Un lavoro da conquistarsi tra ostacoli e principi etici
“Premiare il merito?”: un medico “sprovveduto” intesse il diario spassionato della sua carriera
Roberto Dutto 13 luglio 2026
Cuneo

La prima impressione è di avere tra le mani il diario di un medico che racconta, senza peli sulla lingua, la sua carriera quasi come uno slalom tra mille “trappole” per la sua deontologia professionale. Cammino da cui per altro esce sempre indenne nella sua rettitudine. Anche se poi, lo ammette lui stesso alla fine, subentra la sensazione di leggere un “cahier de doléances” senza possibilità di appello. Ma l’intento è quello di far luce senza per questo fare di tutta l’erba un fascio.
Per la verità infatti, pur continuamente richiamando esempi che lo hanno coinvolto, la preoccupazione dell’autore è piuttosto quella di spostare l’attenzione dalle esperienze personali allo sguardo sull’organizzazione del sistema sanitario. Ma è indubbio che dietro si coglie una situazione di malcostume generalizzata che va a riflettersi sull’intero vissuto sociale in fatto di servizi alla persona tanto più se malata.
Un giornalista, nel definire l’autore uno “sprovveduto”, chiarisce anche il significato che non intende affatto avere un senso dispregiativo. Ingenuo infatti certamente non lo è. Ribatte con coerenza e sicurezza a ogni tentativo di uscire dai binari della correttezza e i riscontri sono a suo favore. Semmai allora “sprovveduto” può sottolineare la mancanza di “robuste segnalazioni”, di appoggi politici e quant’altro possa far procedere in modo celere quanto improvvido la carriera di un medico.
Per questo diventa importante tenere a mente le parole della premessa che ragionano sul progressivo svuotamento dell’importanza del merito. Cosicché il libro è un percorso che non inficia affatto il valore della preparazione tecnica e umana, ma anzi dolorosamente sottolinea l’erosione cui è andato soggetto il suo riconoscimento come elemento di valutazione sull’operato di un professionista cui è affidata la vita di una persona. Si spiega così il punto interrogativo che suggella il titolo.
È su questo terreno che più volte l’autore rimarca i principi etici che, a suo giudizio, non si possono eludere a sostegno di una coerenza che talvolta si può anche tradurre anche in termini di “sconfitta”, naturalmente secondo la logica imperante.
Premiare il merito?
di Leonardo Lucarini
Editrice Armando
euro 14