Gerardo Argentieri è nato il 12 aprile 1982 a Foggia. I primi 19 anni li ha vissuti a Deliceto, un piccolo paese circondato da colline verdeggianti. Oggi vive a Bellino, dove gestisce la piccola osteria di montagna ‘L’iero d’Eimà’ (parola occitana che significa: ‘Il fienile di Emma’).
I suoi genitori?
Mio padre Francesco, classe 1939 e mia mamma Mattia D’Innocenzio, classe 1944, vivono in Puglia. Io ho tre sorelle e sono l’unico figlio maschio.
I suoi giochi da bambino?
Erano svariati! Stavo in strada con i compagni di scuola, in bici o con un bel pallone da calcio ed ero attratto dalla lettura di libri e fumetti... e perché evitare di dirlo? Fino all’adolescenza ero molto attratto da cartoni animati e film per ragazzi e soprattutto dalla musica italiana e straniera, ispirata dalle mie sorelle più grandi e più sagge.
Le scuole?
A parte le elementari e medie fatte nel mio paese, la scelta delle superiori è stata indirizzata, anche con consigli delle mie sorelle e dei miei genitori (che mi vedevano come un ragazzo introverso e molto intelligente) al Liceo Classico, frequentato in un paese poco distante, Bovino. A me piaceva studiare ed ero bravo in tutte le materie, ma io ero e sono anche molto pratico e non studiavo un granchè a casa.
Cosa sognava di fare da bambino?
Sognavo di essere un aviatore. Crescendo, ho pensato tante volte e sognato di essere un musicista rock. Poi, dopo il Liceo, di fare lo scrittore.
Che lavori ha fatto?
Ho iniziato a lavorare facendo le stagioni come lavapiatti a 16 anni. Da quel momento, guadagnando e potendo gestire i miei risparmi, ho sempre lavorato nella ristorazione nelle stagioni estive, al mare o in montagna. Mi sono messo alla prova in tutti i settori della ristorazione: cucina, bar, sala... riempiendo così anno dopo anno il mio bagaglio di esperienze lavorative!
Quando è arrivato a Bellino?
A Bellino sono arrivato in auto per la prima volta nell’ottobre 2019 dopo aver contattato il proprietario e vecchio gestore della locanda, che mi trovo ora a gestire dal 1° gennaio 2020. Ero mai stato nel vallone di Bellino, seppure conoscendo la valle Varaita, e sono restato affascinato e senza fiato vedendo il suo paesaggio e le piccole e ben tenute borgate, con miriadi di possibili sentieri e viste di ampi paesaggi montuosi!
La sua prima impressione sul paese delle meridiane?
Per conoscere Bellino, bisogna conoscere le varie borgate. La locanda (che è anche la mia casa) è a Celle, a 1.700 metri di quota: una delle più assolate, anche d’inverno. Ma tutte le borgate sono caratteristiche e ben tenute e piene di interessanti meridiane. La mia impressione non è cambiata: sono affascinato e perennemente attratto dal paese in cui vivo e dall’ampio paesaggio montano dove è situato!
Le piace vivere in alta montagna?
Dopo i primi giorni che mi sono trasferito a Bellino sia il proprietario Beppe Reinero, sia la maggior parte dei residenti che frequentavano il locale, sono stati super accoglienti con me. Ci sono dei clichè: il montanaro è sempre un po’ scontroso e il meridionale è più pacione, ma posso dire tranquillamente che tutti i miei vicini e i residenti nella borgata mi hanno accolto positivamente: e oggi posso considerarli come una mia famiglia acquisita. Mi piace moltissimo vivere qui!
E le stagioni?
Per quel che riguarda le stagioni, qui a Bellino ho trascorso tre anni e il clima, almeno quello invernale, ha subito delle variazioni, sia per la poca neve sia per il problema del Covid, sorto proprio nel 2020. Mentre le stagioni estive invogliano e danno tanto fare.
La fatica più grande del suo lavoro?
Le stagioni estive possono essere molto faticose, ma per me questo lavoro di accoglienza intrapreso in questo fantastico luogo è soddisfacente ed appassionante: e la sera che vado a dormire indolenzito e stanco mi sento felice di aver potuto garantire il massimo di me, offrendo un buon servizio a chi arriva.
La soddisfazione più grande?
Non ho dubbi: è quella di sentirmi vivo ogni giorno!
La sua famiglia?
La mia famiglia sono le sorelle e la mamma, che mi aiutano e sostengono sempre. Se non in ambito lavorativo, di sicuro per quelle che sono e saranno le mie scelte e decisioni della vita.
La guerra vista da Bellino?
Non seguo la televisione e sfortunatamente riesco a dedicarmi poco alla lettura delle notizie attuali, tra cui anche la guerra che si è sviluppata in Ucraina, ma voglio essere positivo e mi auguro di poter sentire al più presto notizie buone e giuste.
Cosa è importante per lei?
Essere felici e poter vivere in pieno la vita! Rispettando e accettando le differenze e le scelte altrui. Avendo sempre presente che siamo tutti uguali e possiamo e dobbiamo sempre migliorare.
Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero?
La mattina mi sveglio presto e per prima cosa sorrido: poi penso a quello che devo e posso fare per rendere la giornata al pieno e sentirmi alla fine felice e soddisfatto.
paesi
Gerardo Argentieri è nato il 12 aprile 1982 a Foggia. I primi 19 anni li ha vissuti a Deliceto, un piccolo paese circondato da colline verdeggianti. Oggi vive a Bellino, dove gestisce la piccola osteria di montagna ‘L’iero d’Eimà’ (parola occitana che significa: ‘Il fienile di Emma’).
I suoi genitori?
Mio padre Francesco, classe 1939 e mia mamma Mattia D’Innocenzio, classe 1944, vivono in Puglia. Io ho tre sorelle e sono l’unico figlio maschio.
I suoi giochi da bambino?
Erano svariati! Stavo in strada con i compagni di scuola, in bici o con un bel pallone da calcio ed ero attratto dalla lettura di libri e fumetti... e perché evitare di dirlo? Fino all’adolescenza ero molto attratto da cartoni animati e film per ragazzi e soprattutto dalla musica italiana e straniera, ispirata dalle mie sorelle più grandi e più sagge.
Le scuole?
A parte le elementari e medie fatte nel mio paese, la scelta delle superiori è stata indirizzata, anche con consigli delle mie sorelle e dei miei genitori (che mi vedevano come un ragazzo introverso e molto intelligente) al Liceo Classico, frequentato in un paese poco distante, Bovino. A me piaceva studiare ed ero bravo in tutte le materie, ma io ero e sono anche molto pratico e non studiavo un granchè a casa.
Cosa sognava di fare da bambino?
Sognavo di essere un aviatore. Crescendo, ho pensato tante volte e sognato di essere un musicista rock. Poi, dopo il Liceo, di fare lo scrittore.
Che lavori ha fatto?
Ho iniziato a lavorare facendo le stagioni come lavapiatti a 16 anni. Da quel momento, guadagnando e potendo gestire i miei risparmi, ho sempre lavorato nella ristorazione nelle stagioni estive, al mare o in montagna. Mi sono messo alla prova in tutti i settori della ristorazione: cucina, bar, sala... riempiendo così anno dopo anno il mio bagaglio di esperienze lavorative!
Quando è arrivato a Bellino?
A Bellino sono arrivato in auto per la prima volta nell’ottobre 2019 dopo aver contattato il proprietario e vecchio gestore della locanda, che mi trovo ora a gestire dal 1° gennaio 2020. Ero mai stato nel vallone di Bellino, seppure conoscendo la valle Varaita, e sono restato affascinato e senza fiato vedendo il suo paesaggio e le piccole e ben tenute borgate, con miriadi di possibili sentieri e viste di ampi paesaggi montuosi!
La sua prima impressione sul paese delle meridiane?
Per conoscere Bellino, bisogna conoscere le varie borgate. La locanda (che è anche la mia casa) è a Celle, a 1.700 metri di quota: una delle più assolate, anche d’inverno. Ma tutte le borgate sono caratteristiche e ben tenute e piene di interessanti meridiane. La mia impressione non è cambiata: sono affascinato e perennemente attratto dal paese in cui vivo e dall’ampio paesaggio montano dove è situato!
Le piace vivere in alta montagna?
Dopo i primi giorni che mi sono trasferito a Bellino sia il proprietario Beppe Reinero, sia la maggior parte dei residenti che frequentavano il locale, sono stati super accoglienti con me. Ci sono dei clichè: il montanaro è sempre un po’ scontroso e il meridionale è più pacione, ma posso dire tranquillamente che tutti i miei vicini e i residenti nella borgata mi hanno accolto positivamente: e oggi posso considerarli come una mia famiglia acquisita. Mi piace moltissimo vivere qui!
E le stagioni?
Per quel che riguarda le stagioni, qui a Bellino ho trascorso tre anni e il clima, almeno quello invernale, ha subito delle variazioni, sia per la poca neve sia per il problema del Covid, sorto proprio nel 2020. Mentre le stagioni estive invogliano e danno tanto fare.
La fatica più grande del suo lavoro?
Le stagioni estive possono essere molto faticose, ma per me questo lavoro di accoglienza intrapreso in questo fantastico luogo è soddisfacente ed appassionante: e la sera che vado a dormire indolenzito e stanco mi sento felice di aver potuto garantire il massimo di me, offrendo un buon servizio a chi arriva.
La soddisfazione più grande?
Non ho dubbi: è quella di sentirmi vivo ogni giorno!
La sua famiglia?
La mia famiglia sono le sorelle e la mamma, che mi aiutano e sostengono sempre. Se non in ambito lavorativo, di sicuro per quelle che sono e saranno le mie scelte e decisioni della vita.
La guerra vista da Bellino?
Non seguo la televisione e sfortunatamente riesco a dedicarmi poco alla lettura delle notizie attuali, tra cui anche la guerra che si è sviluppata in Ucraina, ma voglio essere positivo e mi auguro di poter sentire al più presto notizie buone e giuste.
Cosa è importante per lei?
Essere felici e poter vivere in pieno la vita! Rispettando e accettando le differenze e le scelte altrui. Avendo sempre presente che siamo tutti uguali e possiamo e dobbiamo sempre migliorare.
Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero?
La mattina mi sveglio presto e per prima cosa sorrido: poi penso a quello che devo e posso fare per rendere la giornata al pieno e sentirmi alla fine felice e soddisfatto.
Gerardo, dalla Puglia a Bellino
16 luglio 2022
Cuneo
Gerardo Argentieri è nato il 12 aprile 1982 a Foggia. I primi 19 anni li ha vissuti a Deliceto, un piccolo paese circondato da colline verdeggianti. Oggi vive a Bellino, dove gestisce la piccola osteria di montagna ‘L’iero d’Eimà’ (parola occitana che significa: ‘Il fienile di Emma’).
I suoi genitori?
Mio padre Francesco, classe 1939 e mia mamma Mattia D’Innocenzio, classe 1944, vivono in Puglia. Io ho tre sorelle e sono l’unico figlio maschio.
I suoi giochi da bambino?
Erano svariati! Stavo in strada con i compagni di scuola, in bici o con un bel pallone da calcio ed ero attratto dalla lettura di libri e fumetti... e perché evitare di dirlo? Fino all’adolescenza ero molto attratto da cartoni animati e film per ragazzi e soprattutto dalla musica italiana e straniera, ispirata dalle mie sorelle più grandi e più sagge.
Le scuole?
A parte le elementari e medie fatte nel mio paese, la scelta delle superiori è stata indirizzata, anche con consigli delle mie sorelle e dei miei genitori (che mi vedevano come un ragazzo introverso e molto intelligente) al Liceo Classico, frequentato in un paese poco distante, Bovino. A me piaceva studiare ed ero bravo in tutte le materie, ma io ero e sono anche molto pratico e non studiavo un granchè a casa.
Cosa sognava di fare da bambino?
Sognavo di essere un aviatore. Crescendo, ho pensato tante volte e sognato di essere un musicista rock. Poi, dopo il Liceo, di fare lo scrittore.
Che lavori ha fatto?
Ho iniziato a lavorare facendo le stagioni come lavapiatti a 16 anni. Da quel momento, guadagnando e potendo gestire i miei risparmi, ho sempre lavorato nella ristorazione nelle stagioni estive, al mare o in montagna. Mi sono messo alla prova in tutti i settori della ristorazione: cucina, bar, sala... riempiendo così anno dopo anno il mio bagaglio di esperienze lavorative!
Quando è arrivato a Bellino?
A Bellino sono arrivato in auto per la prima volta nell’ottobre 2019 dopo aver contattato il proprietario e vecchio gestore della locanda, che mi trovo ora a gestire dal 1° gennaio 2020. Ero mai stato nel vallone di Bellino, seppure conoscendo la valle Varaita, e sono restato affascinato e senza fiato vedendo il suo paesaggio e le piccole e ben tenute borgate, con miriadi di possibili sentieri e viste di ampi paesaggi montuosi!
La sua prima impressione sul paese delle meridiane?
Per conoscere Bellino, bisogna conoscere le varie borgate. La locanda (che è anche la mia casa) è a Celle, a 1.700 metri di quota: una delle più assolate, anche d’inverno. Ma tutte le borgate sono caratteristiche e ben tenute e piene di interessanti meridiane. La mia impressione non è cambiata: sono affascinato e perennemente attratto dal paese in cui vivo e dall’ampio paesaggio montano dove è situato!
Le piace vivere in alta montagna?
Dopo i primi giorni che mi sono trasferito a Bellino sia il proprietario Beppe Reinero, sia la maggior parte dei residenti che frequentavano il locale, sono stati super accoglienti con me. Ci sono dei clichè: il montanaro è sempre un po’ scontroso e il meridionale è più pacione, ma posso dire tranquillamente che tutti i miei vicini e i residenti nella borgata mi hanno accolto positivamente: e oggi posso considerarli come una mia famiglia acquisita. Mi piace moltissimo vivere qui!
E le stagioni?
Per quel che riguarda le stagioni, qui a Bellino ho trascorso tre anni e il clima, almeno quello invernale, ha subito delle variazioni, sia per la poca neve sia per il problema del Covid, sorto proprio nel 2020. Mentre le stagioni estive invogliano e danno tanto fare.
La fatica più grande del suo lavoro?
Le stagioni estive possono essere molto faticose, ma per me questo lavoro di accoglienza intrapreso in questo fantastico luogo è soddisfacente ed appassionante: e la sera che vado a dormire indolenzito e stanco mi sento felice di aver potuto garantire il massimo di me, offrendo un buon servizio a chi arriva.
La soddisfazione più grande?
Non ho dubbi: è quella di sentirmi vivo ogni giorno!
La sua famiglia?
La mia famiglia sono le sorelle e la mamma, che mi aiutano e sostengono sempre. Se non in ambito lavorativo, di sicuro per quelle che sono e saranno le mie scelte e decisioni della vita.
La guerra vista da Bellino?
Non seguo la televisione e sfortunatamente riesco a dedicarmi poco alla lettura delle notizie attuali, tra cui anche la guerra che si è sviluppata in Ucraina, ma voglio essere positivo e mi auguro di poter sentire al più presto notizie buone e giuste.
Cosa è importante per lei?
Essere felici e poter vivere in pieno la vita! Rispettando e accettando le differenze e le scelte altrui. Avendo sempre presente che siamo tutti uguali e possiamo e dobbiamo sempre migliorare.
Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero?
La mattina mi sveglio presto e per prima cosa sorrido: poi penso a quello che devo e posso fare per rendere la giornata al pieno e sentirmi alla fine felice e soddisfatto.