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9 luglio 2026

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Piemonte, tracollo nella qualità dei servizi sanitari dei livelli essenziali di assistenza

16 settembre 2021

Cuneo

Cuneo - L'efficienza e la qualità dei servizi sanitari in Piemonte è sempre più bassa. A dirlo è la classifica nazionale ufficiale dei Lea, Livelli essenziali di assistenza, dove il Piemonte è precipitata al 12esimo posto. Un tonfo, ottenuto dall’analisi dei dati relativi al 2019 e ufficializzato dal Ministero della Salute, calcolando che solo due anni fa guidava quella classifica e l'anno scorso era comunque quarta ma dietro a Emilia, Veneto e Toscana. Ora il Piemonte della gestione Cirio-Icardi si è fatta superare a Umbria, Lazio, Puglia, Abruzzo, finendo ai livelli dei tempi del 2012 in pieno Piano di Rientro. È fermo a 188 punti lontano dai 221 di due anni fa e i 218 dello scorso anno, così come dai 222 di Veneto e Toscana ma anche dai 204 dell'Abruzzo o dai 206 della vicina Liguria. Un disastro in cui il Covid non c'entra nulla, così come incolpevoli sono coloro, medici, infermieri e amministrativi, che nella sanità ci operano. Il Piemonte infatti continua ad eccellere per comparto ospedaliero e prevenzione. Ma il tracollo sarebbe dovuto soprattutto a ritardi e omissioni dell’apparato burocratico del governo della sanità piemontese. Nel documento ufficiale ministeriale infatti c'è scritto che “il punteggio, in peggioramento rispetto all’anno precedente, è dovuto in particolar modo alle carenze informative, quali l’insufficienza della qualità̀ dei flussi informativi, integrate solo successivamente alla data di chiusura della valutazione della griglia Lea”.

Classifica Regione Piemonte Ministero Cirio Icardi Monsignor Andrea fiore