cuneo
Un presepe nel centro della città per celebrare un evento straordinario: gli ottocento anni dall’idea di San Francesco. In largo Audiffredi sono stati posizionati nel pomeriggio di lunedì 18 dicembre quattro sagome con dodici personaggi realizzati da Gabriele Casu, classe 1997, giovane artista dall’Accademia Albertina di Torino.
L’installazione, voluta e curata dalla diocesi di Cuneo-Fossano, è stata pensata proprio per stare all’esterno delle chiese, che hanno già il loro presepe, come dono alla città e ai suoi abitanti. “Un presepe che nasce per avvicinare le persone alla Natività”, dice l’artista.
Ci sono il dormiente, la Sacra Famiglia, i magi ritratti come bambini di diverse etnie, Stefania, il pastore con la lanterna, il meravigliato e San Francesco che sembra dire ai bambini di andare a vedere. Ed è proprio il vedere il tema portante dell’installazione che dà forma artistica e accompagna la Lettera pastorale della diocesi “Il presepe. Dal vedere all’adorare”.
Sabato 16 dicembre sono state presentate le tele, dalle quali sono state riprodotte su lastra in PVC 10mm ad altezza naturale per essere posizionate nel centro cittadino. “Quest’anno c’è un anniversario particolare: sono ottocento anni dal presepe - dice don Sebastiano Carlo Vallati, Vicario generale della diocesi di Cuneo-Fossano -. Abbiamo chiesto a Gabriele di pensare delle tele. Ma il vedere non doveva essere solo qualcosa di nostro e abbiamo pensato di allestire questo presepe a Cuneo e a Fossano”. A Fossano il presepe si trova nella piazza a fianco della Concattedrale.
Le tele originali sono esposte a Cuneo nel Museo diocesano San Sebastiano (contrada Mondovì) fino al 26 dicembre, e a Fossano nella Sala Ovale del vescovado vecchio (via Vescovado 8) dal 27 dicembre al 7 gennaio.
Un presepe contemporaneo
La contemporaneità del presepe viene resa attraverso la raffigurazione dei personaggi che lo compongono. Tutto ciò ad indicare il valore religioso e culturale della rappresentazione della Natività che ancora oggi può dare a pensare e a meravigliarsi di fronte all’evento della nascita di un bambino. È la prima volta che Gabriele Casu realizza delle tele per essere posizionate all’esterno e per la collettività. I personaggi sono tutti spiegati nella lettera pastorale, disponibile sul sito della diocesi (www.diocesicuneofossano.it), oppure è possibile rivedere la presentazione dell’autore scansionando il qr code qui sopra.
Il dormiente Benino
Rispetto all’installazione in largo Audiffredi, sulla destra si trova il primo personaggio del presepe: il dormiente. “È una figura misteriosa con più significati, è colui che dorme e sogna il presepe, dà vita al presepe e finché c’è questo sogno il presepe può nascere. Ma ha anche una accezione negativa, perché rappresenta l’uomo che dorme e non sente gli angeli che annunciano la nascita di Gesù. Ho scelto di rappresentarlo come una persona indigente - dice Gabriele Casu -. Ci ricorda le tante persone che vediamo nelle nostre città, che vedo spesso a Torino, e volevo includere anche loro nel presepe, perché è un loro diritto”.
Nel centro la Sacra Famiglia
“È con orgoglio che mostro questa tela, sono riuscito a fare uscire un po’ di me stesso. La Madonna è in posizione un po’ particolare, non siamo abituati a vederla stesa a terra vicina la bambino - continua l’artista -. La posizione richiama l’iconografia antica che mi è piaciuta molto. Vedere la Madonna stesa riesce ad avvicinare di più la collettività a quello che è il presepe”.
Stefania, il pastore con la lanterna e il meravigliato
Alla destra della Sacra Famiglia ci sono ancora tre personaggi. Da sinistra c’è Stefania, che Casu ha deciso di rappresentare come se fosse una mamma migrante. Vuole andare a vedere il bambino, ma gli angeli le impediscono di fargli visita. Allora si mette una pietra in grembo, facendo credere di avere un bambino per potersi avvicinare. Non appena arriva alla mangiatoia, il sasso starnutisce e capisce di avere un bambino tra le braccia. Il bambino si chiamerà Stefano.
Il personaggio centrale è l’uomo con la lanterna: rappresenta la ricerca. “Ho voluto dargli il mio volto - dice Gabriele -. Sono io e ho voluto rapportarmi con la pittura classica. Caravaggio mette il suo volto. Rappresenta la ricerca artistica”.
Il personaggio che guarda il cielo rappresenta la meraviglia, è l’evoluzione del dormiente. “Rappresenta il cammino nella fede che siamo invitati a fare”.
San Francesco, i magi e il pastore della meraviglia
A sinistra della Sacra Famiglia c’è San Francesco. “Ho deciso di rappresentarlo mentre comunica con gli altri personaggi. Incita i bambini a portare doni a Gesù”, spiega l’artista. Sono i magi la novità della rappresentazione sacra, che fanno del presepe allestito in largo Audiffredi un unico. “Sono bambini di diverse etnie per rappresentarli e per renderli partecipi di questo evento”. La novità nella rappresentazione dei magi la spiega anche don Sebastiano Carlo Vallati: “Ci siamo presi una licenza. Ci stava nell’ottavo centenario, come hanno fatto anche in Vaticano. Una licenza per dei magi pensati diversamente. È bello l’invito: andate. È un unicum”.
Infine, il pastore della meraviglia che si toglie il cappello in segno di rispetto, prova meraviglia e stupore di fronte alla nascita.
Gabriele Casu e don Carlo Vallati
Un presepe d’artista in centro Cuneo a 800 anni dal presepe di Greccio
25 dicembre 2023
Cuneo
Un presepe nel centro della città per celebrare un evento straordinario: gli ottocento anni dall’idea di San Francesco. In largo Audiffredi sono stati posizionati nel pomeriggio di lunedì 18 dicembre quattro sagome con dodici personaggi realizzati da Gabriele Casu, classe 1997, giovane artista dall’Accademia Albertina di Torino.
L’installazione, voluta e curata dalla diocesi di Cuneo-Fossano, è stata pensata proprio per stare all’esterno delle chiese, che hanno già il loro presepe, come dono alla città e ai suoi abitanti. “Un presepe che nasce per avvicinare le persone alla Natività”, dice l’artista.
Ci sono il dormiente, la Sacra Famiglia, i magi ritratti come bambini di diverse etnie, Stefania, il pastore con la lanterna, il meravigliato e San Francesco che sembra dire ai bambini di andare a vedere. Ed è proprio il vedere il tema portante dell’installazione che dà forma artistica e accompagna la Lettera pastorale della diocesi “Il presepe. Dal vedere all’adorare”.
Sabato 16 dicembre sono state presentate le tele, dalle quali sono state riprodotte su lastra in PVC 10mm ad altezza naturale per essere posizionate nel centro cittadino. “Quest’anno c’è un anniversario particolare: sono ottocento anni dal presepe - dice don Sebastiano Carlo Vallati, Vicario generale della diocesi di Cuneo-Fossano -. Abbiamo chiesto a Gabriele di pensare delle tele. Ma il vedere non doveva essere solo qualcosa di nostro e abbiamo pensato di allestire questo presepe a Cuneo e a Fossano”. A Fossano il presepe si trova nella piazza a fianco della Concattedrale.
Le tele originali sono esposte a Cuneo nel Museo diocesano San Sebastiano (contrada Mondovì) fino al 26 dicembre, e a Fossano nella Sala Ovale del vescovado vecchio (via Vescovado 8) dal 27 dicembre al 7 gennaio.
Un presepe contemporaneo
La contemporaneità del presepe viene resa attraverso la raffigurazione dei personaggi che lo compongono. Tutto ciò ad indicare il valore religioso e culturale della rappresentazione della Natività che ancora oggi può dare a pensare e a meravigliarsi di fronte all’evento della nascita di un bambino. È la prima volta che Gabriele Casu realizza delle tele per essere posizionate all’esterno e per la collettività. I personaggi sono tutti spiegati nella lettera pastorale, disponibile sul sito della diocesi (www.diocesicuneofossano.it), oppure è possibile rivedere la presentazione dell’autore scansionando il qr code qui sopra.
Il dormiente Benino
Rispetto all’installazione in largo Audiffredi, sulla destra si trova il primo personaggio del presepe: il dormiente. “È una figura misteriosa con più significati, è colui che dorme e sogna il presepe, dà vita al presepe e finché c’è questo sogno il presepe può nascere. Ma ha anche una accezione negativa, perché rappresenta l’uomo che dorme e non sente gli angeli che annunciano la nascita di Gesù. Ho scelto di rappresentarlo come una persona indigente - dice Gabriele Casu -. Ci ricorda le tante persone che vediamo nelle nostre città, che vedo spesso a Torino, e volevo includere anche loro nel presepe, perché è un loro diritto”.
Nel centro la Sacra Famiglia
“È con orgoglio che mostro questa tela, sono riuscito a fare uscire un po’ di me stesso. La Madonna è in posizione un po’ particolare, non siamo abituati a vederla stesa a terra vicina la bambino - continua l’artista -. La posizione richiama l’iconografia antica che mi è piaciuta molto. Vedere la Madonna stesa riesce ad avvicinare di più la collettività a quello che è il presepe”.
Stefania, il pastore con la lanterna e il meravigliato
Alla destra della Sacra Famiglia ci sono ancora tre personaggi. Da sinistra c’è Stefania, che Casu ha deciso di rappresentare come se fosse una mamma migrante. Vuole andare a vedere il bambino, ma gli angeli le impediscono di fargli visita. Allora si mette una pietra in grembo, facendo credere di avere un bambino per potersi avvicinare. Non appena arriva alla mangiatoia, il sasso starnutisce e capisce di avere un bambino tra le braccia. Il bambino si chiamerà Stefano.
Il personaggio centrale è l’uomo con la lanterna: rappresenta la ricerca. “Ho voluto dargli il mio volto - dice Gabriele -. Sono io e ho voluto rapportarmi con la pittura classica. Caravaggio mette il suo volto. Rappresenta la ricerca artistica”.
Il personaggio che guarda il cielo rappresenta la meraviglia, è l’evoluzione del dormiente. “Rappresenta il cammino nella fede che siamo invitati a fare”.
San Francesco, i magi e il pastore della meraviglia
A sinistra della Sacra Famiglia c’è San Francesco. “Ho deciso di rappresentarlo mentre comunica con gli altri personaggi. Incita i bambini a portare doni a Gesù”, spiega l’artista. Sono i magi la novità della rappresentazione sacra, che fanno del presepe allestito in largo Audiffredi un unico. “Sono bambini di diverse etnie per rappresentarli e per renderli partecipi di questo evento”. La novità nella rappresentazione dei magi la spiega anche don Sebastiano Carlo Vallati: “Ci siamo presi una licenza. Ci stava nell’ottavo centenario, come hanno fatto anche in Vaticano. Una licenza per dei magi pensati diversamente. È bello l’invito: andate. È un unicum”.
Infine, il pastore della meraviglia che si toglie il cappello in segno di rispetto, prova meraviglia e stupore di fronte alla nascita.
Gabriele Casu e don Carlo Vallati