destinati allo sviluppo, alla promozione e alla valorizzazione dei territori montani.
Il riparto tiene conto di diversi elementi: la popolazione residente, la superficie dei territori interessati, le fasce altimetriche e anche l’Indice composito di fragilità comunale elaborato dall’Istat, uno strumento che misura la situazione di debolezza dei comuni sotto il profilo territoriale, ambientale e socio-economico. Tra i criteri adottati figurano quindi anche quelli legati alle maggiori difficoltà che caratterizzano alcune aree interne e marginali.
Il provvedimento, come sottolineato da Gallo, rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui il Piemonte sostiene la vita amministrativa dei territori montani e promuove iniziative legate alla tutela dell’ambiente, al turismo, alla cultura e allo sviluppo economico delle vallate alpine.