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11 luglio 2026

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La santità di Giacomo il Minore e la sua straordinaria somiglianza con Gesù nell’iconografia di area cuneese

14 maggio 2023

Cuneo

San Giacomo il minore San Giacomo figlio di Alfeo, detto anche “il minore” per distinguerlo da San Giacomo di Zebedeo conosciuto invece come “il maggiore”, “fu detto anche - secondo la Legenda aurea - fratello del Signore perché si dice che gli assomigliasse moltissimo. Così che, quando i Giudei andarono da Cristo per prenderlo, per non sbagliarsi e prendere al suo posto Giacomo, concordarono il segnale del bacio di Giuda che, conoscendolo molto bene, non aveva difficoltà a distinguerlo. A questo fatto fa riferimento anche Ignazio di Antiochia che, nella lettera a Giovanni evangelista dice: «Se mi sarà permesso verrò a raggiungerti a Gerusalemme per conoscere il venerabile Giacomo, soprannominato il Giusto, che dicono assomigliare moltissimo a Gesù sia nell’aspetto che nel modo di vivere e di agire, come se fossero gemelli. E dicono che, se lo vedrò, sarà come avere visto Gesù Cristo in ogni sua fattezza». Pur rilevando che gli Ebrei “chiamavano fratelli coloro che erano consanguinei sia da parte di padre che da parte di madre, il testo di Iacopo da Varazze soggiunge anche che egli era conosciuto sia come “Fratello del Signore”, sia come “il Giusto per l’altezza eccelsa della sua santità. Infatti, secondo Gerolamo, si distinse in mezzo al popolo per tale reverenza e santità che tutti facevano a gara per toccargli un lembo della veste”. E tanto basti per comprendere di quanta considerazione godesse San Giacomo il minore nella comunità originaria degli apostoli di Cristo. A rivestire un ruolo notevole nella piuttosto scarsa conoscenza che di questo apostolo si registra rispetto al suo omonimo è forse lo stesso aggettivo che accompagna il suo nome: “minore”. Un aggettivo che, in realtà insorto per evitare confusioni rimarcando la differenza di età che separava i due apostoli, si è poi involontariamente tradotto in una non identica rilevanza delle due figure: divenuta notissima quella di San Giacomo “maggiore”, verso la cui tomba a Santiago de Compostela nel medioevo si snodarono itinerari di pellegrinaggio oggi divenuti assai di moda per credenti e  “laici”; molto più nell’ombra quella di Giacomo il minore, nonostante il prestigio di cui egli godette nella comunità di Gerusalemme abbia fatto di lui, insieme a Paolo, uno degli imprescindibili interlocutori dello stesso Pietro nella messa a punto dei capisaldi su cui il successivo cristianesimo sarebbe venuto sviluppandosi. Proprio questa curiosa “marginalità” di Giacomo il Minore appare ben evidenziata nell’iconografia insorta a suo riguardo: raramente infatti questo apostolo – e la cosa vale sia per l’arte figurativa globalmente intesa che per quella cuneese di cui ci stiamo qui occupando – si vede assegnato un ruolo centrale, trovandosi invece quasi sempre consegnato a posizioni non certo di primo piano. E questo in netto contrasto con il ruolo primario che, pur con una comprensibile enfasi, viene sintetizzato da San Girolamo con le parole: “Giacomo, il fratello del Signore, chiamato da tutti il Giusto, resse la chiesa dalla morte di Cristo fino ai giorni nostri”. 1 - San Giacomo minore; Affresco (particolare); Seconda metà XV secolo; Autore ignoto; Cappella di San Salvatore; Macra. Fig. 1 - San Giacomo minore; Affresco (particolare); Seconda metà XV secolo; Autore ignoto; Cappella di San Salvatore; Macra. La marginalità assunta nel tempo da Giacomo il minore, pur considerato come uno dei nocchieri che guidarono la chiesa nelle difficili acque del suo tormentato inizio, è ben registrabile nella posizione a lui assegnata nella rappresentazione dell’intero collegio apostolico dipinta al di sotto del Cristo pantocratore nella cappella di San Salvatore a Macra (Fig. 1). Giacomo il minore è infatti collocato all’estremo margine sinistro della compagine apostolica, quasi ultimo tra gli ultimi di essa. Ciò non impedisce però che la sua figura, avvolta in un manto dorato sovrastante una tunica rossa, trasmetta quella santità che, trasparendo dai testi neotestamentari, viene rimarcata con forza anche dalla Legenda aurea: “Egli fu santo già nell’utero di sua madre, non bevette mai né vino né fermentati, non mangiò mai carne, le forbici non toccarono mai i suoi capelli, non fu unto con l’olio e non entrò mai nelle terme”. E fu forse proprio questa sua estrema austerità di vita a far considerare alla primitiva comunità apostolica la sua santità come del tutto eccellente, al punto da farne il primo tra gli apostoli non solo “a celebrare la messa”, ma anche a vedersi riconosciuto “l’onore di celebrare per primo la messa in Gerusalemme”. La sua figura, dunque, ben lungi dall’essere irrilevante, gioca un ruolo tanto centrale da indurre a pensarla come assolutamente imprescindibile per l’originarsi del cristianesimo e per il suo graduale prendere coscienza della propria identità. 2 - San Tommaso minore; Affresco (particolare); Inizi XVI secolo; Giovanni Botoneri; Santuario di San Magno – Cappella vecchia; Castelmagno. Fig. 2 - San Tommaso minore; Affresco (particolare); Inizi XVI secolo; Giovanni Botoneri; Santuario di San Magno – Cappella vecchia; Castelmagno. A consegnare San Giacomo il minore ad una posizione marginale, del tutto in contrasto col suo essere considerato come il primo fra gli apostoli a vedersi assegnato il compito di adempiere al comando fatto da Cristo nell’ultima cena di ripetere quel gesto in sua memoria, è proprio la rappresentazione di questo ultimo pasto di Cristo inserita nella decorazione della Cappella vecchia del santuario di San Magno a Castelmagno (Fig.2). L’apostolo infatti, in questo caso, trova posto all’estremità destra del tavolo cui siedono Gesù e gli altri undici discepoli. Rappresentato come un giovane imberbe e dai lungi capelli castani, egli si distingue dagli altri commensali per lo sguardo assorto e soprattutto per le sue mani incrociate sul petto, quasi a voler evocare il futuro digiuno che la Legenda aurea gli attribuisce da quel momento fino alla prima apparizione del Risorto: “Nel giorno della risurrezione poi, a Giacomo, che fino a quel momento non aveva toccato cibo, e agli altri che erano con lui apparve il Signore e disse: «Preparate la mensa e il pane». Poi prendendo il pane lo benedisse e lo porse a Giacomo il Giusto dicendo: «Alzati fratello mio e mangia, perché il Signore è risorto»”. 3 - San Giacomo minore; Affresco (particolare); Fine XIV secolo; Autore ignoto; Chiesa di san Peyre; Stroppo. Fig. 3 - San Giacomo minore; Affresco (particolare); Fine XIV secolo; Autore ignoto; Chiesa di san Peyre; Stroppo. Nelle iconografie, se Giacomo maggiore si distingue per la conchiglia e il bastone da pellegrino che porta sempre con sé, Giacomo minore appare spesso connotato da un fiore di cardo o da un bastone uncinato utilizzato nel medioevo per cardare la lana. Questo bastone avvolto al suo culmine di pur morbida lana, consentendoci di riconoscere la figura di Giacomo tra quelle degli apostoli raccolti in preghiera al capezzale della Vergine morente rappresentati nella chiesa di San Peyre di Stroppo (Fig. 3), è infatti ritenuto lo strumento attraverso il quale a questo apostolo, dopo un lungo martirio, venne definitivamente inflitta la morte: non essendo infatti egli ancora morto, sebbene fosse stato buttato giù dal pinnacolo del tempio di Gerusalemme, mentre i suoi carnefici indifferenti alle sue parole di perdono si accingevano a lapidarlo, «uno di loro prese un bastone da una tinozza e gli sferrò un gran colpo sul capo, facendogli schizzare il cervello». Ed è questo suo essere testimone della fede fino alla fine che viene rimarcato anche dall’affresco dipinto da Antonio Dragone di Monteregale nella cappella di Santa Croce a Mondovì (Fig. 4). In esso infatti, fra gli apostoli rappresentati all’interno di una serie di medaglioni che riportano il Credo, forse non a caso a Giacomo il minore viene assegnato un cartiglio sul quale è riportato proprio l’incipit della confessione cristiana di fede stessa: “Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra”. 4 - San Giacomo minore; Affresco; Seconda metà del XV secolo; Antonio Dragone da Monteregale; Cappella di Santa Croce; Mondovì. Fig 4 - San Giacomo minore; Affresco; Seconda metà del XV secolo; Antonio Dragone da Monteregale; Cappella di Santa Croce; Mondovì.
iconografia Legenda aurea San Giacomo detto Alfeo fratello del Signore