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Per Massimiliano Durbano test atletici con la nazionale di skyrunning

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In vista dell’appuntamento internazionale di settembre

Marco Campagna 22 agosto 2026

Boves

Quattro giorni di raduno a Rovereto con la Nazionale italiana, tra prove di laboratorio, allenamenti in quota e una serie di test particolarmente impegnativi, in vista dell’appuntamento internazionale che nel mese di settembre lo vedrà nuovamente vestire la maglia azzurra. Massimiliano Durbano è rientrato venerdì 21 agosto dal Trentino, dove da martedì era al lavoro con il gruppo della Nazionale presso il CeRiSM di Rovereto, il Centro di Ricerca Sport Montagna, una delle strutture italiane più avanzate nello studio delle prestazioni negli sport di montagna.

Per l’atleta di Monterosso Grana, portacolori dell’Orecchiella Garfagnana e Boves Run e inserito nell’elenco degli atleti di interesse nazionale della Federazione Italiana Skyrunning, sono state giornate intense. Si è cominciato mercoledì con una serie di valutazioni effettuate nei laboratori del centro. Il primo esame è stato un test incrementale in ipossia, dunque in condizioni di ridotta disponibilità di ossigeno, simulando una quota di 2.500 metri. Lo sforzo è stato progressivamente aumentato sino all’esaurimento, così da raccogliere dati utili sulla risposta dell’organismo e sulle capacità dell’atleta in condizioni assimilabili a quelle dell’alta montagna.

Nel pomeriggio il ventitreenne è stato sottoposto a una prova di “durability”, studiata per valutare la capacità di mantenere le proprie qualità atletiche dopo uno sforzo prolungato. Il giovane cuneese ha corso per un’ora sul tapis roulant a un’intensità prestabilita, indicativamente corrispondente alla zona due, prima di ripetere il test incrementale sino all’esaurimento. Una doppia prova che consente di verificare come cambino i parametri fisiologici quando l’organismo è già affaticato.

Giovedì il programma ha lasciato spazio a una giornata di recupero attivo sul monte di Mezzocorona, mentre venerdì gli atleti sono tornati nei laboratori del CeRiSM per ripetere gli stessi test, questa volta in normossia, quindi in condizioni normali di ossigenazione e senza la quota simulata. Il confronto tra i risultati ottenuti nelle due situazioni permetterà ai tecnici della Nazionale di raccogliere indicazioni importanti in vista della preparazione dei prossimi appuntamenti.

Per Durbano non si trattava della prima esperienza nella struttura trentina. L’atleta aveva già sostenuto test analoghi ed è tornato ora a Rovereto per verificare l’evoluzione della propria condizione. Il CeRiSM è un centro di riferimento nazionale per la ricerca applicata agli sport di montagna e nel corso degli anni ha seguito numerosi atleti di alto livello, tra i quali anche il fresco vincitore della Maratona di Parigi Yeman Crippa. Negli stessi giorni del raduno degli skyrunner azzurri, erano impegnati nei laboratori anche gli atleti della Nazionale italiana di biathlon, comprese alcune protagoniste dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina.

Un’esperienza preziosa e, allo stesso tempo, estremamente faticosa per Durbano, che prosegue così il proprio percorso di crescita all’interno del gruppo azzurro. Nel mese di settembre per lui arriverà un nuovo importante confronto con la maglia della Nazionale, ulteriore tappa di una stagione che lo sta confermando tra i giovani più interessanti dello skyrunning italiano.



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