economia
A Confreria il nuovo Carle sarà pronto nel 2028
16 febbraio 2023
Cuneo
Cuneo - A Confreria il nuovo ospedale di Cuneo sul sito del Carle sarà pronto e operativo nel dicembre del 2028. Lo ha riferito l'assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi insieme al presdiente Alberto Cirio presentando il cronoprogramma che porterà alla costruzione del nuovo ospedale hub della provincia di Cuneo.La scelta è fatta, il nuovo ospedale di Cuneo sarà costruito con un partenariato pubblico privato.
“Gli esiti dell’analisi comparativa commissionata dall’Azienda ospedaliera - dice l’assessore Luigi Genesio Icardi - tra i diversi sistemi di finanziamento dell’opera fanno ritenere la proposta di partenariato pubblico privato più conveniente rispetto all’appalto ordinario e alla locazione Inail. È una valutazione che tiene conto degli aspetti economici e finanziari, ma anche di fattori qualitativi e motivazionali, come l’impatto sociale della riduzione dei tempi di costruzione del nuovo ospedale, che nel caso del partenariato verrebbe costruito nel giro di cinque anni, contro una tempistica media di realizzazione delle opere pubbliche complesse in Italia di circa quindici anni”.
Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle e Regione hanno presentato le risultanze redatte dall’Advisor incaricato, la Paragon Business e il gruppo di lavoro aziendale di analisi del processo specifico clinico gestionale del futuro nuovo ospedale. E dei tre progetti messi a confronto, partenariato privato con il cofinanziamento regionale di 148 milioni, i fondi Inail e l’appalto normale con tutti soldi statali ex articolo 20 per l’edilizia sanitari, il cosiddetto PSC (Public Sector Comparator), che è il documento finale che indica quale sia il progetto più conveniente, sembra non lasciare dubbi: la proposta della Inc. Spa della famiglia narzolese di Matterino Dogliani è quella più sicura, più rapida e più economica.
La proposta del privato
La proposta di progettazione, costruzione e gestione avanzata dai privati prevede un costo complessivo per la realizzazione dell’opera di 410 milioni di euro, con una quota di finanziamento a carico della Regione di 148 milioni di euro (fondi dell’Articolo 20). La Regione mette quei soldi e poi non “rischia” più niente e non ha indebitamento sul bilancio.
Il privato oltre alla costruzione del progetto tramite la convenzione avrà anche la gestione dell’immobile, le manutenzioni, una parte importante di servizi accessori per vent’anni. L’Azienda ospedaliera pagherà un canone di investimento di 22,7 milioni euro all’anno e un canone servizi relativi a manutenzione ordinaria, energia e manutenzione straordinaria che potrebbe aggirarsi intorno ai 23 milioni. Dopo 20 anni, l’immobile diventerà di proprietà pubblica.
L’area coinvolta è di 138 mila metri quadrati e il progetto prevede 653 posti letto ordinari, 43 di Day Hospital e 109 Tecnici. La superficie costruita per posto letto è di 150 metri quadrati.
Il cronoprogramma per il nuovo ospedale
Ora nella Conferenza di intenti sul nuovo ospedale di Cuneo, convocata ieri pomeriggio, mercoledì 15 febbraio, in Provincia, l’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi con il presidente Alberto Cirio e il direttore generale del Santa Croce e Carle, Elide Azzan, hanno dettato un cronoprogramma preciso per arrivare, prima della fine della legislatura regionale (la primavera del 2024), ad aver definito il progetto. Approvate il Psc ovvero lo studio comparativo, l’analisi clinico gestionale e l’adeguamento del progetto secondo le richieste fatte direttamente dall’Azienda ospedaliera, entro maggio 2023 si apre la Conferenza dei Servizi che porterà alla delibera di approvazione del progetto. Questo porterà alla definizione e alla pubblicazione dell’appalto entro ottobre 2023 e da quel momento partiranno i cinque anni utili per la costruzione e la fruibilità del progetto. La gara di concessione dovrà procedere alla valutazione delle offerte e all’aggiudicazione concessione con l’individuazione dell’azienda in grado di realizzare il progetto presentato dal privato promotore. Perché potrebbe essere non necessariamente chi ha presentato la proposta. Secondo la norma europea alla gara può partecipare chiunque: il promotore ha dei vantaggi perché può godere del diritto di prelazione, e può anche aggiudicarsi la gara qualora la sua offerta non sia risultata vincente, salvo dover rimborsare all’effettivo vincitore i costi della sua partecipazione. Se il promotore decide di non attivare la prelazione, sarà il vincitore della gara a dover rimborsare al promotore il costo del suo progetto.
Entro il marzo 2024 cioè prima delle fine della legislatura regionale, si procederà all’acquisizione delle aree che mancano, alla Conferenza definitiva e alla progettazione esecutiva perché il progetto deve essere sottoposto a conferenza dei servizi per le autorizzazioni preliminari in particolare di tre enti ovvero del Comune, della Soprintendenza e dei Vigili del fuoco.
A dicembre 2024 si potrà dare inizio ai lavori di costruzione per fasi che dovrebbero terminare entro dicembre 2028 quando il nuovo ospedale Santa Croce e Carle nel sito di Confreria dovrà essere finito e utilizzabile. D’altra parte il privato una volta aggiudicato l’appalto avrà tutto l’interesse a realizzare l’investimento di soldi suoi in tempi molto più celeri rispetto a un appalto tradizionale e soprattutto nel rispetto dei costi preventivati, perché ogni aumento non sarà a carico del pubblico ma del costruttore.
Per la costruzione si potrà usare la tecnica del “fast track” con cui le fasi di progettazione ed esecuzione sono svolte in parziale sovrapposizione.
“Anche perché - ribadisce il direttore generale Elide Azzan - è necessario che il Carle rimanga sempre operativo anche durante la costruzione. Siamo già al lavoro per fare in modo che questo sia reale perché è una nostra esigenza. Al Carle abbiamo 213 letti oggi in otto strutture mediche, un secondo livello delle malattie infettive, una rianimazione, una farmacia completamente robotizzata, una radiologia, oltre a tutti gli ambulatori”.
Il percorso di analisi dei rischi/benefici
A illustrare il percorso che ha portato alla valutazione dei rischi e dei benefici a favore del partenariato pubblico privato è stato il dirigente regionale Sandro Peruzzi. La valutazione è stata compiuta prendendo come riferimento di partenza la proposta progettuale, contrattuale ed economica del promotore, il parere del Gruppo di lavoro tecnico Regione (Ires e Politecnico di Torino), il parere del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipe) e le linee guida Anac sulla public sector comparator. Gli advisor hanno provveduto cioè ad effettuare un confronto di convenienza economica tra la proposta di project financing pervenuta e le altre forme di finanziamento. La convenienza viene misurata analizzando tutti i costi previsti per la realizzazione di un opera in project financing, confrontandoli con quelli di un appalto tradizionale inclusi i costi della componente di rischio, maggiori tempi e maggiori costi di costruzione essenzialmente.
“L’ospedale non è di destra o di sinistra è un servizio ai cittadini - ha detto Alberto Cirio - ed è per questo che abbiamo pensato a questa conferenza di intenti che è qualcosa in più. In questo senso questo processo è un’anomalia ma è una possibilità in più aperta a tutti prima della Conferenza dei servizi che per norma regola chi ne deve fare parte. Ho visto troppi progetti brutti e fatti male, dall’ospedale di Verduno all’infinita Asti-Cuneo e non voglio che si ripeta questo iter per l’ospedale Hub della provincia di Cuneo, che è di tutta la provincia”.
Cosa sarà del Santa Croce?
Nella conferenza c’è anche il tempo per l’assessore Icardi di spendere qualche parola in merito al futuro del Santa Croce nel centro città.
“Faremo a Cuneo come stiamo facendo con le altre strutture sanitarie della provincia - ha ribadito Icardi - rifunzionalizzandole, magari diminuendone la cubatura. Serviranno per la medicina di territorio, per le case e gli ospedali di comunità: dei fondi ex articolo 20 che abbiamo a disposizione abbiamo previsto 26 milioni di euro per il vecchio ospedale San Lazzaro di Alba, 20 per il Santo Spirito di Bra, 10 per il primo lotto dell’Ospedale Civico di Saluzzo e così faremo per il Santa Croce”.
La Inc Spa di Torino
La Inc Spa di Torino, che è il privato che ha presentato ufficialmente il progetto e il partenariato pubblico privato, è una grande azienda, leader nel settore delle grandi infrastrutture (la 19ª in Italia nella classifica delle imprese), con un volume di affari annuo di 200 milioni di euro e che ha radici cuneesi. È nata infatti dalla famiglia Dogliani che detiene il controllo della Fininc Spa che fa parte del gruppo. Guidata dal narzolese Matterino Dogliani la società ha realizzato nell’ultimo decennio alcune tra le più importanti commesse pubbliche italiane sia nel campo stradale, sia in quello ferro-tranviario e si è candidata a costruire le infrastrutture strategiche di mezzo Piemonte, facendo offerte per il tunnel di base della Tav, Aspi-Autostrade per l’Italia e anche per l’Asti-Cuneo. Il Gruppo detiene anche il 51% del Consorzio Stabile Sis a cui è andato il circuito delle autostrade del Piemonte dell’ex Gavio, dalla tangenziale di Torino all’A21 Torino-Piacenza ma soprattutto è una delle due aziende giunte alle proposte finali del Parco della Salute di Torino. Da tempo infatti il gruppo guarda alla sanità con la costruzione del Nuovo Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano (155 milioni), oltre ad aver costruito già l’ospedale di Mondovì dal 2002 al 2008.

