cuneo
Il cinema italiano ha senz’altro subito un duro contraccolpo nel corso dei lunghi mesi di pandemia del biennio 2020-2021. L’ultimo anno si sono registrati segni di miglioramento ma la “ferita” non si è ancora rimarginata del tutto, come ci racconta Roberto Dutto, responsabile della programmazione per il Cinema Lanteri di Cuneo.
“Si è registrata una ripresa in termini di pubblico, sia da noi che in generale. Tuttavia, mi sembra che continui ad esserci un po’ di “disaffezione”: gli anni “sospesi” della pandemia hanno lasciato uno strascico nel pubblico più adulto che ha cambiato abitudini e si è in parte “disabituato” ad uscire la sera. Per i giovani, invece, la questione è diversa: sicuramente incide maggiormente la funzione in streaming sulle varie piattaforme”.
Nell’epoca dello streaming, qual è il valore aggiunto di vedere un film al cinema?
“L’esperienza della sala cinematografica è senz’altro differente. È migliore l’impatto “sensoriale” - il buio, lo schermo grande, un sonoro coinvolgente - ma è soprattutto a livello “emotivo” che si fa la differenza: la sala mantiene quell’alone di diversità che la fruizione casalinga non dà mai, contemporaneamente, ti fa sentire accolto e ti dà la possibilità di condividere l’esperienza con altre persone.
Tutto ciò è ancora più evidente nei cinema monosala come il Lanteri ma anche il Monviso e il Don Bosco. Mentre nelle multisala l’esperienza, per come la vivo io, rimane più “mordi e fuggi”, nei monosala gli spettatori vengono non solo per il film in sé ma anche - e forse soprattutto - perché si trovano bene, si sentono accolte. Prevale la dimensione della convivialità e della condivisione, prima ancora di quella culturale”.
Come fa un cinema monosala a resistere alla pressione di piattaforme e multisala?
“Costruendosi una propria identità nella piazza di riferimento, sia a livello di proposte, sia a livello “umano”; c’è chi aspetta che un film sia programmato da noi, anche se esce prima in altre sale: vuol dire che si è creato un legame di fiducia tra noi e lo spettatore”.
I cinema monosala hanno un futuro?
“Personalmente, temo che nel giro di 10\15 anni diventerà molto difficile restare a galla. La mia generazione si assottiglierà e occorrerà un ricambio che, al momento, non si intravede. Come Lanteri stiamo lavorando per far sì che le nuove generazioni si affezionino al cinema sin da giovanissime, lavorando con le scuole dell’infanzia, ma si tratta di occasioni sporadiche. È anche il riflesso dell’abitudine dei nostri tempi di fruire di tutto il più in fretta possibile, senza lasciar sedimentare: se esce un film in prima visione devo vederlo immediatamente e, a quel punto, è la multisala, forte del maggior potere economico, a potersi permettere l’anteprima”.
Chiudiamo con tre film da vedere assolutamente nel 2024
“Dovendo sceglierne tre, direi in primis Shoshana, un film di qualità in uscita a marzo, dedicato alla storia dello Stato di Israele negli anni della fine del protettorato inglese. Mi stupisce, visto il momento, che non ne abbiano anticipato l’uscita, anche se temo che a marzo la situazione possa essere ancora piuttosto simile a quella attuale. A maggio uscirà, invece, Tatami, un titolo veramente bello dedicato alla condizione della donna in Iran. Infine, un altro titolo che merita considerazione - e che cercheremo di recuperare in occasione della Giornata della Memoria - è One Life, una sorta di Schindler’s List inglese molto interessante”.
Il cinema come convivialità e condivisione
13 gennaio 2024
Cuneo
Il cinema italiano ha senz’altro subito un duro contraccolpo nel corso dei lunghi mesi di pandemia del biennio 2020-2021. L’ultimo anno si sono registrati segni di miglioramento ma la “ferita” non si è ancora rimarginata del tutto, come ci racconta Roberto Dutto, responsabile della programmazione per il Cinema Lanteri di Cuneo.
“Si è registrata una ripresa in termini di pubblico, sia da noi che in generale. Tuttavia, mi sembra che continui ad esserci un po’ di “disaffezione”: gli anni “sospesi” della pandemia hanno lasciato uno strascico nel pubblico più adulto che ha cambiato abitudini e si è in parte “disabituato” ad uscire la sera. Per i giovani, invece, la questione è diversa: sicuramente incide maggiormente la funzione in streaming sulle varie piattaforme”.
Nell’epoca dello streaming, qual è il valore aggiunto di vedere un film al cinema?
“L’esperienza della sala cinematografica è senz’altro differente. È migliore l’impatto “sensoriale” - il buio, lo schermo grande, un sonoro coinvolgente - ma è soprattutto a livello “emotivo” che si fa la differenza: la sala mantiene quell’alone di diversità che la fruizione casalinga non dà mai, contemporaneamente, ti fa sentire accolto e ti dà la possibilità di condividere l’esperienza con altre persone.
Tutto ciò è ancora più evidente nei cinema monosala come il Lanteri ma anche il Monviso e il Don Bosco. Mentre nelle multisala l’esperienza, per come la vivo io, rimane più “mordi e fuggi”, nei monosala gli spettatori vengono non solo per il film in sé ma anche - e forse soprattutto - perché si trovano bene, si sentono accolte. Prevale la dimensione della convivialità e della condivisione, prima ancora di quella culturale”.
Come fa un cinema monosala a resistere alla pressione di piattaforme e multisala?
“Costruendosi una propria identità nella piazza di riferimento, sia a livello di proposte, sia a livello “umano”; c’è chi aspetta che un film sia programmato da noi, anche se esce prima in altre sale: vuol dire che si è creato un legame di fiducia tra noi e lo spettatore”.
I cinema monosala hanno un futuro?
“Personalmente, temo che nel giro di 10\15 anni diventerà molto difficile restare a galla. La mia generazione si assottiglierà e occorrerà un ricambio che, al momento, non si intravede. Come Lanteri stiamo lavorando per far sì che le nuove generazioni si affezionino al cinema sin da giovanissime, lavorando con le scuole dell’infanzia, ma si tratta di occasioni sporadiche. È anche il riflesso dell’abitudine dei nostri tempi di fruire di tutto il più in fretta possibile, senza lasciar sedimentare: se esce un film in prima visione devo vederlo immediatamente e, a quel punto, è la multisala, forte del maggior potere economico, a potersi permettere l’anteprima”.
Chiudiamo con tre film da vedere assolutamente nel 2024
“Dovendo sceglierne tre, direi in primis Shoshana, un film di qualità in uscita a marzo, dedicato alla storia dello Stato di Israele negli anni della fine del protettorato inglese. Mi stupisce, visto il momento, che non ne abbiano anticipato l’uscita, anche se temo che a marzo la situazione possa essere ancora piuttosto simile a quella attuale. A maggio uscirà, invece, Tatami, un titolo veramente bello dedicato alla condizione della donna in Iran. Infine, un altro titolo che merita considerazione - e che cercheremo di recuperare in occasione della Giornata della Memoria - è One Life, una sorta di Schindler’s List inglese molto interessante”.