Non accennano a diminuire le polemiche dopo il concerto del gruppo musicale occitano "Lou Seriol" alla festa patronale della Madono d'Aizoun ad Aisone. A scatenare la polemica è stata la diffusione, sui social, di un video girato fra il pubblico sabato scorso che riprende lo spezzone di un discorso dal palco da parte del gruppo.
A sollevare per prima la questione è stata la deputata di Fratelli d'Italia Monica Ciaburro, sindaca di Argentera, che in un messaggio sulle sue pagine social ha scritto: "Sono venuta a sapere che ieri sera ad Aisone una band di musica occitana, Lou Seriol, ha pensato bene di trasformare la festa patronale in un comizio elettorale contro il governo di Giorgia Meloni, che, come potete sentire dal video, è stato riempito di insulti e minacce di morte. Ma questi non erano per la democrazia? Peraltro, su Instagram questa persona presente al ‘concerto’, se così lo si può definire, scrive che ‘ad Aisone Bella Ciao si può suonare’. Certo, però, che se quando la si suona i risultati sono questi...”.
La questione approderà anche in consiglio regionale, con l'interrogazione urgente presentata dal consigliere di Fratelli d'Italia Claudio Sacchetto. “La libertà di espressione è un principio irrinunciabile - spiega il consigliere in una nota -, ma la violenza verbale e le intimidazioni non possono diventare patrimonio della dialettica pubblica. È importante essere molto chiari su questo punto: la libertà di espressione e artistica, anche quando assume forme fortemente critiche nei confronti delle Istituzioni e della Politica, è un principio fondamentale della nostra democrazia e deve essere tutelata. Allo stesso tempo, proprio perché viviamo in una democrazia, è necessario ribadire che la critica politica non può essere confusa con la minaccia, l'intimidazione o l'evocazione della violenza fisica nei confronti delle persone. Il confronto politico può essere duro, aspro e anche radicale, può mettere in discussione le scelte di un Governo, di una maggioranza o di qualsiasi Istituzione. Ma deve rimanere all'interno di un terreno nel quale la contrapposizione delle idee non si trasformi nella delegittimazione violenta dell'avversario o nella minaccia alla sua persona”. "L'interrogazione non intende quindi mettere in discussione la cultura occitana, la libertà artistica o la libertà di espressione di alcuno - continua Sacchetto -. La questione posta alle Istituzioni regionali è un'altra: come garantire che le risorse pubbliche vengano assegnate con criteri trasparenti e attraverso adeguati strumenti di verifica dei soggetti beneficiari. Nel corso degli anni risultano infatti documentati rapporti tra i Lou Seriol e diverse iniziative culturali realizzate con la partecipazione o il sostegno di soggetti pubblici. Tra queste, nel 2019, iniziative nell'ambito di Occit'Amo e del progetto dedicato ai Fratelli Zabreri, sostenute anche dalla Regione Piemonte, oltre che da Fondazione Crc e Fondazione Crt, nonché altre manifestazioni nelle quali risulta documentata la partecipazione del gruppo e, in alcuni casi, il pagamento di cachet da parte di enti pubblici. Sulla locandina della festa dal 3 al 7 settembre 2026, presente sul sito del Comune, è presente lo stemma della Regione Piemonte; quindi, si presume che la stessa abbia concesso il proprio patrocinio che al momento non si sa se oneroso o gratuito. L'interrogazione evidenzia inoltre che Edoardo Degioanni, componente dei Lou Seriol, ricopre attualmente la carica di vicesindaco del Comune di Aisone.
Proprio per questo si chiede alla Giunta regionale e all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, ciascuno per le proprie competenze, quali strumenti adottino abitualmente per garantire che, prima dell'erogazione e attraverso i successivi controlli e la rendicontazione, sia possibile verificare con trasparenza chi siano i destinatari effettivi delle risorse pubbliche e quale sia la loro destinazione. L'obiettivo non è introdurre forme di censura politica o culturale, ma rafforzare la responsabilità nell'utilizzo del denaro pubblico o dell’immagine dell’Istituzione regionale. La Regione deve poter sostenere la cultura, l'arte, la musica e la valorizzazione dei territori, comprese le espressioni della cultura occitana, senza discriminazioni e nel pieno rispetto della libertà di espressione".
A sostegno dei "Lou Seriol", nel dibattito è intervenuta la consigliera regionale di Avs Giulia Marro: “Quando un governo continua ottusamente a restringere gli spazi di espressione e di dissenso attraverso decreti sicurezza e misure repressive, fermarsi ai toni di chi lo contesta significa non voler vedere il problema. Indignarsi per parole come ‘governo fascista’ o per espressioni ancora più pesanti rischia di essere un esercizio ipocrita da parte di chi non vuole vedere quello che sta accadendo e il clima che certe scelte politiche stanno creando. Il mio sostegno va ai Lou Seriol, che continuano a coltivare e difendere il valore della musica e della cultura locale, ma anche quei valori di libertà e democrazia che le nostre montagne hanno difeso e che oggi rischiano di essere messi in discussione da una politica che risponde al dissenso con una repressione sterile. Sono valori che dovrebbero essere patrimonio comune di qualsiasi governo, indipendentemente dal colore politico.”