731 milioni di euro prodotti in provincia dal sistema culturale e creativo
02 dicembre 2025
Cuneo
Nel 2024 il valore aggiunto generato dal sistema produttivo culturale e creativo nella nostra provincia è pari a 731,2 milioni di euro che collocano Cuneo al secondo posto tra le province piemontesi rappresentando il 3,4% del totale dell’economia provinciale; gli occupati sono invece 10.911, pari al 3,8% del totale, dato inferiore al valore medio nazionale (5,8%) e regionale (6,3%). Editoria e stampa con 131 milioni di euro, architettura e design con 102 milioni di euro, videogiochi e software con 81 milioni di euro sono i comparti che contribuiscono, in modo più significativo, alla ricchezza della filiera culturale della provincia e così anche dal punto di vista occupazionale. Il valore aggiunto delle attività Core, ovvero strettamente culturali, e delle cosiddette Embedded Creatives, che impiegano competenze culturali e creative per accrescere il valore dei prodotti, segna in provincia di Cuneo una crescita, nel periodo che va dal 2021 al 2024, del 21,4%, superiore all’incremento medio piemontese (+12,8%). È questo il dato maggiormente positivo tra quelli emersi dal focus, perché rappresenta un trend di crescita che pare essere consolidato e in grado di garantire continuità di sviluppo al comparto culturale cuneese. La distribuzione delle imprese culturali e creative sul territorio provinciale evidenzia un marcato divario: la densità imprenditoriale è significativamente più alta nei comuni più popolosi rispetto ai centri più piccoli. Allo stesso modo, i comuni che ospitano già luoghi della cultura (come musei e biblioteche) mostrano una maggiore concentrazione di imprese culturali, suggerendo un forte legame tra la presenza di infrastrutture culturali e la vitalità economica creativa. Il numero di imprese culturali e creative è in netta espansione nel lungo periodo, a un ritmo superiore a quello nazionale e regionale, segnalando una crescente intraprendenza e fermento in questo ambito. Il patrimonio bibliotecario della provincia di Cuneo riveste un ruolo di assoluto rilievo a livello nazionale per la sua diffusione rispetto alla popolazione. La sua caratteristica distintiva è la capillarità: la presenza di biblioteche è particolarmente radicata anche nei piccolissimi comuni, dimostrando che la ricchezza culturale non è limitata ai centri maggiori. Questa diffusione ha un impatto concettuale significativo sul territorio: i comuni che possiedono almeno una biblioteca tendono ad avere un indice di invecchiamento demografico inferiore e si prevede che affronteranno una perdita di popolazione futura molto meno marcata rispetto ai comuni privi di tali presidi, suggerendo un legame tra l'infrastruttura culturale e la resilienza demografica. Sono i dati emersi e presentati oggi dallo studio dal titolo “Cultura e Creatività - Focus sulle imprese Cuneo 2025”, dedicato a un’analisi del sistema culturale e creativo della provincia di Cuneo avvenuto nella sala delle Colonne del Filatoio di Caraglio oggi martedì 2 dicembre. Un evento curato dall’ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio. "Per il terzo anno consecutivo presentiamo i dati della filiera culturale e creativa cuneese che, malgrado una piccola frenata nel 2024, nell’ultimo quadriennio ha avuto una crescita nettamente superiore alla media regionale e nazionale" sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Crosetto. Conclusa la presentazione dei dati del focus si è aperta la tavola rotonda incentrata sul tema “Cultura in dialogo: enti e istituzioni a confronto” che ha offerto idee e utili spunti di riflessione. Hanno partecipato Cristina Clerico, assessora alla Cultura del Comune di Cuneo; Mauro Gola presidente Fondazione CRC; l’editore Nino Aragno; Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese e Michela Zin direttore di Pordenonelegge.
Il Segretario generale della Camera di commercio di Cuneo Patrizia Mellano ha chiuso i lavori del convegno sottolineando che “Da incontri come questo emerge, con forza, che quando creatività e cultura generano connessioni e significato diventano motore di sviluppo economico e di coesione sociale, generando occupazione, valore aggiunto e inclusione”.
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