politica
Consiglio con poche novità, prove di equilibrio per la nuova giunta
01 luglio 2022
Cuneo
Cuneo - Quel che è certo dopo il risultato del ballottaggio al di là della vittoria di Patrizia Manassero è la composizione del consiglio comunale. In realtà sono certi i 32 nomi che con le elezioni del 12 giugno hanno conquistato un posto nel parlamentino cuneese. Alcuni di loro, presumibilmente 9, se il numero dei componenti di giunta verrà confermato sulla scia di quella di Borgna, passeranno dalle sedie del consiglio ai banchi della giunta, lasciando posto ai primi esclusi. Per ora il consiglio comunale della prima donna sindaco di Cuneo è nettamente al maschile, solo una su quattro dei consiglieri è donna: 8 contro 24 uomini. Nelle successive surroghe a chi entra in giunta le donne potrebbero salire a 13.
Venti sono i consiglieri della maggioranza di Manassero: sette a testa per il Pd e Centro per Cuneo e tre a testa per Crescere Insieme e Cuneo Solidale Democratica. Per il Pd Antonino Pittari, Sara Tomatis, Carla Santina Isoardi, Gianfranco Demichelis, Erio Ambrosino, Carmelo Noto e Domenico Giraudo. Per Centro per Cuneo entrano Luca Serale, Valter Fantino, Cristina Clerico, Luca Pellegrino, Davide Dalmasso, Ettore Grosso e Silvano Enrici. Per Crescere Insieme in consiglio entrano Paola Olivero, Elio Beccaria e Andrea Girard e per Cuneo Solidale Democratica Marco Vernetti, Alessandro Spedale e Stefania Maria D’Ulisse.
I 12 della minoranza sono 5 del centrodestra: il candidato sindaco Franco Civallero, 2 a Fratelli d’Italia, Noemi Mallone e Massimo Garnero, uno solo alla Lega Valter Bongiovanni e uno a SìAmo Cuneo, ed è Mavy Civallero. Sono quattro i consiglieri della coalizione Toselli: la candidata perdente Luciana Toselli, due di Cuneo per i Beni Comuni, Nello Fierro e Ugo Sturlese e uno di Cuneo Mia, Claudio Bongiovanni. Due sono per gli Indipendenti: il candidato sindaco Giancarlo Boselli e il capolista Paolo Armellini, e un posto per il candidato sindaco Giuseppe Lauria.
Su 32 sono solo 9 i volti nuovi, quattro in maggioranza (Ettore Grosso, Elio Beccaria, Andrea Girard e Stefania Maria D’Ulisse), e cinque all’opposizione (Franco e Mavy Civallero, padre e figlia, Noemi Mallone, Claudio Bongiovanni e Paolo Armellini). 21 le conferme rispetto al consiglio attuale e due i ritorni: Erio Ambrosino uscito come Cuneo Solidale rientra via Pd, e Giancarlo Boselli uscito dall’amministrazione dieci anni fa come vicesindaco del Pd rientra all’opposizione come candidato sindaco perdente degli Indipendenti.
Ora la composizione del consiglio dipenderà anche dalla giunta. In minoranza nessun avvicendamento e nessuna rinuncia, neppure dello sconfitto Franco Civallero, come qualcuno voleva far credere.
Patrizia Manassero, che è diventata ufficialmente sindaco con la firma del verbale di proclamazione e di verifica della regolarità redatto martedì 28 giugno (e la giunta è decaduta) sarà proclamata sindaco in forma solenne lunedì 4 luglio alle ore 10,30 in nel Salone d’Onore del Palazzo Municipale. In questi giorni è alle prese con la costituzione della giunta. Un lavoro non facile di equilibri, di ricerca di competenze, di esiti elettorali e di accordi pre-elettorali più o meno chiari. Ma anche, essendo Cuneo capoluogo, anche di equilibri non solo comunali, ma almeno provinciali.
“Come già annunciato in campagna elettorale il vicesindaco sarà Luca Serale, - spiega a tre giorni dal voto la sindaca Manassero - mentre per quanto riguarda sia la composizione della Giunta sia l’assegnazione delle deleghe, partiamo in queste ore a lavorare con i gruppi per arrivare alla definizione quanto prima. Sarà una composizione che terrà conto sia delle competenze che delle preferenze ottenute. Guardando i risultati elettorali delle quattro liste che fanno parte della nostra coalizione, sono emerse delle indicazioni interessanti da parte dei cittadini di cui sicuramente terremo conto”.
Il tentativo che sembra intenzionata a fare la Manassero è quello di arrivare lunedì alla proclamazione con l’annuncio della giunta. Ma gli equilibri da trovare, sono tanti e tutti interni alle liste, senza “tecnici” esterni. In questi giorni sembra stia procedendo a chiedere alle quattro liste che l’hanno portata alla vittoria una rosa di almeno tre nomi, e in ogni rosa almeno una donna. Fatta eccezione per Centro per Cuneo che ha già garantito il vice Serale. Secondo gli accordi per giunta e presidente del consiglio, due posti a testa sarebbero per le liste di Crescere Insieme e Cuneo Solidale Democratica, quattro quelli per Centro per Cuneo (con il vice sindaco) e due per il Pd che ha già il sindaco. Se così fosse Crescere Insieme potrebbe fornire una rosa composta da Paola Olivero e sembra Mario Di Vico o Luca Paschiero, con la Olivero, prima della lista con 218 voti, sicura di una riconferma in giunta (in quel caso a subentrare in consiglio sarebbero proprio o Di Vico o Paschiero). Per Cuneo Solidale Democratica la rosa potrebbe essere formata dai tre con più voti, l’uscente Vernetti, Spedale (che fino all’ultimo è stato nella triade dei possibili candidati sindaco) e la D’Ulisse con i primi due in pole (subentrerebbero due nuovi nomi Alessia Deninotti e Guido Otta). Più complessa è la situazione dei due gruppi con più consiglieri, anche perché in questi giorni sarebbe spuntato un accordo pre-elettorale tra i responsabili delle liste (Beppe Delfino e il segretario provinciale del Pd, il saluzzese Mauro Calderoni) che garantirebbe a chi ha rinunciato alla candidatura a sindaco, in questo caso Centro per Cuneo, ben cinque posti in caso di parità di consiglieri e di risultato simile a quello di cinque anni fa. Una situazione che lascerebbe al Pd, primo tra i gruppi, soltanto un assessorato. L’accordo tra Pd e il Centro, in particolare Azione di Costa, non riguarda soltanto il Comune di Cuneo, ma dentro ci sarebbe anche la “questione” della futura presidenza della Provincia. Una grana in più per la neo sindaca che deve stare attenta anche agli equilibri del suo partito (già nella trattativa per la candidatura al tavolo non c’era solo il Pd di Cuneo ma il segretario provinciale) che sicuramente spinge per portare in giunta Sara Tomatis, premiata dal voto e che arriva già dall’esperienza in consiglio. Nella rosa potrebbe finire un uomo di esperienza come Domenico Giraudo, che la Manassero vuole al suo fianco, ma c’è anche Antonino Pittari, primo nelle preferenze personali. Nelle eventuali surroghe per il passaggio in giunta i primi due esclusi sono la neofita Claudia Carli e l’uscente Carlo Garavagno.
Centro per Cuneo ha una sfilza di ex assessori in pole: già in giunta Serale, la rosa degli altri tre secondo il voto sarebbe composta da Fantino, Clerico e Luca Pellegrino, ininterrottamente consigliere dal 2007. Resterebbe in questo caso fuori dalla giunta Davide Dalmasso, se l’accordo dovesse saltare o essere modificato. Nel caso di quattro assessori subentrerebbero le neofite Monica Pellegrino e Flavia Barbano e gli uscenti Vincenzo Pellegrino (la cui elezione è legata anche alla sua carica di consigliere provinciale) e Maria Laura Risso. Nel caso gli assessori fossero davvero cinque ci sarebbe il ritorno anche di Serena Garelli.
Fibrillazioni che la Manassero dovrà tenere sotto controllo per tenere compatta una maggioranza solida nei numeri ma divisa esattamente in tre piedi senza uno dei quali non può reggere (i 7 consiglieri Pd, i 7 di Centro per Cuneo e i 6 delle altre due liste civiche).