cuneo

Un protocollo d’intesa per l’accoglienza dei profughi ucraini

11 marzo 2022

Cuneo

Cuneo - Sarà siglato a breve, presumibilmente la settimana prossima, il protocollo d’intesa tra il Comune di Cuneo e la Prefettura per la gestione dell’accoglienza sul territorio cuneese dei profughi in fuga dalla guerra ucraina. Fronte istituzionale del progetto sono il Comune di Cuneo con il suo “.Meet”, inaugurato venerdì 11 febbraio scorso nel cuore del centro storico, in via Leutrum 7, ed il Consorzio socio assistenziale del Cuneese che, in accordo con la Prefettura ed in collaborazione con i Comuni, la Caritas - diocesana e parrocchiali -, la Croce Rossa, la San Vincenzo, le cooperative sociali del Sai (Sistema Accoglienza Integrazione) e l’Asl Cn1, cercheranno di governare l’arrivo in Granda di chi scappa dal conflitto, offrendo ospitalità e assicurando l’accesso ai servizi, in primis sanitari e scolastici. Sottoscritto il protocollo, il Comune di Cuneo si farà, poi, carico di stipulare convenzioni e accordi con gli altri attori della rete. “Stiamo ancora definendo il piano in modo particolareggiato - spiega Patrizia Manassero, vicesindaco di Cuneo e assessore alle Politiche sociali e per l’integrazione e l’accoglienza - : è questa un’operazione complessa che, riguardando persone, e soprattutto minori, richiede molti passaggi burocratici. Ho portato il progetto all’attenzione della giunta; la prossima settimana, credo, ci sarà la firma”. Quanti profughi potrebbero arrivare nel Cuneese? “I numeri ipotizzati sul territorio del Distretto dell’Asl Cn1 sono di oltre un migliaio di persone. Ma certo non si tratta di un flusso la cui entità possa essere in qualche modo anticipata. È un arrivo non governato e libero di gente disperata che fugge, nei modi più disparati, dalle devastazioni di una guerra. Alcuni stanno già arrivando, magari ricongiungendosi con amici e parenti già presenti sul nostro territorio. Fondamentale sarà attivare uno sportello informazioni presso il nostro Punto Meet (.Meet), che fungerà da antenna dove incrociare i bisogni di queste persone con le possibili soluzioni ai problemi”. La rete che fa capo alla Caritas diocesana di Cuneo e che include le Caritas parrocchiali, la San Vincenzo e i privati, per ora ha messo a disposizione 40 posti letto, di cui 15 per l’accoglienza immediata. La Regione, inoltre, sta raccogliendo sul proprio sito Internet la disponibilità delle famiglie piemontesi ad ospitare i profughi ucraini... “L’accoglienza nelle famiglie - continua Manassero - rappresenta indubbiamente una grossa risorsa, ma fragile, perché non si sa quanto durerà l’emergenza. Per fortuna si registra anche una forte disponibilità ad accogliere i bambini rimasti soli. Ma è tutto un “work in progress”: occorre lavorare giorno per giorno.” Come sarà gestito l’accesso dei profughi ai servizi, in primis sanitari e scolastici? “La grossa partita dell’assistenza sanitaria la sta seguendo l’Asl Cn1: in Ucraina il tasso di vaccinazione, non solo anti Covid, è basso ed occorrerà predisporre tempi e luoghi per le campagne vaccinali. Per quanto riguarda le scuole, il Ministero ha già inviato una circolare in cui si chiede agli istituti disponibilità totale all’accoglienza, con la predisposizione di un servizio di supporto psicologico e di mediazione linguistica. Dalle prime indicazioni che ci giungono, pare arriveranno soprattutto bambini molto piccoli. Certo, tutto questo avrà un impatto forte sull’organizzazione scolastica”. Per chi arriva sarà necessario fare domanda di asilo? “No, grazie alla direttiva europea che consente ai profughi di ottenere la cosiddetta “protezione temporanea”, non sarà necessario presentare la tradizionale richiesta di asilo. Chi arriva dovrà solo denunciare la propria presenza in Questura, che potrà così avere contezza del numero esatto e della tipologia di profughi giunti sul territorio. Quanti sono i cittadini ucraini che già vivono nel capoluogo? Al 31 dicembre 2021, a Cuneo risiedevano 42 persone di cittadinanza ucraina. In questo numero non sono, però, conteggiati gli ucraini che vivono in città e che hanno preso la cittadinanza italiana.  
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