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sanità

Carle da svuotare per fare il posto al cantiere del nuovo ospedale

26 febbraio 2023

Cuneo

Cuneo - Smantellare il  Carle per costruire il nuovo ospedale intorno a ciò che resterà dell’edificio “vincolato” risalente agli  anni Trenta. La crealizzazione del grande nuovo ospedale unico di Cuneo deve necessariamente affrontare l’ostacolo della convivenza di un grande cantiere che deve abbattere molti edifici con reparti e ambulatori oggi funzionanti e operativi, con il contemporaneo mantenimento dei servizi dell’attuale nosocomio Carle di Confreria. Una convivenza che rischia di rimanere soltanto nominale, un annuncio riportato più volte e anche in modo ufficiale nella Conferenza di intenti dallo stesso direttore generale del Santa Croce e Carle, Elide Azzan. Nella realtà le cose sembrano muoversi verso soluzioni differenti  “È necessario - ha detto l’Azzan mercoledì 15 febbraio - che il Carle rimanga sempre operativo anche durante la costruzione. Siamo già al lavoro per fare in modo che questo sia reale perché è una nostra esigenza”. Nella realtà le cose sembrano muoversi verso soluzioni differenti e i primi a farsi sentire sono stati i sindacati. La Cgil per esempio ha chiesto con lettera protocollata garanzie sul mantenimento del servizio della psichiatria. Ma le voci di spostamento di servizi in altre sedi, anche se provvisorie, o di eventuali temporanee sospensioni di alcuni servizi sono quelle che stano preoccupando medici, dipendenti e i cittadini fruitori dei servizi stessi. Incontri, tavoli di confronto e collegio di direzione sono stati avviati già da settimane con l’analisi di proposte di spostamento di interi servizi o anche di vere e proprie strutture dal Carle di Confreria per lasciare spazio al cantiere quando sarà il momento. Lo spostamento potrà avvenire tra il Carle e il Santa Croce, anche se di spazi liberi all’ospedale cittadino non ce ne sono molti, all’interno della stessa azienda sanitaria, o momentaneamente anche in altre strutture di Cuneo. Ma quello che preoccupa il personale sono le ipotesi di spostamenti, chissà dove e chissà per quanto, in altri ospedali della provincia, non solo dell’Asl Cn1 (Fossano, Saluzzo e soprattutto Mondovì che ha molti spazi vuoti e che punterebbe ad accaparrarsi la Dialisi) ma addirittura Verduno (a cui sembra non dispiacerebbe la Farmacia robotizzata). Con spostamento di servizi, personale e macchinari.  Quello che allarma ancora di più non è lo spostamento annunciato come momentaneo dei servizi ma la chiusura di certi servizi a Cuneo o il loro “difficile” ritorno nel capoluogo dopo il periodo necessario per costruire il nuovo ospedale o ali specifiche del nuovo ospedale.  È stato infatti ribadito anche dal privato che ha presentato il progetto del PPP, partenariato pubblico privato, che per la costruzione si potrà usare la tecnica del “fast track” con cui le fasi di progettazione ed esecuzione sono svolte in parziale sovrapposizione. Dunque a step successivi con costruzioni di parti di ospedale che possono entrare autonomamente in funzione.  Dai vertici dell’ospedale si continua a ribadire che nessun servizio sarà chiuso o spostato ad altre aziende sanitarie. Quel che è certo è che la medicina interna, sdoppiata nei due presidi ai tempi della direzione Baraldi, sarà ricompattata al Santa Croce in un unica grande struttura. Il Carle, inaugurato nel 1935 come sanatorio della tubercolosi per poi subire, nel tempo, diversi ampliamenti, è un ospedale che oggi conta 213 letti in otto strutture mediche, un secondo livello delle malattie infettive, una rianimazione, una farmacia completamente robotizzata, una radiologia, oltre a tanti ambulatori. Lì si sono concentrate negli anni molte strutture mediche. Ci sono le strutture complesse di dermatologia, di endocrinologia e diabetologia, di geriatria, di malattie infettive e tropicali, di medicina interna Carle, di nefrologia e dialisi, di oncologia, di pneumologia, di psichiatria e poi le strutture semplici di allergologia e fisiopatologia respiratoria, di reumatologia, di neuropsichiatria infantile e poi ancora il Cas (Centro Accoglienza e Servizi), l’ambulatorio di genetica medica. Oltre l’attività della Farmacia ospedaliera, rivolta principalmente alle strutture sanitarie ma anche al cittadino con il servizio di distribuzione diretta di alcune tipologie particolari di farmaci per pazienti in dimissione da ricovero.
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