Investito da un camion nel piazzale dell’azienda, udienza rinviata al 22 settembre
Il 34enne maliano Dabo Mahmadou morì il 7 luglio del 2023
Camilla Pallavicino 14 luglio 2026
Dabo Mahmadou 34enne del Mali, operaio presso la Fissolo venne investito da un camion nel piazzale dell’azienda il 7 luglio del 2023 e morì poco dopo in ospedale; con l’accusa di omicidio colposo sono stati rinviati a giudizio i vertici dell’azienda, padre e due figli, e l’autista conducente del mezzo che dopo aver concluso l’operazione di rifornimento travolse l’operaio che in quel momento stava eseguendo un controllo sotto il semirimorchio.
Secondo l’ipotesi accusatoria, in base agli accertamenti svolti dallo Spresal, l’azienda non avrebbe messo in atto i necessari sistemi di sicurezza - come transenne e sistemi di segnalazione intorno ai camion parcheggiati e col motore spento - in modo da scongiurare improvvisi movimenti dei veicoli mentre erano in corso operazioni di controllo e manutenzione ordinaria. Per questo al termine dell’ispezione vennero imposte nuove prescrizioni all’azienda. Un’ipotesi accusatoria decisamente contrastata dalla difesa secondo cui tutti i dipendenti erano stati ampiamente formati riguardo alle procedure da adottare in caso di manutenzione sui camion.
Ascoltato in aula questa mattina Gianluca Fissolo ha spiegato che è possibile eseguire lavori di piccola manutenzione sul piazzale ma solo se prevedono interventi fuori dalla sagoma del veicolo, “interventi minori come cambio di uno specchietto, controllo della pressione degli pneumatici, cambio di una lampadina e anche per questi si devono posizionare i coni di stazionamento e le bandelle gialle, anche se il lavoro richiede solo cinque minuti. Nulla comunque che preveda il posizionamento dell’operaio sotto il camion, perchè per quelli ci sono le fosse nei due capannoni”.
E quel giorno il camion che arrivò in sede aveva bisogno di un intervento di manutenzione da eseguire nel capannone dove c’era la fossa, un intervento previsto dopo il completamento del rifornimento. Secondo la ricostruzione dei fatti proposta dal consulente della difesa, il pezzo da sostituire era stato preparato accanto alla fossa all’interno del capannone; Dabo avrebbe eseguito però una ulteriore verifica sul mezzo portando con sé una lampada magnetica che lasciò attaccata sotto la rimorchio fra il secondo e il terzo asse dal lato passeggero. Poco dopo ricordandosi di aver lasciato lì la lampada, sarebbe andato a riprenderla ed è in quel momento che sarebbe stato investito dal camion in retromarcia.
In aula sono state visionate le immagini dei momenti che precedettero l’incidente mortale. Quell’operazione secondo la difesa non solo era vietata dalla procedura interna a cui tutti i dipendenti erano stati formati, ma non era neanche necessaria perchè di lì a poco quella lampada sarebbe stata recuperata dal camion posizionato sopra la fossa. Un errore nell’applicazione della procedura che costò la vita all’operaio residente a Monterosso Grana che il sindaco Stefano Isaia aveva ricordato come un “compaesano educato e disponibile, ben voluto da tutti, integrato benissimo nella comunità”, che ha lasciato in Mali la sua famiglia. L’udienza è stata rinviata al 22 settembre.