Sarà inaugurata domani, sabato 29 agosto, alle 18 la collettiva “L’invisibile necessario” allestita presso La Castiglia.
“La mostra nasce dalla volontà di indagare quella dimensione dell’esperienza umana che sfugge alla visibilità immediata e che, proprio per questo, continua a interrogare l’arte - spiega la curatrice Alessia Clema -: ciò che non si vede, ma che si percepisce; ciò che non può essere definito, ma che si manifesta attraverso immagini, simboli, materia, spazio e silenzio. L’invisibile necessario suggerisce un territorio di confine, nel quale il visibile diventa il tramite per avvicinarsi a una dimensione più profonda. Il sacro, in questa prospettiva, non viene inteso esclusivamente nella sua accezione religiosa, ma come esperienza di una soglia: un luogo interiore e insieme universale nel quale l’uomo incontra il mistero, il tempo, la memoria, la natura e la propria stessa fragilità. Le opere in mostra propongono linguaggi differenti e personali, ma sono accomunate dalla tensione verso ciò che si colloca oltre la superficie delle cose. Pittura, segno, materia e immagine diventano strumenti attraverso i quali gli artisti cercano di dare forma a una presenza che non sempre può essere nominata.
A confrontarsi con questo tema sono Stefano Alisiardi, Serena Gamba, Oscar Giachino, Alessandro Gioiello, Bruno Giuliano, Daniele Guolo, Maurizio Ovidi, Emma Siciliano e Paolo Turco, nove artisti che, attraverso sensibilità e percorsi differenti, costruiscono un dialogo intorno al rapporto tra presenza e assenza, corpo e spirito, materia e trascendenza. In L’invisibile necessario, dunque, il sacro non è una risposta, ma una domanda. È ciò che permane al di là dell’apparenza, una dimensione che l’arte tenta di avvicinare senza pretendere di possederla. L’opera diventa così uno spazio di passaggio: tra ciò che è evidente e ciò che resta nascosto, tra la realtà e ciò che la trascende.
Il percorso espositivo invita il pubblico a soffermarsi proprio su questa soglia, lasciando che siano le opere a suggerire, più che a spiegare, ciò che si cela oltre il visibile. L’invisibile, in questa mostra, non è ciò che manca. È ciò di cui abbiamo ancora bisogno per comprendere ciò che vediamo”.
La mostra, parte della rassegna GrandArte "I confini del sacro", sarà visitabile fino al 20 settembre il giovedì, venerdì e sabato 10-13 e 14-18, la domenica e festivi 10-13 e 14-19, con ingresso libero.