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2 luglio 2026 | Aggiornato alle 21:29

cronaca

Insulti e minacce ai Carabinieri per l’auto portata via

29 June 2026

Cuneo

La Fiat Punto di colore blu parcheggiata in via Alessi a Cerialdo era sprovvista del tagliando di revisione e di assicurazione e i Carabinieri avevano chiamato il servizio di carro attrezzi per farla portare via dato che non poteva sostare sulla pubblica via. Quando l’operazione di carico era quasi finita scesero in strada le proprietarie dell’auto, madre e due figlie che iniziarono a inveire contro i Carabinieri insultandoli e sputando. Per i fatti accaduti nella tarda mattina del 16 febbraio 2022 erano state rinviate a giudizio tutte e tre le donne: C. E. e la madre G. G. O. S. con l’accusa di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. A carico dell’altra figlia C. G. c’era anche l’accusa di lesioni, a causa del pugno in faccia che rifilò a uno dei militari, che riportò un trauma facciale; la giovane ha patteggiato la pena ed è poi stata ammessa alla messa alla prova. Le altre due sono state processate con rito ordinario in tribunale a Cuneo. In aula oltre alla testimonianza dei Carabinieri che avevano eseguito l’intervento, ha deposto anche il conducente del carro attrezzi della ditta privata che si occupa di sequestri amministrativi di veicoli di privati: “Non è raro che ci siano discussioni quando effettuiamo i nostri sequestri”, ha riferito in aula l’uomo che ha ricordato i pesanti insulti della tre donne rivolti ai Carabinieri soprattutto nei confronti della Carabiniera, che era stata anche minacciata. Di un episodio non derubricabile a un semplice impeto o nervosismo ha parlato il pubblico ministero Alessandro Borgotallo, chiedendo la condanna a un anno di reclusione per entrambe le imputate: “Nessuna di loro ha cercato di calmare gli animi, anzi hanno cercato il contatto fisico come poi è accaduto ai danni di uno dei Carabinieri”. Per le difese però non si poteva parlare di resistenza a pubblico ufficiale perché quando arrivarono in strada l’auto era già stata caricata: “Ci furono effettivamente solo gli insulti, una reazione scomposta e poco urbana ma frutto solo del senso di frustrazione per la perdita dell’auto”, ha concluso l’avvocato Tripodi chiedendo l’assoluzione per la propria assistita. Di diverso avviso però la giudice che ha condannato la madre a otto mesi di reclusione e la figlia a dieci mesi con la connessione della sospensione condizionale.

Cuneo Carabinieri Cerialdo

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