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Gas, detenuto della Casa circondariale di Cuneo che ogni giorno va al lavoro come operaio a Monterosso Grana

15 settembre 2024

Cuneo

Art.27 Expo a Cuneo Un momento di Art.27 Expo, la manifestazione dedicata all'economia carceraria svoltasi a Cuneo “Esco alla mattina presto, lavoro e rientro alla sera”: sembra il riassunto della giornata tipo di un lavoratore qualunque, ma non lo è. A parlare è Gas, soprannome di un detenuto del carcere di Cuneo che da sei mesi lavora come operaio al Comune di Monterosso Grana; per quattro giorni alla settimana esce dai cancelli di Cerialdo alle 8 e rientra alle 20 per 600 euro al mese. Incontriamo Gas in via Roma a Cuneo, nello stand della cooperativa “Panaté-GliEvitati” all’interno della fiera “Art.27 Expo”. “La Regione Piemonte - spiega Gas subito dopo aver chiuso la telefonata con la famiglia - ha avviato un progetto con il carcere di Cuneo. Noi detenuti facciamo lavori di manutenzione in vari paesi della provincia di Cuneo. Io da sei mesi lavoro al Comune di Monterosso”. La giornata di Gas è quella di qualsiasi impiegato, ma con due particolarità: il rientro in cella la sera e lo stipendio basso. “Mi sveglio la mattina presto, esco, vado su a Monterosso e poi rientro intorno alle 20,30. Questo per quattro giorni alla settimana. È un tirocinio che fanno solo per un anno, se proprio vedono che lavori bene il sindaco può anche decidere di tenerti e farti un contratto più lungo, ma non è detto”. Continua Gas: “il contratto è di 600 euro al mese. A questo devo togliere i 112 euro al mese di mantenimento carcere (quota di mantenimento, ndr), 100 euro circa di abbonamento del pullman. In più con i soldi che mi rimangono devo mangiare, perché sto fuori tutto il giorno. Gas ha iniziato a lavorare un anno e mezzo fa all’interno delle mura della Casa circondariale di Cuneo: “all’inizio lavoravo dentro il carcere come ‘spesino’; i detenuti che hanno i soldi possono fare la spesa, ordinare dei prodotti e lo ‘spesino’ è quello incaricato di consegnare tutta la merce. Io l’ho fatto per un anno. Poi ho conosciuto Panaté e le cooperative. Con loro ho imparato a lavorare come operaio in diversi settori: strade, giardini, prati, case. Un po’ di tutto insomma”. Gas definisce il lavoro, sia dentro che fuori le mura, come un premio che richiede molto tempo per essere ottenuto: “quando arrivi a lavorare fuori significa che hai fatto un percorso lungo, negli anni precedenti. Dopo così tanto impegno, appena ti danno un’opportunità, un premio come questo, non stai a guardare niente e accetti; non importa quanto ti pagano o dove ti mandano. L’importante è che sei fuori, perché noi sappiamo bene che la libertà è una cosa preziosa, anzi non ha proprio prezzo. È una frase fatta, ma è vera”. Gas, di tanto in tanto, sorride mentre parla: “oggi e domani sono in permesso e sono molto contento di questo. Solitamente sabato e domenica non esco, perché il Comune è chiuso e non lavoro, quindi io a quest’ora dovrei essere chiuso in cella.” “Il lavoro ti aiuta tantissimo. - conclude Gas - Sia perché ti dà un futuro una volta fuori, sia perché aiuta a svagarti. Molte persone in carcere hanno dei pensieri negativi, invece fuori sei a contatto con altre persone, parli, discuti, respiri. È una cosa bella per un carcerato. Per arrivare fin qui però ti serve un bel percorso, nel senso che devi avere un cervello di ferro per evitare di fare certe cose in cella, ad esempio litigare”.  
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