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2 luglio 2026 | Aggiornato alle 21:21

cronaca

Aggressioni e minacce a un’infermiera

29 June 2026

Cuneo

A maggio 2024 aveva dato in escandescenze minacciando e sputando in faccia a un’infermiera e alla caposala del reparto di Psichiatria dell’ospedale in cui era ricoverato in attesa di una collocazione in comunità, ma pochi mesi prima, a novembre 2023, si era reso responsabile di un gesto simile ad Alessandria. Per quest’ultimo fatto era stata disposta una perizia che il difensore del giovane marocchino ha prodotto alla giudice, considerata la vicinanza e la medesima natura dei due episodi. Oltre a questi due fatti, anche un terzo fascicolo era stato aperto a carico di B. A. sempre per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: un terzo episodio di cui proprio oggi (lunedì 29 giugno), davanti a un altro giudice del tribunale di Cuneo, lo psichiatra incaricato della perizia aveva riferito sul risultato del proprio esame dell’imputato. La perizia dello psichiatra di Alessandria e il verbale dell’udienza di quest’altro processo sono stati acquisiti dalla giudice chiamata a decidere sull’episodio che si verificò all’ospedale di Savigliano nel maggio 2024, dopo che la sua condizione era stata giudicata incompatibile con il carcere e in attesa che venisse individuata una comunità dove collocarlo. In quell’occasione il giovane aveva dato in escandescenze perché le infermiere avevano intercettato una borsa piena di cibo che la madre gli stava portando: “Quello del pasto era un momento importante di socialità per il ragazzo che però spesso lo saltava proprio a causa di quei pacchi pieni di cibo che la madre gli portava e che lui mangiava durante tutto il giorno, evitando proprio il pasto con gli altri pazienti”, aveva riferito in aula la caposala, che per aver chiesto alla madre di lasciare quella borsa nella sala infermieri e di non darla al figlio, venne aggredita dal giovane paziente, convinto che le infermiere stessero sgridando sua madre. Il giovane cercò di aggredire sia la caposala sia un’infermiera, salvate in un primo momento dalla madre dell’imputato e poi da un altro paziente del reparto. Prima che intervenissero le forze dell’ordine, il ragazzo scaricò la propria rabbia rovesciando un carrello della biancheria e perdendo a pugni le porte delle stanze. “Aveva già assunto la terapia quella mattina ma dovemmo dargli un’altra pasticca alla presenza della pattuglia dei Carabinieri che era intervenuta su nostra chiamata”, ha riferito l’infermiera che nei mesi successivi dovette sottoporsi agli accertamenti del caso per scongiurare eventuali infezioni virali. Dopo aver acquisito la perizia del tribunale di Alessandria e disposto l’acquisizione del verbale di udienza dell’altro processo in cui un perito aveva sancito la parziale infermità del ragazzo e la sua pericolosità sociale, la giudice ha rinviato il processo al 19 ottobre per la discussione e la sentenza.

Savigliano Apparizioni pericolose

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