Animali pericolosi tenuti in casa illegalmente da un cuneese
Sequestrati dalla Polizia Ambientale una tartaruga azzannatrice e un gatto del Bengala, insieme ad altre undici tartarughe e a un gufo reale
redazione 16 luglio 2026
Deteneva in casa illegalmente una tartaruga azzannatrice e un gatto del Bengala, animali ritenuti pericolosi per l'incolumità pubblica e dei quali è, pertanto, vietata la custodia. L'illecito è stato scoperto dagli agenti del Nucleo Investigativo della Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Cuneo, nel corso di una perquisizione effettuata presso l'abitazione di un cittadino del capoluogo.
I controlli erano scattati, in realtà, per sequestare undici tartarughe della specie Testudo Hermanni, che l'uomo custodiva in casa senza la prevista documentazione Ctes e senza microchip, e un gufo reale, che veniva, invece, tenuto legato con una catena a un pilastro dell'abitazione.
Nel corso della perquisizione, però, sono stati trovati anche una tartaruga azzannatrice e un gatto del Bengala che, in qualità di animali pericolosi, sono stati anch'essi sequestrati e poi affidati alle cure del Centro Recupero Animali Selvatici.
La tartaruga azzannatrice è, infatti, dotata di una mandibola particolarmente potente, in grado di staccare le dita della mano di una persona con uno dei suoi morsi, mentre il gatto del Bengala è un felino ibridato, derivante dall’incrocio tra gatto domestico e leopardo asiatico, la cui detenzione è consentita esclusivamente per gli esemplari successivi alla terza generazione.
In relazione ai sempre più frequenti episodi di rinvenimento di esemplari appartenenti a specie piuttosto diffuse sul nostro territorio, come la Testudo Graeca, la Testudo Hermanni e la Testudo Marginata, la Polizia Ambientale raccomanda alla cittadinanza di non toccare o trasportare tali animali, ma di segnalarne il rinvenimento agli enti preposti, soprattutto nei casi in cui gli esemplari si trovino nei pressi della sede stradale o in situazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica. La detenzione di tali esemplari, infatti, priva della necessaria documentazione, determina la denuncia penale del detentore con sanzioni quali l’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da 20.000 a 200.000 euro.