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3 luglio 2026 | Aggiornato alle 20:53

cultura

Leggere gli eventi storici nell’umana concretezza

24 giugno 2026

Cuneo

Sarebbe un’efficace narrazione, se non fosse la cronaca dei drammatici fatti storici occorsi a Bronka Halpern, dottoressa ebrea, nel periodo del secondo conflitto mondiale. La scelta di raccontare la propria vicenda in terza persona affidandosi alla figura fittizia di Sara con tanto di dialoghi e intime riflessioni colloca lo scritto in un territorio parallelo alla memorialistica, ancorché preciso e ricco di dettagli. Il saggio si offre infatti ad una lettura agevole e stimolante per la vivida presentazione della lunga odissea che coinvolse gli Ebrei di Nizza verso Saint Martin Vésubie poi attraverso il colle delle Finestre fino a Valdieri per raggiungere i boschi di Rittana. La parte monografica del n. 108 di “Il presente e il passato”, la rivista dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea, è tutta dedicata a questo “diario”, ora tradotto e pubblicato in versione integrale sulla scorta di un’edizione uscita a Gerusalemme nel 1967 in lingua ebraica. Documento importante non soltanto perché si aggiunge alle altre testimonianze su quegli eventi, ma anche perché per un verso arricchisce quegli stessi fatti di una visione molto personale, spesso intima, e per l’altro nel suo ripetuto rimando all’esigenza di creare uno Stato ebraico quasi getta un ponte con il presente. È così un’opportunità per incontrare la Storia nella concretezza umana degli avvenimenti. Se in Francia con l’armistizio con la Germania nazista nel 1940 “la parte più importante della vita di un ebreo consisteva nel guadagnare tempo” in attesa della fine della guerra, dopo il 1942 il nascondimento e poi la fuga diventa priorità per salvarsi dalla deportazione. È da questo momento che Sara incrocia numerose persone che in silenzio, senza nulla chiedere accoglie, condivide pasti e pericoli. Sono gesti che lei rilegge nel proprio intimo. Parla di “miracoli”, anche se nel riflettere si impongono domande: “ci si può davvero fidare dell’aiuto di una persona in questo mondo crudele? E una persona ha il diritto di mettere in pericolo gli altri per salvarsi la vita?”. Domande senza risposta che pongono Sara, come molti altri, davanti a un destino fatto di continue ripartenze, di ripetute paure. Costretta alla diffidenza, sperimenta l’accoglienza prima del personale nella clinica di Nizza, poi dei contadini delle borgate nelle nostre valli, infine dei partigiani che la nominano medico il giorno di Yom Kippur e per lei preparano un pranzo da festa. Eppure rimane nella mente di Sara la prospettiva della creazione dello Stato ebraico come unica possibilità per trovare casa e pace. Un sogno che, come viene sottolineato nell’introduzione, stride con la storia recente sia del 1967 allorché, subito dopo la pubblicazione, Israele inizia la “guerra dei sei giorni” sia dei fatti dopo il 7 ottobre 2023. Proprio alla luce di questi eventi il racconto di Bronka Halpern si fa opportunità per rinnovare la riflessione sul presente. Il presente e la storia n. 108. Raggio di luce nelle tenebre di autori vari Editrice Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo euro 20

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