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7 luglio 2026

cronaca

Gli servivano batterie, ha distrutto la cella: detenuto a processo

21 aprile 2021

Cuneo

Cuneo - Danneggiamento, resistenza e lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale; è questo il risultato del momento di follia di T. B., un detenuto alla casa circondariale del Cerialdo, che la sera del 9 giugno 2019 distrusse la cella e le diede fuoco perché, da quanto è emerso nel corso del dibattimento, gli servivano delle batterie. “Aveva divelto la cella - ha raccontato in aula uno degli agenti di polizia penitenziaria intervenuto quella sera - e appiccato il fuoco al materasso, alle lenzuola, agli abiti. Aveva distrutto il mobilio e il fumo aveva invaso la sezione. Noi dovevamo cercare di calmarlo per portarlo fuori e mettere in sicurezza la zona, ma lui era fuori di sé e non voleva uscire”. “Aveva divelto anche il lavandino e brandiva delle schegge di ceramica e delle posate di plastica - ha riferito il secondo agente chiamato a riferire dell’accaduto -. Quando entrammo cercò di resistere tirando calci e pugni e mi colpì più volte alla spalla con uno di questi oggetti. Alla fine l’abbiamo immobilizzato e portato fuori”. T. B. era stato appena trasferito al Cerialdo da un’altra struttura e si trovava in un regime di sorveglianza particolare, “gli chiesi che cosa gli fosse preso a distruggere tutto in quel modo - ha proseguito l’agente che era stato ferito - e lui mi disse che aveva bisogno di batterie. Gli dissi che avrebbe potuto chiedere ed evitare tutto questo”. L’udienza è stata rinviata al prossimo 24 maggio per la discussione (immagine generica).

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