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9 luglio 2026

economia

Prefettura e Questura, 12 interinali rischiano il posto

09 dicembre 2022

Cuneo

Cuneo - Sono dodici i lavoratori in somministrazione presso il Ministero dell’Interno che a Cuneo da fine marzo rischiano di rimanere senza contratto. Sono tutte donne, laureate e non, lavoratrici assunte dalle agenzie interinali Manpower e Gi Group, ma che svolgono la loro attività presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione, 8 in Prefettura, 3 in Questura, 1 nell’ex progetto Emas. Assunte tra marzo e aprile 2020 per il progetto dell’Emersione del lavoro nero e dopo 6 mesi, alla prima scadenza del contratto, sulla scia dell’Emergenza Covid sono state riconfermate fino al 31 dicembre 2021. Nel frattempo, con lo scoppio della guerra in Ucraina e la mole di lavoro che con i primi profughi in arrivo si è riversata sugli uffici che si occupano delle pratiche di immigrazione, i contratti sono stati nuovamente rinnovati di altri tre mesi, fino a marzo e poi nuovamente fino al 31 dicembre 2022. Concluse le pratiche relative all’emersione, il personale in somministrazione è stato utilizzato per coprire tutti i servizi relativi allo Sportello Unico per l’Immigrazione: il rilascio dei nulla osta all’assunzione dei lavoratori stranieri nell’ambito delle quote previste dal Decreto dei flussi migratori, in particolare per gli stagionali dell’agricoltura che lavorano per le aziende associate a Coldiretti e alle altre associazioni di categoria, i ricongiungimenti familiari e le conversioni dei permessi di soggiorno da lavoro stagionale a subordinato. Servizi essenziali che rischiano di subire un’interruzione in un momento storico in cui l’immigrazione continua a rimanere un tema di grande attualità “È difficile capire come uno Stato che tramite il Ministero del Lavoro si occupa di controllare che ci siano abusi, si comporti così con i propri lavoratori - dice, anche a nome dei colleghi, Luciana Cherasco, una delle interinali della Prefettura -. E’ frustrante e umiliante, non dimentichiamo che dietro questi numeri ci sono persone e famiglie”. Ad oggi pare che ci potrebbe essere una nuova proroga dei contratti, la quinta, con scadenza 27 marzo 2023, ma per il futuro non c’è alcuna certezza. “Il problema è che per questi lavoratori non sembra esserci una visibilità oltre questo termine - spiega Sophia Adrienne Livingstone, segretaria generale Nidil Cgil Cuneo -. Non c’è nessuna certezza sul loro futuro dopo tale data, sono a rischio i diritti non solo dei lavoratori, ma in questo caso anche i diritti essenziali delle persone che vengono gestite da loro, cioè i migranti e i richiedenti asilo. Senza dimenticare poi che il loro operato è particolarmente importante anche per le Forze di Polizia che altrimenti, per svolgere questi servizi amministrativi, sarebbero costrette ad utilizzare degli agenti in servizio, sottraendo numeri ed energie al presidio del territorio. C’è poi un problema etico, che risiede nella modalità di utilizzo della somministrazione, il lavoro temporaneo deve essere temporaneo e di fronte a un’esigenza strutturale bisognerebbe stabilizzare questi lavoratori riconoscendo il valore del servizio prestato fino ad ora”. Nella nuova legge di Bilancio è previsto lo stanziamento di 37 milioni di euro per stabilizzare il lavoro precario all’interno dei Ministeri, in particolare quello relativo agli uffici Immigrazione. La norma però presenta diverse incongruenze. In primis c’è il rischio di un imponente taglio del personale che è stato individuato in sole 300 unità a fronte delle oltre 600 attualmente impiegate. Nessuna garanzia di continuità occupazionale viene poi fornita ai lavoratori attualmente in servizio, anzi si lascia presupporre che verrà pubblicato un nuovo bando da cui però loro rimarrebbero tagliati fuori non potendo appoggiarsi ad alcuna clausola di solidarietà o altre forme di prelazione essendo ormai scaduti i termini del contratto. Un problema che non è soltanto cuneese, ma che in tutta Italia interessa 1150 lavoratori. FeLsa Cisl, Nidil Cgil e UilTemp hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale per mercoledì 21 dicembre a Roma per chiedere assunzioni dirette a tempo indeterminato presso Prefetture e Questure con bandi pubblici che rispettino le norme della legge ma che prevedano l’assegnazione di punteggi di merito per i lavoratori che già sono impiegati da tempo in questi uffici.
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