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Emergenza abitativa in Piemonte e Piano casa, presidio pubblico di associazioni e sindacati
29 June 2026
Cuneo
Le associazioni che rappresentano gli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat, Unione inquilini), insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, promuovono per il giorno 30 giugno 2026 a Cuneo, in Largo Audiffredi alle ore 17.30, un presidio pubblico sul tema del Piano Casa.
Le associazioni sottolineano con un comunicato le “difficoltà di accesso a un'abitazione dignitosa e sostenibile sono aumentate in modo significativo. Crescono le domande di edilizia residenziale pubblica, aumentano i costi degli affitti, si riduce il potere d'acquisto delle famiglie e permangono gravi criticità nella disponibilità di alloggi pubblici e sociali”.
"In Piemonte - scrivono le associazioni - oltre 5.000 alloggi di edilizia sociale non risultano assegnabili ai cittadini che ne hanno diritto, perché sono necessarie importanti ristrutturazioni. Allo stesso modo, nel territorio della nostra provincia, il numero di alloggi sfitti per carenza di manutenzione è aumentato del 13,8% tra il 2020 e il 2024. L'offerta di edilizia residenziale pubblica risulta largamente insufficiente e le domande di casa popolare sono ampiamente insoddisfatte: nel 2024, a fronte di circa 2.300 domande valide presentate in provincia di Cuneo, solo il 6,5% ha ricevuto una risposta positiva da parte dell'ATC con l'assegnazione di un alloggio.
Analogamente, il mercato della locazione privata non appare in grado di soddisfare la crescente domanda abitativa, sia per la limitata disponibilità di alloggi immessi sul mercato — a fronte del paradosso rappresentato da un patrimonio immobiliare inutilizzato che in provincia di Cuneo raggiunge circa il 40% degli immobili — sia per il livello elevato dei canoni di locazione, spesso non sostenibile per una parte significativa della popolazione.
Di fronte ad una crisi che ha ormai assunto un carattere strutturale, il Piano Casa presentato dal Governo – pur rappresentando un tentativo di intervenire su problematiche che, nel corso degli ultimi decenni, si sono progressivamente aggravate senza che i governi succedutisi alla guida del Paese abbiano adottato misure capaci di affrontarle in modo efficace – si rivela inadeguato rispetto alla profondità del disagio abitativo e privo di una visione strutturale capace di incidere realmente sul sistema.
Per questo motivo le Organizzazioni Sindacali degli Inquilini hanno espresso una posizione critica nei confronti del Piano Casa.
In particolare, destano preoccupazione:
- l'assenza di un piano organico di rafforzamento dell'edilizia residenziale pubblica, attraverso investimenti adeguati per il recupero e l'ampliamento del patrimonio abitativo e per la riduzione delle liste d'attesa che continuano a interessare migliaia di famiglie in condizioni di bisogno;
- la prospettata vendita degli alloggi pubblici agli assegnatari e, più in generale, il rischio di una progressiva riduzione e marginalizzazione del patrimonio ERP, in una fase in cui sarebbe invece necessario incrementare l'offerta di alloggi sociali per rispondere alla crescente domanda abitativa;
- l'insufficiente tutela della funzione sociale della casa e del patrimonio pubblico, con una prevalente attenzione a strumenti che privilegiano il mercato privato e non appaiono in grado di garantire risposte efficaci alle esigenze delle famiglie a basso reddito, degli anziani, dei giovani, dei lavoratori precari e delle persone in condizioni di vulnerabilità abitativa.
• Al contrario, le misure proposte dal Governo rischiano di aggravare ulteriormente la situazione di queste categorie sociali, anche attraverso un disegno di legge finalizzato ad accelerare le procedure di sfratto, senza prevedere contestualmente strumenti efficaci di sostegno e tutela per chi si trova in difficoltà.
A giudizio delle nostre organizzazioni, l'emergenza casa richiede invece un deciso rilancio delle politiche pubbliche, attraverso maggiori risorse per l'edilizia residenziale pubblica, il blocco della dismissione del patrimonio pubblico attraverso vasti programmi di riqualificazione e manutenzione, nuovi programmi di costruzione e acquisizione di abitazioni sociali, nonché il rifinanziamento del Fondo per il sostegno alla locazione e per la morosità incolpevole”.