Apre l’Ospedale di Comunità di Cuneo presso l’ex Mater Amabilis
Dopo Saluzzo, Savigliano e Cuneo, ora resta da capire quali servizi forniranno ai pazienti e con quale personale
Enrico Giaccone 15 luglio 2026
Sono stati inaugurati mercoledì 15 luglio gli Ospedali di Comunità di Cuneo e di Saluzzo, e la Casa di Comunità di Savigliano.
A Cuneo, l’Ospedale di Comunità ha aperto le sue porte al primo piano dell’ex Mater Amabilis Angeli, in viale Mistral 1, ristrutturato dall’Asl Cn1 con fondi Pnrr. I locali sono stati concessi dal Comune in comodato d’uso gratuito e al piano terra sono già presenti altri servizi dell’Asl Cn1. A Saluzzo l’ospedale di Comunità si trova è presso l’Ospedale civile in via Spielberg, 58, a Savigliano la Casa di Comunità è stata realizzata presso l’Ospedale.
La struttura di Cuneo dispone di 20 posti letto, in camere da due letti e in alcuni casi singole: l'ingresso del primo paziente è previsto dal 21 luglio e il personale sarà composto da 7 infermiere/i e 6 oss.
L’ospedale si inserisce nella rete dell’assistenza territoriale e svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, ad esempio in caso convalescenza dopo le dimissioni dall’ospedale, con ricoveri brevi (fino a 30 giorni, prorogabili per altri) per pazienti, in condizioni non gravi, che necessitano di assistenza infermieristica continua. La finalità è quella di evitare ricoveri ospedalieri impropri, ridurre il sovraffollamento del Pronto Soccorso e facilitare le dimissioni protette, aiutando il paziente a recuperare autonomia. La casa di comunità di Savigliano è invece un poliambulatorio territoriale aperto al pubblico per visite, esami e assistenza primaria.
Le tre nuove strutture si aggiungono a quelle di Borgo San Dalmazzo, Dronero e Verzuolo, inaugurate lo scorso aprile. Nella giornata di mercoledì 15 luglio sono intervenuti, in un vero e proprio tour di force di tagli del nastro, l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, l’ex assessore e oggi presidente di commissione, Luigi Genesio Icardi, e il direttore generale dell’Asl Cn1, Giuseppe Guerra, con gli amministratori degli enti locali coinvolti.
Il nodo del personale
Resta da capire nello specifico quali saranno i servizi forniti ai pazienti e con quale personale. Un dettaglio non di poco conto.
Nei giorni scorsi sul tema è intervenuta anche la FP CGIL Cuneo, che ha espresso la netta contrarietà alla scelta dell’Asl Cn1 di garantire la copertura dei turni h24 negli Ospedali di Comunità attraverso la rotazione del personale proveniente dai Distretti. “Servono assunzioni, non soluzioni tampone”.
“Dopo il confronto sindacale, rinviato al prossimo mese di settembre, ribadiamo con fermezza che questa non può rappresentare una soluzione accettabile - sottolinea Carmelo Castello, segretario generale Fp Cgil Cuneo - Continuare a spostare il personale da un servizio all’altro significa aggravare ulteriormente il carico di lavoro degli stessi operatori, già da tempo sottoposti a condizioni organizzative estremamente difficili. La domanda che poniamo è semplice: come si può pensare di ampliare i servizi sanitari, aprendo Case e Ospedali di Comunità, senza prevedere nuove assunzioni di personale? Non è possibile costruire una sanità territoriale più forte sottraendo risorse umane ai servizi già esistenti. Riteniamo inoltre assurdo che, mentre si annunciano nuovi modelli organizzativi e si inaugurano nuove strutture, la Regione Piemonte abbia imposto alle Aziende Sanitarie un piano di rientro che di fatto blocca le assunzioni, impedendo alle aziende di dotarsi del personale necessario per garantire servizi efficienti e sicuri. Non bastano nuove strutture se poi mancano i professionisti che devono farle funzionare”.
Enrico Giaccone