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9 luglio 2026

arte e mostre

Le iniziative in memoria della prima deportazione degli ebrei da Borgo San Dalmazzo

20 novembre 2025

Cuneo

Il 21 novembre del ’43, a Borgo San Dalmazzo, nevicava già dalle prime luci del giorno. Quel mattino, mentre i borgarini erano in buona parte in chiesa per la Messa o avvolti nel tepore delle loro case, una lunga colonna di ebrei, sospinta e sorvegliata da un manipolo di SS tedesche, percorreva la strada principale del paese in direzione della stazione ferroviaria. Quel giorno 331 internati nel campo cittadino vennero fatti salire sui vagoni-merci; iniziava così la loro deportazione, via Nizza – Drancy (Parigi), verso il campo di sterminio di Auschwitz. Sopravvissero appena in 39. Venerdì 21 novembre, MEMO4345, il percorso multimediale storico-didattico allestito nell’ex chiesa di Sant’Anna per dare voce al Memoriale della Deportazione di Borgo San Dalmazzo, sarà aperto al pubblico dalle ore 14 alle 18 per un pomeriggio di fruizione libera e gratuita. Il pubblico potrà visionare 6 video-narrazioni dedicate alle famiglie Dreifuss, Gallant, Judkowski, Schonbrunn, Schustermann, Zylber, e il cortometraggio di illustrazioni dedicato a Henoch Zwirblanski, tutti deportati il 21 novembre 1943 da Borgo San Dalmazzo. Sarà inoltre proiettato il documentario “Come bestie braccate”, realizzato all’inizio degli anni ’80 dal borgarino Franco Beltrando, appassionato cineamatore che raccolse le voci dei cittadini di Borgo San Dalmazzo testimoni dei drammatici giorni della deportazione nel novembre 1943, tra cui quella di don Raimondo Viale, Giusto tra le Nazioni. Martedì 2 dicembre, ore 18, presso MEMO4345, il prof. Alberto Cavaglion presenterà la nuova edizione aggiornata del libro “Nella notte straniera – Gli ebrei di Saint Martin Vésubie”, Fusta Editore. L’incontro, moderato da Gigi Garelli, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, permetterà di approfondire un’opera fondamentale per comprendere il destino degli ebrei rifugiati a Saint Martin Vésubie e la loro tragica marcia verso l’Italia nell’autunno del 1943, ricostruita con rigore da Alberto Cavaglion.

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