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7 luglio 2026

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“Come ti piace trascorrere il tempo libero?”

27 febbraio 2026

Cuneo

“Come ti piace trascorrere il tempo libero?”, è la domanda posta a uno dei tanti sistemi di Intelligenza Artificiale. “Con gli amici e con la famiglia” è la risposta assurda e paradossale se si considera da chi viene. Una risposta che giustifica il principio sotteso a questo saggio: ci vuole una buona dose di intelligenza umana per non servirsi in modo indiscriminato e pericoloso dell’Intelligenza Artificiale. È ormai datata e semplicemente “grossolana” la distinzione tra mondo fisico, reale, e mondo digitale cioè impalpabile, precisa l’autore. Oggi si afferma invece la capacità della simulazione di andare gradualmente a sostituire la realtà. Per questo il saggio parla di “simulacro” intendendolo come immagine indipendente da qualsiasi realtà oggettiva, capace di esistenza autonoma. Un concetto che riserva molti lati oscuri e poco rassicuranti. Vanificando la relazione col reale, si annulla anche la possibilità di portare un giudizio di verità sul simulacro stesso. È chiaro che la questione si pone a livello di intelligenza umana. Abbiamo creato, dice l’autore, un simulacro dell’intelligenza e adesso lo scambiamo per una vera intelligenza. Intorno a questa giustapposizione si sviluppa il saggio che sottolinea quanto le straordinarie potenzialità dell’intelligenza artificiale, che non sono messe in discussione nei suoi aspetti positivi, comportino però anche la possibilità di grandi e gravi errori. Il punto critico dell’intero processo di elaborazione e formulazione di risposte è all’origine, a livello di inserimento dei dati. L’intelligenza artificiale infatti lavora su un’impressionante mole di informazioni con cui viene “istruita” e, brutalmente, “se immetti spazzatura, uscirà spazzatura”. Manipolazione o  banale superficialità possono causare danni. L’autore però non si ferma solo a questo aspetto per così dire tecnico, connesso cioè all’elaborazione di dati da parte di una “macchina”. Nella seconda parte del saggio espone gli aspetti che chiamano in causa l’esistenza dell’uomo e dunque sono critici oltre che moralmente problematici. Anzitutto l’intelligenza artificiale rischia di “cristallizzare gli stereotipi di cui la nostra società è vittima”. Chiedere di raffigurare una persona che fa le pulizie restituisce l’immagine di una donna. Se la richiesta riguarda un manager, allora è un uomo e sempre bianco, mentre “ogni terrorista generato è raffigurato come un mediorientale”. Questa tendenza presenta il rischio di involuzione intellettiva degli stessi utenti. Non sono più interessati alla veridicità di un contenuto, ma a quanto sia in linea con le proprie convinzioni politiche o etiche. Corollario alla sottolineatura delle “allucinazioni,” in cui incappa spesso l’intelligenza artificiale, cioè quelle informazioni errate o inventate presentate come vere, è così l’appello al cervello umano, unico antidoto nella foresta delle sollecitazioni che arrivano. Una volta di più non si tratta si demonizzare una tecnica, bensì di riportarla nell’ambito degli strumenti a disposizione dell’uomo. Simulacri digitali di Andrea Daniele Signorelli Editrice Add euro 20

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