politica
Elezioni regionali, prove per il Cirio bis
08 ottobre 2023
Cuneo
Cuneo - Il governatore Cirio incassa l’apprezzamento della premier Meloni al Festival delle Regioni che lunedì e martedì ha visto la presenza a Torino di tutte le più alte cariche dello Stato, compreso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha richiamato a un messaggio fortemente europeo di unità e solidarietà. Meloni, contestata anche in modo violento dagli studenti al suo arrivo, non ha ufficialmente incoronato Cirio per la corsa per il secondo mandato, ma il percorso nel centrodestra sembra ormai ampiamente tracciato. E mentre a Torino si parlava di Regioni e di Europa a Cuneo il ministro Calderoli garantiva elezioni anche per le Province e nello stesso giorno dell’election day, spazzando dubbi, che invece continuano a rimanere, sul futuro e sulle prossime scadenze elettorali.
A muoversi intanto sono i partiti ma non solo. Fratelli d’Italia, che accresce notevolmente le sue tessere in Piemonte e in provincia, in vista dei congressi locali, arruola nel Dipartimento Sanità del partito piemontese Mario Raviolo, direttore della Maxiemergenza 118 Piemonte dal 2009 e del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Asl Cn1 e primo commissario dell’Unità di crisi durante la pandemia Covid. Il partito della Meloni sta predisponendo la rosa dei nomi per le candidature per le regionali da sottoporre a Roma e gli aspiranti consiglieri sono tanti, non solo i meloniani della prima ora. Il partito in provincia rimarrà in mano sembra al segretario William Casoni, e tra i nomi da spendere in campagna elettorale, certo appaiono per ora soltanto due: il capogruppo uscente in consiglio regionale e vice coordinatore regionale Paolo Bongiovanni e l’ex consigliere provinciale braidese Roberto Russo. Potrebbe farcela anche Faderica Barbero in Invernizzi di Moretta, già candidata alla Camera un anno fa. In calo sembrano le possibilità di una candidatura dell’ex assessore regionale e provinciale all’agricoltura (all’epoca con la Lega) il cuneese Claudio Sacchetto.
La Lega è alle prese con un calo di preferenze che nei sondaggi è sempre più forte, e dunque cercano di farsi spazio gli attuali consiglieri regionali uscenti, il saluzzese Paolo Demarchi e il saviglianese Matteo Gagliasso ma soprattutto l’assessore alla sanità, Luigi Genesio Icardi, uno dei protagonisti della scena politica piemontese di questi quattro anni, che di casa fa sempre provincia di Cuneo, ovvero Santo Stefano Belbo. Ma ad agitare le acque in casa leghista non è soltanto la corsa regionale ma anche quella delle contemporanee, per ora, elezioni europee. Il segretario regionale Molinari da tempo aveva garantito che i due nomi piemontesi su cui la Lega puntava per il Parlamento Europeo nel maxi collegio del Nord-Ovest erano gli uscenti europarlamentari Alessandro Panza di Domodossola e la narzolese Gianna Gancia, ex presidente della Provincia. Ma sembra che Salvini voglia puntare tutto sul generale Roberto Vannacci, al centro dell’attenzione mediatica da settimane con il suo libro che gli ha causato la destituzione dal comando dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, dal ministro cuneese Crosetto. E se Vannacci dovesse correre non è detto che la Gancia non ripieghi sulla Regione.
Forza Italia dell’onnipresente Franco Graglia sta sgomitando per avere visibilità e spazi, con Marco Perosino, ex senatore, sindaco di Priocca e fedelissimo di Cirio, che aspetta alla porta ed è indeciso tra il partito e la lista del presidente. La scelta infatti di Cirio di puntare su una sua lista personale non è piaciuta soprattutto a Forza Italia che ha paura di arrivare a numeri risicati nello scacchiere regionale. E non è piaciuto il passo in avanscoperta fatto dal sindaco di Busca, Marco Gallo, che ha annunciato sui social e con manifesti 6x3 la sua candidatura con Cirio. Gallo, che è di Azione, fedele di Enrico Costa, non nasconde neppure le velleità di voler ambire non solo al parlamentino piemontese ma anche a un posto in giunta e al complicato assessorato alla sanità dopo la sua esperienza alla guida dell’assemblea dei sindaci dell’Asl Cn1.
E a rasserenare Graglia sembra che non sia neppure bastata la presenza di Alberto Cirio, su cui da tempo si ricorrono le voci di un possibile passaggio sul carro meloniano di Fratelli d’Italia, al “B Day”, la tre giorni di Paestum dove Forza Italia ha fatto il suo congresso nazionale ricordando il compleanno di Silvio Berlusconi senza più Berlusconi. Ed è la lista di Cirio a fare ombra ai partiti. Una lista che, come era avvenuto sul fronte opposto dieci anni fa per Chiamparino, potrebbe giocare un ruolo importante e catalizzare voti. Soprattutto per gli accordi di una lista che si definirebbe civica sui vari territori. A Cuneo e non solo con l’appoggio di Enrico Costa (anche se sembra potrebbe arrivare direttamente la “benedizione” di tutta Azione di Calenda per Cirio) e del suo ex portaborse, il presidente della Provincia Luca Robaldo, così come con il benestare dell’area degli ex Moderati di Mimmo Portas e soprattutto sotto la guida di Gian Luca Vignale, l’ex assessore regionale, ex An e oggi suo capo di gabinetto in Regione.