L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

8 luglio 2026

cultura

Bellezza e sguardo stupito nei racconti e nelle poesie

09 dicembre 2023

Cuneo

Ironia e leggerezza non fanno a pugni con il realismo nei racconti e poesie raccolte in questa antologia di autori che hanno risposto al bando dell’Associazione Primalpe per il settimo concorso di “Cultura e tradizioni”. Si percepisce chiaramente che nei testi non c’è velleità letteraria, ma il desiderio di comunicare qualcosa di personale. Può essere l’emozione davanti a un paesaggio, la scoperta di un gesto che apre nuovi orizzonti, il ricordi di giorno trascorsi  o semplicemente una fiaba in cui scavare per trovare la morale nascosta. Le pagine sono punteggiate di ricordi legati anzitutto a persone. Sono genitori, sono nonni, ma anche persone che in qualche modo hanno giocato il loro ruolo nella famiglia, spesso colte nei giorni del tramonto. Eppure se anche è evidente la coscienza di un passato velato di nostalgia, è altrettanto netta la sensazione che questi momenti trascorsi hanno lasciato nell’animo degli autori una ricchezza da custodire, anche da condividere per essere testimoni di uno sguardo positivo sul mondo. È significativo, poi, che questa dimensione di leggerezza passi sempre attraverso delle relazioni. È il marito partito per la Russia e non più tornato, sentito con profonda nostalgia, ma anche grande dignità. È il gesto di accoglienza di un’”ombra buona, ombra madre” che si è “allontanata” in silenzio, ma ancora si percepisce presente. L’incursione nel mito dà spazio a un Prometeo che ha rubato il fuoco agli dei consegnandolo agli uomini consapevole che “ho fatto abitare dentro di loro le cieche speranze”. Tutto è all’insegna della bellezza. Dai paesaggi naturali a quelli dell’animo sono tratteggiati con sguardi di ricercata serenità. Persino il confronto con una malattia degenerativa fa scaturire l’esclamazione “ma io amo la luce”. Non è facile ottimismo. I testi hanno il valore di testimonianze di persone che non vogliono insegnare, ma soltanto raccontare. Lo chiariscono i curatori dell’antologia allorché scelgono per la prima pagina una citazione di Amos Oz: scrivere perché “qualcosa non sparisca, che non sia come se non fosse mai stato”. Lo stesso peso hanno le poesie che con registro diverso raccontano dello stupore davanti al mondo. È il cicaleccio mutevole del bosco, l’estate col piacere di stendersi nell’erba, la cappella le cui campane rispondono alle preghiere dei passanti. Le poesie tornano a osservare con delicatezza i moti dell’animo esprimendo il desiderio di non essere soli perché “ho bisogno di occhi su di me”, l’amore di fronte a cui arretra il “domani non v’è certezza”, l’affetto per i familiari colti in un’atmosfera sospesa di silenzio e tenerezza. “Guardo il mare e non ho più bisogno di niente” canta una voce anche se nella pagina prima un’altra lo percepisce come cupo dove “c’è tanto buio, c’è tanto freddo”: sensibilità diverse che nella nostalgia come nell’esperienza intima del silenzio e della pace trovano unità. Sembrano rispondere a quel sogno di ali per volare che ha bisogno però di un salto non sempre facile da compiere. Primalpe duemilaventitrè di artisti vari Editrice Primalpe euro 12

Concorso Libri Racconti Letture Poesie