Le indagini della polizia greca portano ad associare l'atto, ancora non rivendicato, alle proteste dei gruppi anarchici greci a sostegno di Alfredo Cospito, militante anarchico italiano incarcerato a Sassari, condannato all'ergastolo, e in sciopero della fame contro la sua detenzione in regime del 41 bis, il cosiddetto "carcere duro". In molte città italiane (Roma, Firenze, Bologna, Milano e Genova) sono comparse scritte a sua difesa.
Cospito è stato giudicato colpevole di aver gambizzato nel 2012 Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, e di aver piazzato nel 2006 con la compagna Anna Beniamino i due ordigni che la notte del 2 giugno esplosero vicino alla Scuola allievi Carabinieri a Fossano e che solo per puro caso non causarono vittime.