L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

14 luglio 2026

cronaca

La scomparsa di Michele Siciliano: Boves perde un grande testimone della sua storia

Il funerale sarà celebrato giovedì 16 luglio alle 10 in San Bartolomeo

Marco Campagna 14 luglio 2026

Cuneo


“A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento?”. La celebre riflessione del grande fotografo W. Eugene Smith sembra racchiudere l'essenza della vita di Michele Siciliano, bovesano, classe 1944, scomparso nella giornata di martedì 14 luglio.


Con lui Boves perde molto più di un fotografo. Perde un uomo che ha saputo raccontare il territorio con uno sguardo delicato, rispettoso e profondamente umano. Un lato buono del carattere maturato sin dall’infanzia, periodo non facile per Michele. Di quegli anni, ricordava ancora le ferite dell’animo causate da quelli che oggi potrebbero essere definiti atti di bullismo da parte di coetanei. Momenti difficili della vita che hanno comunque contribuito a sviluppare in lui l’attenzione per i più deboli e per le persone bisognose. Uomo imponente nella statura, ma ancora più grande nell'animo, viene ricordato da chi lo ha conosciuto per la disponibilità, la gentilezza e la capacità di offrire il proprio tempo senza chiedere nulla in cambio.


Pensionato dell'Enel, aveva trasformato gli anni della pensione nella stagione più intensa della sua grande passione. La fotografia non era un semplice hobby, ma un autentico modo di vivere. Per decenni ha percorso sentieri, montagne, manifestazioni, cerimonie religiose, eventi sportivi e iniziative sociali con la macchina fotografica sempre al collo, realizzando centinaia di migliaia di immagini che oggi rappresentano una memoria preziosa della comunità bovesana. Il nome di Michele Siciliano è legato ai principali appuntamenti della vita bovesana. Per tanti anni ha documentato, con discrezione e sensibilità, ciò che rende viva una comunità. Lo ha fatto quasi sempre in silenzio e con gratuità, mettendo il proprio talento al servizio degli altri. Preziosa è stata la sua collaborazione con la Parrocchia e con le numerose associazioni del territorio, offrendo un servizio che resterà impagabile. Se oggi il suo nome è indissolubilmente legato alla fotografia bovesana, lo si deve anche al suo instancabile impegno nel Circolo Fotografico "L'Otturatore", del quale è stato una delle anime e dei principali punti di riferimento. Non soltanto fotografo, ma promotore di cultura, ha contribuito a far crescere il sodalizio, organizzando mostre, valorizzando il patrimonio fotografico locale e trasmettendo la propria passione a tanti altri appassionati.


Fra i progetti che portano la sua firma spicca anche il volume "Le nostre radici", una raccolta di immagini e testimonianze che rappresenta ancora oggi un prezioso patrimonio della memoria bovesana. Un'opera che racconta bene il suo modo di intendere la fotografia: non come semplice ricerca della bella immagine, ma come strumento per custodire la storia, le tradizioni e l'identità di una comunità. Le sue fotografie, infatti erano documenti. Michele aveva compreso che fotografare significava conservare la memoria di un territorio. Per questo era presente ovunque ci fosse una storia da raccontare. Una processione, una gara sportiva, una festa patronale, un'iniziativa di solidarietà o un momento di vita quotidiana. Ogni scatto diventava un tassello della storia di Boves, consegnato alle generazioni future. Negli anni aveva dato vita anche a importanti esposizioni fotografiche, nelle quali emergeva tutta la sua capacità di trasformare la realtà in emozione. Da sottolineare in particolare le mostre dedicate al territorio, alla natura e alle tradizioni locali, sempre accompagnate da uno sguardo capace di cogliere la bellezza delle piccole cose. Proprio questo sguardo era alimentato anche dall'amore per la moglie Maria con la quale condivideva la passione per i viaggi. Rimasto vedovo, Michele non ha mai smesso di ricordarla. Il suo ricordo è diventato una presenza costante, trasformando il dolore in una forza silenziosa che lo ha spinto a continuare a donarsi agli altri attraverso la fotografia, la memoria e la solidarietà.


Chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo ricorda il suo sorriso, la sua umiltà e quella disponibilità che sembrava inesauribile. Non cercava riconoscimenti. Gli bastava sapere di aver lasciato qualcosa di utile agli altri. Per lui la fotografia era davvero un'espressione d'arte, ma soprattutto un gesto d'amore. Amore verso il territorio che è l’eredità più preziosa che lascia alla città. Michele lasica i figli Andrea, Claudio e Luisa con le rispettive famiglie, le sorelle Franca, Marina e Rosalba. Il funerale sarà celebrato giovedì 16 luglio alle 10 in San Bartolomeo. Il Rosario sarà recitato mercoledì 15 luglio alle 18.45 sempre nella chiesa parrocchiale.

Boves Lutto Bruno Siciliano