cuneo
Egr. Direttore,
sull’ultimo numero de “La Guida” del 3 febbraio scorso, in prima pagina, si ritorna a parlare di acqua con l’articolo “Acqua pubblica, bocciato anche l’ultimo ricorso privato, ora Cogesi può subentrare”. Notizia importante, proprio da prima pagina! Racconta della bocciatura definitiva dell’ultimo dei ricorsi fatti dai privati e mette un punto fermo, definitivo, sul fatto che, in provincia la gestione dell’acqua deve essere e sarà solo pubblica.
Quanto scritto mi fa andare indietro di 20 anni e mi fa ricordare le principali tappe di questo lungo cammino.
Tre date vanno fissate. Date che cadono curiosamente a dieci anni una dall’altra: 2001, 2011 e 2021.
1) 2001. Sulla spinta del primo Forum Sociale Mondiale tenuto a Porto Alegre in Brasile nel gennaio 2001 e del Manifesto dell’acqua dell’economista Riccardo Petrella, pubblicato lo stesso anno, nasce in Italia il Forum Italiano dei movimenti dell’acqua. E’ una compagine vasta ed eterogenea che dà vita a molte iniziative di sensibilizzazione, colorate e innovative, soprattutto in vista del referendum per l’acqua pubblica. Al suono di: “Si scrive acqua, si legge democrazia” si sviluppa la campagna referendaria, nell’indifferenza dei principali mass media e nello scetticismo generale (negli anni precedenti ben 24 referendum non hanno raggiunto il quorum richiesto del 50%). Ma per l’acqua pubblica è diverso, c’è una forte carica valoriale ed anche a Cuneo si tengono manifestazioni con grande entusiasmo e coinvolgimento.
2) 2011. Il 12 e 13 giugno si tiene il Referendum con, tra gli altri, due quesiti sull’acqua: il primo chiedeva di abolire l’obbligo per le amministrazioni locali di bandire, entro l’anno, le gare per l’affidamento del servizio idrico. Il secondo quesito proponeva di togliere dalla tariffa idrica la remunerazione del capitale investito. Il combinato disposto dei due quesiti sbarrava di fatto la strada verso la privatizzazione del servizio idrico in Italia. Il referendum ebbe un esito molto positivo superando agevolmente l’asticella del 50% con l’affluenza al 57% ed il 95% dei votanti a favore del sì. A Cuneo il risultato è stato ancora più tondo con un punto percentuale in più della media nazionale ( primo quesito,sulla privatizzazione dell’acqua: 95,9%; il secondo, sui profitti sull’acqua: 96,3%). L’acqua, oro blu, bene fondamentale per l’intero pianeta e per l’umanità, almeno in Italia, è stato salvaguardato. Ma la partita non era conclusa. Anzi! Iniziava la parte più difficile: tradurre il principio in atti concreti rendendo effettivamente l’acqua un bene comune nel nostro territorio provinciale (ATO4).
3) 2022. E arriviamo all’oggi. A distanza di 11 anni dal referendum sono stati respinti tutti i ricorsi mossi dai privati per la gestione dell’acqua in provincia di Cuneo. Il Tribunale Superiore delle Acque di Roma, dando ragione alla parte pubblica, mette la parola fine al contenzioso con i privati.
E’ stato un decennio molto impegnativo nel quale la parte privata, presente nelle società miste che gestiscono il servizio integrato, le ha provate tutte per impedire l’attuazione del dettato referendario. In ultimo il ricorso al Tribunale con tutto quello che ciò comporta. Le sentenze definitive, oltre a chiudere il capitolo per il nostro territorio, che ha fatto da apripista, diventano riferimento giurisprudenziale per molte altre realtà sparse in Italia. Anche questo è un risultato molto importante!
La fine bella della storia dell’acqua pubblica in provincia, però, non era per nulla scontata. Perché forti sono state le pressioni e, se non si teneva la barra dritta e con convinzione e caparbietà si lavorava in questa direzione, probabilmente non saremmo arrivati oggi a gioire per questo risultato. Come comunità provinciale dobbiamo ringraziare chi si è speso in tutti questi anni, senza tentennamenti o indietreggiamenti in questa battaglia. Sia sul fronte movimentistico, per arrivare all’esito positivo del referendum e per pungolare la rapida attuazione di quanto indicato nel referendum, sia sul fronte istituzionale per rendere reale il dettato referendario negli anni successivi. In particolare vorrei ricordare e ringraziare Guido Lerda, Assessore del Comune di Cuneo all’Acqua Pubblica, che, con tenacia e competenza, da sempre, ha lavorato per raggiungere questo obiettivo. Sicuramente senza il suo fondamentale apporto, il risultato sarebbe ancora nella sfera dei sospirati desiderata.
Il tempo trascorso, in modo più pertinente potremmo dire la molta acqua passata sotto i ponti, e le nuove problematiche pandemiche rischiano di offuscare l’importanza storica di questo risultato. Ma è sicuramente un risultato storico. Segna una via di non ritorno e andrà a beneficio delle generazioni future.
Come fu storica la scelta dei nostri padri, all’inizio dell’altro secolo di dotare la città di Cuneo di acqua di sorgente, captandola alle sorgenti del Bandito e portandola in città attraverso l’Acquedotto di Cuneo, per poi, negli ultimi decenni, condividerla con molti comuni vicini. Ma questa è un’altra bella storia che andrebbe fissata e raccontata. Alla base, sempre, persone che hanno guardato con lungimiranza al futuro e non al ritorno né personale né immediato.
Si scrive acqua si legge democrazia
10 febbraio 2022
Cuneo
Egr. Direttore,
sull’ultimo numero de “La Guida” del 3 febbraio scorso, in prima pagina, si ritorna a parlare di acqua con l’articolo “Acqua pubblica, bocciato anche l’ultimo ricorso privato, ora Cogesi può subentrare”. Notizia importante, proprio da prima pagina! Racconta della bocciatura definitiva dell’ultimo dei ricorsi fatti dai privati e mette un punto fermo, definitivo, sul fatto che, in provincia la gestione dell’acqua deve essere e sarà solo pubblica.
Quanto scritto mi fa andare indietro di 20 anni e mi fa ricordare le principali tappe di questo lungo cammino.
Tre date vanno fissate. Date che cadono curiosamente a dieci anni una dall’altra: 2001, 2011 e 2021.
1) 2001. Sulla spinta del primo Forum Sociale Mondiale tenuto a Porto Alegre in Brasile nel gennaio 2001 e del Manifesto dell’acqua dell’economista Riccardo Petrella, pubblicato lo stesso anno, nasce in Italia il Forum Italiano dei movimenti dell’acqua. E’ una compagine vasta ed eterogenea che dà vita a molte iniziative di sensibilizzazione, colorate e innovative, soprattutto in vista del referendum per l’acqua pubblica. Al suono di: “Si scrive acqua, si legge democrazia” si sviluppa la campagna referendaria, nell’indifferenza dei principali mass media e nello scetticismo generale (negli anni precedenti ben 24 referendum non hanno raggiunto il quorum richiesto del 50%). Ma per l’acqua pubblica è diverso, c’è una forte carica valoriale ed anche a Cuneo si tengono manifestazioni con grande entusiasmo e coinvolgimento.
2) 2011. Il 12 e 13 giugno si tiene il Referendum con, tra gli altri, due quesiti sull’acqua: il primo chiedeva di abolire l’obbligo per le amministrazioni locali di bandire, entro l’anno, le gare per l’affidamento del servizio idrico. Il secondo quesito proponeva di togliere dalla tariffa idrica la remunerazione del capitale investito. Il combinato disposto dei due quesiti sbarrava di fatto la strada verso la privatizzazione del servizio idrico in Italia. Il referendum ebbe un esito molto positivo superando agevolmente l’asticella del 50% con l’affluenza al 57% ed il 95% dei votanti a favore del sì. A Cuneo il risultato è stato ancora più tondo con un punto percentuale in più della media nazionale ( primo quesito,sulla privatizzazione dell’acqua: 95,9%; il secondo, sui profitti sull’acqua: 96,3%). L’acqua, oro blu, bene fondamentale per l’intero pianeta e per l’umanità, almeno in Italia, è stato salvaguardato. Ma la partita non era conclusa. Anzi! Iniziava la parte più difficile: tradurre il principio in atti concreti rendendo effettivamente l’acqua un bene comune nel nostro territorio provinciale (ATO4).
3) 2022. E arriviamo all’oggi. A distanza di 11 anni dal referendum sono stati respinti tutti i ricorsi mossi dai privati per la gestione dell’acqua in provincia di Cuneo. Il Tribunale Superiore delle Acque di Roma, dando ragione alla parte pubblica, mette la parola fine al contenzioso con i privati.
E’ stato un decennio molto impegnativo nel quale la parte privata, presente nelle società miste che gestiscono il servizio integrato, le ha provate tutte per impedire l’attuazione del dettato referendario. In ultimo il ricorso al Tribunale con tutto quello che ciò comporta. Le sentenze definitive, oltre a chiudere il capitolo per il nostro territorio, che ha fatto da apripista, diventano riferimento giurisprudenziale per molte altre realtà sparse in Italia. Anche questo è un risultato molto importante!
La fine bella della storia dell’acqua pubblica in provincia, però, non era per nulla scontata. Perché forti sono state le pressioni e, se non si teneva la barra dritta e con convinzione e caparbietà si lavorava in questa direzione, probabilmente non saremmo arrivati oggi a gioire per questo risultato. Come comunità provinciale dobbiamo ringraziare chi si è speso in tutti questi anni, senza tentennamenti o indietreggiamenti in questa battaglia. Sia sul fronte movimentistico, per arrivare all’esito positivo del referendum e per pungolare la rapida attuazione di quanto indicato nel referendum, sia sul fronte istituzionale per rendere reale il dettato referendario negli anni successivi. In particolare vorrei ricordare e ringraziare Guido Lerda, Assessore del Comune di Cuneo all’Acqua Pubblica, che, con tenacia e competenza, da sempre, ha lavorato per raggiungere questo obiettivo. Sicuramente senza il suo fondamentale apporto, il risultato sarebbe ancora nella sfera dei sospirati desiderata.
Il tempo trascorso, in modo più pertinente potremmo dire la molta acqua passata sotto i ponti, e le nuove problematiche pandemiche rischiano di offuscare l’importanza storica di questo risultato. Ma è sicuramente un risultato storico. Segna una via di non ritorno e andrà a beneficio delle generazioni future.
Come fu storica la scelta dei nostri padri, all’inizio dell’altro secolo di dotare la città di Cuneo di acqua di sorgente, captandola alle sorgenti del Bandito e portandola in città attraverso l’Acquedotto di Cuneo, per poi, negli ultimi decenni, condividerla con molti comuni vicini. Ma questa è un’altra bella storia che andrebbe fissata e raccontata. Alla base, sempre, persone che hanno guardato con lungimiranza al futuro e non al ritorno né personale né immediato.