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11 luglio 2026

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San Gioacchino allontanato dal tempio e l’incontro con Sant’Anna alla porta aurea

19 marzo 2023

Cuneo

San Gioacchino La sterilità, intesa come impossibilità di generare figli in grado di garantire alla propria stirpe una continuità, è da sempre stata percepita nel mondo antico non solo come una sorta di disgrazia, ma addirittura come una esplicita maledizione divina. E questo in base ad una prospettiva che, pensando i figli come una benedizione del cielo, non poteva che guardare all’assenza di essi come a una silenziosa punizione da parte di una qualche divinità, nelle religioni politeiste, o da parte di Dio stesso, in quelle monoteiste. Così il tragediografo greco Euripide, nell’omonima opera teatrale, fa dire alla protagonista Andromaca: “Chi non ha fatto l’esperienza di avere figli certo ha meno dolori, ma nella sua prosperità è infelice”. Analogamente anche nel contesto dell’antico ebraismo, nel quale il comando di Dio «Siate fecondi e moltiplicatevi» si costituiva come l’ordine volto a perpetuare l’umanità, la sterilità non poteva che venire considerata come una grave sventura. E tuttavia essa, messa in scacco da Dio, vede la sua stessa negatività trasformarsi in positività e il suo costituirsi come maledizione enfatizzare l’inattesa benedizione riversata da Dio su coloro che gli sono fedeli: la nascita di Isacco da Sara ormai anziana, e la possibilità così concessa ad Abramo di porre le basi dello stesso popolo d’Israele, evidenzia proprio la potenza di Dio, capace di rovesciare anche questa presunta infertilità nel suo esatto contrario. E se la nascita dello stesso popolo ebraico è legato alla sterilità sconfitta da Dio, non sarà così strano che anche la nascita di Cristo avvenga, seppur indirettamente, nella scia di questa maledizione inaspettatamente capovolta da Dio in benedizione. Ad essere ormai del tutto inattesa è infatti la nascita della Vergine stessa che, figlia di Giacchino ed Anna, diverrà in seguito madre di Gesù: “Gioacchino, originario della Galilea e della città di Nazareth, – narra la Legenda Aurea, sulla scorta degli scritti apocrifi del Vangelo dello pseudo-Matteo e del Protovangelo di Giacomo –– prese in moglie Anna, originaria di Betlemme. Tutti e due erano giusti e procedevano secondo i comandamenti del Signore senza allontanarsene”. Il loro retto comportamento non impedì tuttavia che essi vivessero “per vent’anni, senza aver prole dal loro matrimonio: fecero allora voto al Signore che, se avesse concesso loro una discendenza, l’avrebbero dedicata al suo servizio”. La loro fiducia nel Signore non cancellava però la marginalizzazione sociale e religiosa che essi pativano e che avrebbe raggiunto il suo culmine quando il sacerdote, una volta che Gioacchino salì al tempio per presentare come di consueto un’offerta, “lo respinse con sdegno, rimproverandolo di avvicinarsi all’altare senza averne le qualità” e ricordandogli che “non era lecito che tra i fecondi stesse anche un infecondo”. 1 - San Gioacchino allontanato dal tempio; Affresco; Giovanni Mazzucco; Fine XV secolo; Santuario della Madonna del Bricchetto; Morozzo. Fig. 1 - San Gioacchino allontanato dal tempio; Affresco; Giovanni Mazzucco; Fine XV secolo; Santuario della Madonna del Bricchetto; Morozzo. Proprio questo momento, nel quale Gioacchino viene cacciato dal tempio in quanto “non aveva accresciuto il popolo di Dio”, trova una sua trasposizione figurativa nell’affresco realizzato da Giovanni Mazzucco alla fine del XV secolo e inserito nel ciclo delle storie della Vergine del Santuario della Madonna del Bricchetto a Morozzo (Fig. 1). La scena, pur risultando estremamente concisa, si rivela di grande efficacia. A fare da sfondo ad essa è una città – evidentemente volta ad evocare Gerusalemme attraverso forme attribuibili invece a un centro urbano dell’epoca del pittore stesso – costituita da alte mura all’interno delle quali si scorgono una fortezza merlata e alcune imponenti torri. Tra queste costruzioni quella che emerge è una basilica, evidentemente volta a rappresentare proprio quel tempio di Gerusalemme che la stessa Legenda aurea non esita a chiamare “chiesa”. Ed è proprio fuori dal tempio che un sacerdote, abbigliato con paramenti sacri realizzati con raffinati tessuti, sta letteralmente “spingendo” Gioacchino. Alle sue spalle, nell’arco della porta del tempio, si intravvedono alcuni volti che sembrano esprimere consenso all’azione del sacerdote. Il futuro padre della Vergine, voltandosi indietro e alzando le mani, più che stupito sembra amareggiato da quanto gli sta accadendo, considerandolo motivo di vergogna anche di fronte alla comunità di cui fino a quel momento era stato un attivo e solerte membro. 2 - San Gioacchino e l’Angelo; Affresco; Pittore ignoto; XV secolo; Santuario di Madonna dei Boschi; Boves. Fig. 2 - San Gioacchino e l’Angelo; Affresco; Pittore ignoto; XV secolo; Santuario di Madonna dei Boschi; Boves. “Gioacchino – continua la Legenda aurea – non volle neppure tornare a casa, tanto era la vergogna che provava, perché anche gli uomini della sua tribù lo avrebbero ingiuriato nello stesso modo”. Ritiratosi per un po’ di tempo nelle terre dove, sorvegliato dai pastori, il suo bestiame pascolava, “un angelo gli apparve, attorniato da un grande chiarore” e gli disse: “ho visto la tua vergogna e ho visto quanto ingiustamente l’onta della sterilità ti è stata gettata addosso (…). Dunque tua moglie Anna partorirà una figlia e le darete nome Maria (…). Così come lei nascerà da una madre sterile, altrettanto prodigiosamente da lei si genererà il Figlio dell’Altissimo (…) e, attraverso di lui, ci sarà la salvezza di tutte genti”. Proprio su questa apparizione dell’angelo, purtroppo più intuibile che leggibile a causa del deterioramento dell’opera, è incentrato un affresco conservato nel Santuario della Madonna dei Boschi a Boves (Fig. 2). In una valle rocciosa, sui cui pendii erbosi e popolati da alberi stanno pascolando pecore bianche e nere, non senza che due montoni ai margini del gregge siano impegnati ad affrontarsi, ad essere rappresentato è Gioacchino inginocchiato in preghiera. E l’angelo, riempiendo il cielo a lui sovrastante col gesto della sua mano destra e con le parole ormai invisibili del cartiglio che tiene nella sinistra, gli annuncia che la moglie avrà una figlia, strappandolo così allo stigma sociale che lo ha colpito. 3 - L’incontro tra Gioacchino e Anna; Affresco; Hans Clemer; Fine XV / Inizio XVI secolo; Parrocchiale dell’Assunta; Elva. Fig. 3 - L’incontro tra Gioacchino e Anna; Affresco; Hans Clemer; Fine XV / Inizio XVI secolo; Parrocchiale dell’Assunta; Elva. Lo stesso annuncio venne fatto subito dopo dall’angelo anche ad Anna, ormai affranta per la prolungata assenza del marito. Ed è a lei che l’angelo ordinò di affrettarsi ad andare alla porta principale di Gerusalemme, la cosiddetta “Porta aurea”, dalla quale il marito sarebbe rientrato in città. E fu proprio in prossimità di questa porta che Gioacchino ed Anna “andarono l’uno incontro all’altra, secondo quanto annunciato dall’angelo. Quando si videro furono felici e, rassicurati sulla loro discendenza, adorarono il Signore, tornando poi a casa ad aspettare con gioia che si avverasse la promessa divina”. Questo andare l’uno incontro all’altra, nell’affresco dedicato a questo evento nella parrocchiale dell’Assunta a Elva (Fig. 3), è condensato da Hans Clemer in un pudico abbraccio nel quale tuttavia avverrebbe addirittura il concepimento stesso di Maria: “Così abbracciando Gioacchino – recita infatti la didascalia latina sottostante all’immagine – da Sant’Anna venne concepita la Vergine Maria”. Un abbraccio che, avvenuto nei pressi delle mura di Gerusalemme, esprime dunque più la solennità del concepimento di Maria che non la gioia da esso suscitata. Una gioia che traspare invece con forza dall’affresco dipinto da Giovanni Mazzucco nel Santuario della Madonna del Bricchetto a Morozzo (Fig. 4). Qui, mentre l’abbraccio tra Gioacchino e Anna assume una plasticità che lo restituisce all’umano, a trasparire dagli occhi dei due coniugi ritrovatisi è l’affettuosa gratitudine che essi provano nei confronti di Dio che, concedendo loro una figlia, li ha liberati da un peso divenuto ormai insopportabile. 4 - L’incontro tra Gioacchino e Anna; Affresco (Particolare); Giovanni Mazzucco; Fine XV secolo; Santuario della Fig. 4 - L’incontro tra Gioacchino e Anna; Affresco (Particolare); Giovanni Mazzucco; Fine XV secolo; Santuario della
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