Caldo e sovraffollamento nelle carceri piemontesi: “Cirio dichiari lo stato di emergenza regionale”
L'intervento delle consigliere regionali di Avs Giulia Marro e Alice Ravinale: “Celle e reparti stanno diventando forni". Chiesto un piano straordinario a tutela delle persone detenute e di chi lavora nelle carceri
Redazione 13 luglio 2026
Il presidente Alberto Cirio “dichiari lo stato di emergenza regionale per la situazione di emergenza dovuta all’ondata di calore nelle carceri piemontesi, utilizzando la norma approvata nelle scorse settimane e attivi un piano straordinario a tutela delle persone detenute e di chi lavora nelle carceri”.
La richiesta arriva, con un'interrogazione volta anche ad avere notizie dell’utilizzo dei fondi arrivati da Roma, dalle consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale.
“Nelle tredici carceri piemontesi sono ospitate circa 4.500 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Il caldo si abbatte su strutture sovraffollate, spesso prive di un adeguato isolamento termico, con celle senza doccia, ventilazione insufficiente e cortili in cemento scarsamente ombreggiati. Nelle stesse condizioni lavorano per ore agenti della Polizia penitenziaria, operatori sanitari, educatori e personale amministrativo”.
Cabina di crisi e acquisto di ventilatori
Marro e Ravinale chiedono la convocazione urgente di una cabina di crisi alla quale partecipino Regione Piemonte, aziende sanitarie, Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, direzioni degli istituti, Garanti delle persone private della libertà e rappresentanze del personale.
“La Regione ha competenze dirette sulla sanità penitenziaria e ha già attivato strumenti per proteggere la popolazione fragile dagli effetti del caldo. Le persone recluse e i lavoratori nelle carceri devono essere inclusi immediatamente in questi interventi. Servono distribuzione continua di acqua fresca, maggiore accesso alle docce, ventilatori e apparecchiature refrigeranti adeguate, rimodulazione delle attività nelle ore meno calde, controlli sanitari sulle persone più fragili e spazi di riposo salubri per il personale”.
Il Ministero della Giustizia ha comunicato di avere già distribuito ai Provveditorati regionali circa 800.000 euro per l’acquisto di frigoriferi, pozzetti refrigerati e ventilatori.
"Cirio chieda al Provveditorato e renda pubblico quanto è stato assegnato al Piemonte, che cosa è stato acquistato, dove sono state consegnate le dotazioni e quali carceri ne sono ancora prive. Troppo spesso persino un ventilatore è dipeso dalle famiglie, dalle associazioni o dalla generosità di enti religiosi e fondazioni. Nel 2024, al Lorusso e Cutugno di Torino, 80 ventilatori arrivarono grazie a una donazione della CEI. La Caritas Diocesana di Alessandria ha donato ventilatori al carcere Don Soria, a quello di Cuneo pochi giorni fa ne sono stati consegnati 40 grazie al Banco Azzoaglio. Questi gesti di fondamentale solidarietà però non possono essere la prassi, una dotazione essenziale non può continuare a essere affidata alla beneficenza”.
“Le celle sovraffollate stanno diventando forni e i reparti penitenziari luoghi di lavoro insalubri. Ogni giorno di inerzia espone persone detenute e lavoratori a rischi sanitari e di sicurezza. Il presidente Cirio ha oggi uno strumento regionale appena approvato: lo utilizzi e assuma la responsabilità di coordinare una risposta immediata”.